Quella del tassista è una figura altamente suggestiva, capace di ispirare scrittori e registi nel creare vicende all’interno delle quali il taxi assume una rilevanza significativa, talvolta simbolico: non solo un mero mezzo di trasporto, ma anche crocevia di storie e vite differenti. Anche il mondo dei videogiochi ha attinto a questa iconografia, declinandola in diversi generi che spaziano dal puro action all’arcade. Ma prendendo spunto dalla visione più “romantica” del tassista, nasce Night Call.

Letteralmente “turno di notte”, il gioco si presenta come una visual novel a tinte noir nel quale impersoniamo un tassista che viene contattato dalla polizia per svolgere delle indagini su alcuni crimini che, in un modo o nell’altro, sono legati al nostro passato e al mezzo di trasporto che guidiamo. Senza svelare troppo della trama dei casi o delle vicissitudini che hanno portato il nostro alter ego a dover vestire questo ruolo, il nostro compito è quello di raccogliere indizi vagando per le vie parigine.

In fin dei conti, però, rimaniamo comunque dei tassisti, quindi la nostra attività principale è quella di scarrozzare gente da un punto all’altro della città. Su una dettagliata mappa di Parigi compaiono le icone di diversi passeggeri: selezionandone uno possiamo raggiungerlo e, nel caso, accettare l’incarico. Per chi non se la cavasse al volante, non c’è da preoccuparsi: la guida è automatizzata, anzi, noi non vediamo nemmeno la strada. L’inquadratura si focalizza infatti su guidatore e passeggero/i, tra i quali si instaurano conversazioni che costituiscono il vero e proprio fulcro del gioco. Ci troviamo infatti in una realtà nella quale è normalissimo per i nostri clienti iniziare a chiacchierare con noi, raccontandoci anche segreti personali che chiunque svelerebbe al primo tassista che incontra. Tralasciando questo voler sempre cercare un minimo di verosimiglianza, il gioco ci offre una grande varietà umana, con personaggi molto diversi tra loro, tra cui anche degli strani figuri: un fantasma, un robot, un cane, una ragazza che dice di venire dal futuro, tutte interazioni che aiutano a rompere la monotonia dei nostri turni.

Night Call on Steam

Fra i passeggeri tra cui scegliere a volte compariranno anche gli indiziati del nostro caso, opportunamente evidenziati per non perdere l’occasione di accettare la loro chiamata, conoscerli meglio e carpirgli informazioni rilevanti per il nostro caso. Tutte le conversazioni prevedono la possibilità di selezionare le nostre battute tra alcune opzioni, cercando di trovare per ciascuno la strategia migliore che lo incoraggi a sbottonarsi. Sulla mappa sono anche presenti delle icone che evidenziano alcuni punti di interesse in cui potremo incontrare informatori o simili, e in questi casi una parola sbagliata può davvero costarci la chance di ottenere informazioni. A fine giornata, tornati nel nostro appartamento, ci troviamo davanti ad una lavagna di sughero sulla quale vengono posizionati gli indizi raccolti cui vengono collegati in automatico i profili dei sospettati a seconda della rilevanza e dei punti in comune con le loro storie personali. Bisogna però fare attenzione: non è detto che il colpevole sia per forza di cose il profilo con più prove a suo carico, anche perché non sempre alcune fonti possono essere considerate attendibili al 100%.

 Night Call review | Rock Paper Shotgun

Gli sviluppatori propongono tre casi tra cui scegliere, così come tre difficoltà di gioco legate sostanzialmente all’utilizzo delle risorse. Infatti, a seconda del livello di sfida selezionato, i compensi ottenuti da ogni corsa possono essere più o meno sostanziosi, così come più o meno lunghi i tempi necessari per compiere ogni azione e investigazione. I problemi principali sono infatti la durata limitata delle notti – che ci obbliga ad ottimizzare i tempi selezionando bene le nostre scelte – e la necessità di pagare bollette, benzina e altre spese – costringendoci ad abbandonare piste potenzialmente utili all’indagine a favore di clienti che ci assicurino di far quadrare i conti.

L’elemento di gestione delle risorse, per quanto minimo, aiuta a mantenere una tensione che la risoluzione del caso in sé non riesce però a mantenere. Complice un ritmo molto lento e una scrittura che spesso risulta artefatta e da stereotipo di racconto noir (oltre a non essere presente la traduzione in italiano), mi è capitato di interessarmi maggiormente alle storie di clienti casuali piuttosto che alle vicende del crimine su cui stiamo indagando, che invece risultano piuttosto generiche e poco ispirate. Sono stato persino tentato di non caricare indiziati solo per riprendere il discorso instaurato con un determinato passeggero. Se anche vi ritrovaste nella stessa situazione, la modalità Free roaming consente di vagare per la città senza l’ansia di dover risolvere un caso, ma concentrandosi sugli oltre 70 personaggi che possiamo incontrare di notte per le strade di Parigi.

Alla fine è questa moltitudine di cittadini a coinvolgere maggiormente, a differenza di un contesto noir che proprio non riesce ad impressionare: non bastano delle vedute in bianco e nero di Parigi (seppur ben fatte), la pioggia battente e qualche torbido passato a creare un’atmosfera convincente capace di catturare l’interesse. Se ad un certo punto invece di andare alla ricerca del prossimo passeggero non vediamo l’ora che finisca il nostro turno di lavoro, allora c’è qualcosa che non va. E non stiamo parlando del tassametro.