Alternate alle fasi di lettura e scelta riservate all’utente, spesso e volentieri vi ritroverete poi al centro di ardite battaglie: entrando in alcune stanze, infatti, le troverete infestate da mostri di varia entità e natura (con una differenziazione sia estetica che soprattutto delle statistiche di gioco, elemento ovviamente fondamentale vista la natura stessa del prodotto), pronti ad opporsi alla vostra avanzata. Sin dalle prime battute, potrete schierare più di un soldato, decidendo la posizione della vostra formazione di attacco, prendendo dimestichezza con le caratteristiche di ciascun soldato e partendo poi con i veri e propri turni dello scontro. Durante queste fasi, vi sarà concesso analizzare la tipologia di nemici (piuttosto utile soprattutto per vagliare le armate avversarie ogni qual volta vi si presentasse un nuovo genere di nemico dinnanzi), muovervi secondo le capacità specifiche di ciascuna unità (magari per interagire con l’ambiente circostante, alla ricerca di risorse o suggerimenti), oppure attaccare. La varietà delle azioni non è indifferente, sia per ciascun soldato che grazie ai diversi ecclesiastici combattenti che potremo schierare, soprattutto considerando come le opzioni siano progressivamente sbloccabili andando avanti nel gioco. La profondità del sistema di combattimento è garantita anche dalla reale necessità sia di leggere particolari specifici della nostra armata ma anche dei nemici, per non incappare in spiacevoli sorprese sin dalle prime stanze, che dal livello di difficoltà non indifferente, vuoi per la mole di informazioni a schermo, vuoi per l’implacabile natura “ruolistica” delle avventure proposte.

Warhammer 40,000: Mechanicus (2018) promotional art - MobyGames

Dal punto di vista grafico, il gioco propone un comparto dalla forte direzione artistica, capace di trasmettere uno straniante senso di disagio in ogni suo particolare.  Vuoi per la commistione di organico e cibernetico, vuoi per l’accostamento di civiltà umanoidi e aliene, vuoi per architetture gotiche permeate di tecnologia futuristica…tutto in Warhammer 40.000 Mechanicus contribuisce a creare una sorta di distopia cognitiva difficilmente risolvibile, se non addentrandosi sempre più nel contesto narrativo, salvo poi venirne ulteriormente disturbati a causa della visione altamente corrotta di tutte le parti messe in scena. Nel gioco infatti il ruoli di buono e cattivo sostanzialmente non esistono, superati da un senso machiavellico di necessità, antropologicamente intrinseco alla natura stessa di ogni essere vivente: umano o alieno, organico o robotico. Il comparto puramente tecnico si appoggia con furbizia a quello stilistico, senza proporre grandi elementi poligonali o di superficie, offuscando sotto le tenebre di un mondo perso le sue lacune, solo in parte sostenute da effetti di luce effettivamente appaganti. La cura riposta nella resa sonora e il framerate stabile sia in modalità portatile che TV completano il quadro di una produzione non eccelsa, ma non per questo insufficiente.

Warhammer 40.000 Mechanicus è un gioco complesso, dove la mole di informazioni, sia pregresse che attuali, potrebbe finire per soverchiare la capacità di analisi del giocatore, incapace di padroneggiare appieno tutto quanto messo in scena dagli sviluppatori. Tenendo duro e superando lo scoglio iniziale di un impressionante volume di dati e statistiche, nonché addentrandosi nell’intricato ma affascinante universo diegetico di riferimento, si potrà venir premiati con un titolo profondo e ricco di elementi sia narrativi che ludici. Viaggiate quindi nel 41° millennio dopo Cristo, calatevi nei panni di ecclesiastici cibernetici auto-elettisi difensori di un’umanità perduta, ultimo baluardo davanti all’eresia xenofila delle specie aliene che minacciano il ricordo perduto della Terra, ponderate le vostre mosse e…combattete!