Avete mai sognato di vestire, per una volta, i panni del mostro? Ebbene Carrion fa al caso vostro: per tutti gli amanti della Cosa, o della Nebbia, o in generale degli orrori materici depersonificati figli dell’immaginario cinematografico o letterario più classico e comune, ecco arrivare una produzione che, sfruttando al massimo il concetto di interattività come elemento cardine del medium di comunicazione videoludico, vi permette di ribaltare completamente la prospettiva. Imperniato sulla pietra angolare del protagonismo interpretativo che differenzia l’intrattenimento digitale rispetto a tutti gli altri mezzi di rappresentazione dell’horror, Devolver Digital ci offre Carrion, titolo nel quale il mostro siamo noi, con tutto il carico di poteri che ne derivano. Preparatevi a far tremare, cacciare, impaurire e massacrare i vostri creatori. Come in ogni dramma orrorifico che si rispetti.

Il gioco in questione è sostanzialmente un metroidvania bidimensionale, con scorrimento nelle quattro direzioni, facilitato dalla natura particolare del protagonista. Mostro informe più che deforme, figlio di sperimentazioni senza scrupoli da parte di scienziati umani, ma privi di cuore, il nostro ammasso organico sarà infatti in grado di muoversi sulle pareti, arrampicandosi, o nei cunicoli, schiacciando la propria massa, per passare da una schermata all’altra, alla ricerca più di vendetta che di una via di fuga. Lungo il suo cammino, esseri umani, ostacoli e trappole poco potranno davanti alla sua potenza, soprattutto se il giocatore ci metterà qual pizzico di intelletto necessario per ergersi definitivamente come creatura superiore ai suoi aguzzini. Si perché i poteri della bestia sono enormi, ma a sblocco progressivo, e i laboratori un vero labirinto: da esplorare con forza, ma anche astuzia.

Carrion will leave a trail of blood across Switch, Xbox and PC on ...

Con le leva analogiche controllerete i movimento di Carrion nelle varie direzioni, in maniera piuttosto fluida e intuitiva, mentre le azioni saranno riservate ai diversi tasti, soprattutto dorsali, con una scoperta incrementale di sempre nuove funzioni accessibili progredendo nel gioco. Inizialmente il compito primario sarà quello di esplorare gli anfratti della facility dentro la quale siamo segregati, prendendo confidenza con l’ambiente e con la nostra a-forma particolare, così da ritrovarci il prima possibile padroni di noi stessi, sempre circondati da pareti o nemici pronti a rinchiuderci o attaccarci. Potremo allungare tentacoli, emanare un attacco circolare, interagire con alcuni elementi ambientali, il tutto finalizzato a due scopi principali: farci largo tra gli angusti spazi del laboratorio ed eliminare i nostri carcerieri.

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