Il panorama indipendente è particolarmente florido di titoli a scorrimento laterale bidimensionali, spesso ricchi di ispirazione ma non di sostanza, o viceversa; a tratti poco capaci di distinguersi gli uni dagli altri, per un eccesso di somiglianze sia stilistiche che ludiche. Il rischio, quindi, è che alcuni, forse troppi, non approfondiscano adeguatamente la conoscenza di alcune produzioni invece particolarmente interessanti, come questo Evergate, annunciato e subito rilasciato per Switch nel corso dell’ultimo Indie World di agosto. Seguiteci, allora, per scoprire se il viaggio dello spirito Ki verso la rinascita dopo la morte sia degno delle vostre console ibride.

Nel delicato titolo in questione indosserete i panni di uno spiritello appena arrivato nell’alidilà e volenteroso di tornare in vita; per poter tornare nel nostro mondo, però, il piccolo Ki dovrà affrontare un viaggio attraverso l’Evergate che lo ricondurrà ad una reincarnazione indicata dal destino, lasciando al misterioso fato il compito di riportarlo in vita. Stranamente, però, sin dai primi passi ci si accorge che qualcosa non quadra: contrariamente alla tradizione, infatti, lo spirito superiore a guardia del cancello della reincarnazione offre all’attenzione del protagonista alcuni ricordi di essere viventi che però non appartengono all’anima di Ki. Incuriosito, il piccolo avatar comincerà così a entrare in questi ricordi, riviverli e cercando in questo modo di ricostruire la sua storia e ottenere il diritto di tornare nel mondo dei vivi.

Evergate Review | Bonus Stage - Over 5000 Video Game Reviews

Una volta entrati all’interno di un “ricordo”, questi si comporterà sostanzialmente come un micro mondo, suddiviso in vari livelli, ciascuno accomunato da similitudini ambientali. All’interno di queste aree ci troveremo davanti un misto tra puzzle game e platform, piuttosto affascinante nella sua originalità: il titolo infatti non è un semplice adventure a scorrimento dove dovremo percorrere il sentiero tracciato dagli sviluppatori evitando nemici e attaccando avversari saltando da una piattaforma all’altra fino al raggiungimento di un traguardo, ma presenta una struttura diversa e piuttosto accattivante. Lo spirito Ki, infatti, può sì spostarsi e saltare ma questo lo aiuterà ben poco all’interno dei livelli, per raggiungere la sua meta. In ciascun “quadro”, infatti, dovremo sfruttare al meglio il suo potere dell’anima per interagire con i cristalli sparsi nei dintorni anche solo per poter proseguire i più piccoli passi e progredire così nell’esplorazione ambientale.

2 Commenti

    • Di per sé non è lunghissimo (come “numero di livelli”, però a meno che non siate dei geni dalle mani abilissime, passerete un discreto tempo nel capire cosa fare e poi nel riuscire a farlo: è difficilino, soprattutto andando avanti, pertanto dura “il giusto”, per riuscire a completarlo!