Quando il videogioco si fa esperienza, quando la poesia vi guida più della narrativa, quando l’estetica prevale sul ludus, ci troviamo davanti a un prodotto divisivo, capace di spaccare la critica in maniera netta: da un lato, chi apprezza atmosfere e coinvolgimento, dall’altro chi lamenta la mancanza di una reale dimensione interattiva dell’opera. Lost Ember è così, come fu per Journey (forse ancora oggi l’esponente più famoso di questa particolare tipologia di esperienza videoludica), per cui sappiatelo: non è un “gioco”, o quantomeno non lo è per tutti.

Inserito in una delicata cornice narrativa fatta di leggende inerenti il perdurare dell’anima nel mondo materiale, l’esistenza di spiriti in grado di impossessarsi di diversi animali e l’immanente presenza di meravigliose lande inesplorate, Lost Ember ci mette nei panni di un’anima, all’interno del corpo di un lupo. Un’anima perduta, che incontra un lupo che scopriremo essere a sua volta un’anima reincarnata, alla ricerca di redenzione: un groviglio di rimembranze di vite passate, intrecciate sperando di arrivare alla risoluzione dei propri peccati, per tornare a essere degni di entrare nella Città della Luce. Un viaggio metafisico, spirituale, molto delicato anche nel descrivere i rapporti di equilibrio e forza presenti all’interno della natura, tra gli animali e tra l’uomo e tutto il resto.

Lost Ember: A Beautifully Heartbreaking Exploration of Forgiveness - myPotatoGames

Sì perché nel titolo qui esaminato la natura è al centro dell’esperienza, incarnandosi sia nella flora che nella fauna di questi scenari spesso mozzafiato. Se, infatti, il protagonista “fisico” principale è il lupo di cui sopra, che ci accompagnerà come forma base dei nostri spostamenti, i nostri avatar spirituali saranno in grado di trasmigrare le proprie anime anche all’interno di numerosi altri animali, come talpe o uccelli, salvo poi riprendere le sembianze del quadrupede canino una volta terminate determinate sezioni di gioco. Il tutto muovendosi all’interno di ambientazioni selvagge, fatte di spazi aperti o chiusi, di terreno o aria, a seconda dei vari momenti, sempre e comunque carichi di stile e ricchi di elementi esplorabili. Esplorazione che risulta fulcro del gioco stesso, sia in termini narrativi, consentendoci di scoprire il mondo che ci circonda e i suoi abitanti, che ludico.