Quando si crea un capolavoro non si è immuni da critiche, ma nemmeno da adulazioni, ed è così che The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha segnato una generazione, tanto da spingere un colosso dell’intrattenimento videoludico a seguirne sotto molti aspetti le tracce, seppur ovviamente mutuando molto anche dalla propria esperienza interna. Sì perché Ubisoft non ha negato in alcun modo come la sua ultima opera inedita (che già di per sé, proponendo una nuova IP merita un plauso) si sia ispirata tanto al gioco di Aonuma quanto a quell’Assassin’s Creed Odissey sviluppato guarda caso dallo stesso team responsabile del titolo qui preso in esame. Ed è così che è nato Immortals: Fenyx Rising, precedentemente noto come Gods & Monsters.

Il gioco in questione ci porta in un modo ispirato alla mitologia greca, dove Tifone si è liberato dalla prigione del Tartaro in cui Zeus lo aveva rinchiuso, pronto a vendicarsi del padre degli dei. Il Signore assoluto dell’Olimpo, impaurito soprattutto a causa della perdita non solo dei proprio alleati divini, ma anche dei propri fulmini, si reca presso Prometeo per cercare una soluzione nella sua sapienza e nelle sue storie. Quest’ultimo, nonostante la sua grama situazione di condannato all’eterna sofferenza, decide di aiutare Zeus, iniziando a narrare le gesta di un semplice mortale (il nostro avatar), che, in un concetto di “chronos” senza tempo, sarà in grado, proprio attraverso le gesta raccontate, di sconfiggere il nemico del padre degli dei. O quantomeno questo è ciò che l’incipit sembra far presagire…ma con le divinità, è sempre meglio non fidarsi!

Creato il nostro personaggio attraverso un rapido e non particolarmente approfondito momento di personalizzazione dello stesso, potremo prenderne il controllo e seguirne le gesta, appunto tramite il racconto sopra citato. La prima cosa che balza all’occhio, però, è come pur essendo all’interno di una produzione teoricamente capace di un registro drammatico, come spesso avviene negli antichi racconti orali a sfondo antico, sia l’estetica che il tono del racconto appaiono piuttosto fiabeschi, più che mitologici. Un approccio stilistico, legato sia alla sceneggiatura che alla scenografia di questa opera, senza dubbio originale e diverso da quanto spesso viene messo a schermo dalle grandi case di produzione occidentali, che accogliamo a braccia aperte: forse l’umorismo introdotto nei dialoghi tra Zeus e Prometeo non è sempre riuscitissimo, ma quando ci si spinge fino a finti titoli di coda pur di mantenere lo scherzo, ecco che scatta l’applauso.

Immortals: Fenyx Rising - Recensione (PS4): Zelda, God of War o semplicemente Immortals?

Nella prima parte del gioco saremo alle prese con l’esplorazione di un’area non particolarmente ampia né ispirata, ma che servirà sostanzialmente da grande tutorial per la struttura di gioco: da un lato, potremo e dovremo prendere dimestichezza con i controlli per tenere a bada il nostro avatar (con gli attacchi prevalentemente legati ai tasti dorsali e un discreto uso dei sensori di movimento per la gestione della mira per le nostre armi a lunga gittata, come l’arco); dall’altro ci sarà possibile ampliare gradualmente il nostro equipaggiamento, seguendo l’evolversi delle vicende, in modo da completare l’insegnamento legato alle possibilità di interazione del personaggio principale con l’ambiente circostante, vuoi in termini di combattimento contro i nemici, vuoi in termini di risoluzione degli enigmi ambientali per poter proseguire nell’esplorazione del mondo di gioco. Fortemente mutuata da Breath of the Wild è l’alternanza tra un overworld molto ampio e libero (il così detto open world), e aree di vera e propria “enigmistica” (come gli “Shrine” di Zelda), poste al di fuori del vero e proprio universo immanente, trasportando temporaneamente Fenyx nel mondo del Tartaro, corrotto dalla presenza del nemico.

11 Commenti

  1. Diciamo che se Zelda vive di luce propria, questo gioco vive un po della sua luce riflessa 🤣

    Cmq sembra ottimo gioco brava Ubisoft di creare qualccosa di diverso.

    Lo prendo sicuramente su switch Pro, perchè graficamente le ambientazione sono bel vedere.

    • Basta con sta Pro! XD
      Comunque si..al di là del confronto con Zelda, è nel confronto con i noiosi e ripetitivi (per me) open world di Ubisoft che Immortals trova freschezza

  2. a parte gli scherzi, una Switch 4K nel medio futuro aiuterebbe molto per giocarsela con la concorrenza negli anni a venire, no? è quasi logico esca più di un nuovo hardware. come minimo mi aspetto di poter supportare un gioco crossgen come Cyberpunk con la Pro, magari debuttando a Natale 21′ assieme a Zelda BOTW2 😀

    • Mah, non sono convinto perchè qualsiasi nuovo hw per stare al passo con le nextgen dovrebbe abbandonare i quasi 70 milioni di possessori dell’attuale Switch. Cosa impossibile e anche deleteria. O, in alternativa, semplicemente non offrire nulla più di quel che la switch offre oggi, con solo risoluzione e framerate più elevati, ma certi giochi sull’hardware attuale NON girano, indipendentemente dal resto, quindi…non vedo alcuna reale possibilità di ampliamento del supporto a partire da una Switch PRO che, come detto, dovrebbe cmque garantire a quei giochi di poter girare su una Switch normale. Per cui se anche la rilasceranno, i giochi che arriveranno saranno gli stessi che arriveranno ancora anche sulla Switch normale, tipo un MH Rise che magari su un HW 1.5 girerà “meglio”, ma non è che su Switch non girerà. Io dico che avremo un upgrade, ma non lontano da quello già avuto (con introduzione di un nuovo modello base con batteria migliorata), che punterà non più sul miglioramento della batteria, ma della risoluzione (schermi migliori in modalità portatile, output migliore su schermo tv).
      Detto questo, Immortals ne gioverebbe, di una risoluzione più alta 🙂

    • La Pro non va vista nell ottica terze parti, ma in ottica titoli interni per migliorare risoluzione ,fps e pop-up.

      Proprio il pop-up è quello che mi da fastidio specialmemte in titoli come Xenoblade DE, che ti carica l erba proprio sotto ai piedi,

      Passi per The Witcher 3, ma Xeno è un titolo interno.

      Poi vendendo un confroto tra immortals su PS5 e Switch, vedere l open world su PS5 è un altra cosa, ecco perchè spero in una Pro, pensate al nuovo Botw2, come ci gioverebbe qualche cavallo in più sotto al cofano.

      E cmq switch pro sarà solo home 😂

    • @lobo: una Pro vedrebbe comunque il gioco sviluppato anche per Switch, quindi non so quali migliorie potrebbe apportare al di là di qualche elemento scalabile e poco più. di certo non ti avvicini a ps5! XD
      Per quello.. Switch 2 con DLSS di Nvidia!

    • Certo che la Pro sarà pienamente compatibile con la switch base, e non ci sarà nessun gioco esclusivo Pro.

      Ma già con la Pro possono usare il Dlss, altrimenti non serve a nulla quresta Pro.

    • Ma per usare il DLSS dovrebbe esserci una variante HW che difficilmente vedo compatibile con una PRO a metà generazione. Credo fortemente che, se Nintendo e Nvidia continueranno la partnership, il DLSS sarà implementato via HW per ricavarne i vantaggi SW nella Switch 2. E sarebbe una cosa PAZZESCA per una portatile, come resa. Speriamo!

  3. Mi ha sempre ispirato, fin da quando si faceva ancora chiamare gods and monsters. Nonostante l’ispirazione a Zelda, ha anche l’aria di essere un titolo un po’ old school (tipo Drakan, per chi lo conoscesse). Probabilmente lo prenderò in futuro, e comunque mi godrò un po’ di gameplay.