Bethesda e Nintendo hanno segnato l’intero ciclo vitale di Switch con il loro amore commerciale, sin dagli albori per arrivare a questo dicembre 2020, con il rilascio di DOOM Eternal. Quattro anni fa esatti, durante il trailer che ha svelato al mondo intero il nuovo progetto hardware della casa di Kyoto, tra i pochi giochi mostrati per evidenziare le innumerevoli capacità di fruizione di Switch c’era The Elder Scroll: Skyrim, così come uno dei primi progetti terze parti così ambiziosi da essere definiti “impossibili” per un form factor così piccolo e compatto, fu DOOM (2016), apripista di tutta una serie di titoli sempre più ampi e di grosso spessore da parte delle grandi case di produzioni sull’ibrida di Nintendo. Sì, perché senza l’inaspettata collaborazione con Bethesda, senza i suoi Wolfenstein, forse non sarebbe stato possibile nemmeno l’arrivo di The Witcher 3 o di Outer Worlds, tanto per citarne un paio. Per cui, chiudiamo il cerchio: DOOM Eternal è qui, per stupirvi ancora una volta grazie alla tecnologia idTech, anche su Switch.

Il titolo è un diretto seguito di DOOM 2016, apparso qualche anno addietro anche sulla piccola console, sia sotto il profilo strutturale che narrativo. L’incipit vede le forze dell’Inferno aver ormai invaso il nostro pianeta, assoggettando una vastissima parte del globo sotto il proprio potere, distruggendo città e paesaggi, schiavizzando e mutando la popolazione e portando letteralmente l’inferno sulla terra, appunto. L’unica speranza rimasta identificata dalla federazione intergalattica siamo ovviamente noi, impersonando i panni del mitico DOOM Slayer, vero e proprio incubo anche dei demoni più potenti, le cui gesta vengono tramandate negli inferi con la stigma dello sterminatore di mostri, implacabile e senza pietà. Ed eccoci così arrivare sul pianeta natio a bordo della nostra astronave, atterrando carichi di convinzione omicida e armamentario degno del nostro obiettivo: eliminare qualunque creatura saremo in grado di incontrare sul nostro cammino, facendoci largo a suon di corpi smembrati e bagni di sangue, eradicando il male con una convinzione così radicale ed estrema da non lasciare spazio a parola alcuna. Il nostro avatar, infatti, come da tradizione sarà muto, implacabile e disinteressato. Ma, al contrario del primo episodio dell’era moderna di DOOM, la cornice narrativa ha comunque un costrutto più spesso e profondo, per quanto (giustamente) lasciato alla volontà indagatrice del giocatore: numerose, infatti, saranno le note sparse nei meandri più oscuri dei livelli, pronte a raccontare con illustrazioni di accompagnamento e testi narrativi la “lore” di questo universo finzionale, più ricca di quanto la fruibilità superficiale e bellica del gioco lascerebbe pensare.

Doom Eternal is another impressive Switch port - The Verge

Pur condividendo quindi la nervatura centrale di un’esperienza di gioco puramente shooter e priva di grandi fronzoli interpretativi, DOOM Eternal si distingue dal predecessore in maniera forse sottile ma comunque significativa anche sotto il profilo puramente ludico. Prima di tutto, il protagonista è stato arricchito di alcuni elementi aggiuntivi a sua disposizione, legati in particolar modo alle sue capacità atletiche: lo scatto, il salto doppio potenziato e la capacità di arrampicarsi su alcune superfici specifiche lo rendono molto più dinamico e meno incollato a terra, con maggiori possibilità di movimento che ne ampliano non di poco le opzioni in termini di approccio ai livelli, e ai nemici che tali livelli popolano. La qual cosa è sapientemente gestita in maniera armoniosa dagli sviluppatori rispetto al resto della produzione: le opzioni di spostamento a nostra disposizione sono continuamente incoraggiate dalla struttura stessa dei livelli e dal comportamento delle orde avversarie, per cui per sopravvivere e poter procedere oltre, saremo costretti a non rifugiarci dietro alla potenza di fuoco delle nostre armi, cercando di mantenere una posizione potenzialmente difensiva, bensì dovremo continuamente muoverci, rendendoci un bersaglio più complesso per gli avversari, abbordando quantomeno i nemici meno potenti per eliminarli con attacchi corpo a corpo, continuando a sfruttare l’ambiente a nostro vantaggio (salendo su piattaforme, arrampicandoci su muri, sfruttando i punti elevati e via discorrendo) per riuscire a eliminare tutti i nemici e sbloccare l’area successiva. Anche la gestione delle munizioni è notevolmente dipendente dalla nostra capacità di esulare dalle sole dinamiche sparatutto, avvalendoci da un lato delle letali mosse ravvicinate di DOOM Slayer (evitando così di usare proiettili, laddove ciò sia possibile) o della nostra fida motosega, il cui uso sarà fondamentale per rigenerare la scorta delle nostre armi (visto che i nemici rilasceranno un notevole quantitativo di munizioni, se eliminati attraverso questa letale arma corpo a corpo).

9 Commenti

    • Ah, sempre che poi esca veramente perché pure Grid Autosport era iniziato con “per il momento” solo digitale, però a distanza di quasi 15 mesi, ancora nulla.

    • Credo proprio di sì, ma secondo me non uscirà fisico. L’unico motivo potrebbe essere non aver rilasciato la cartuccia per rinvii molteplici dovuti al COVID, così da non perdere l’uscita natalizia. Ma secondo me i motivi sono altri, e resterà così!

  1. Io ieri mi sono fatto un nuovo slot da ultra violence sperando di non riscontrare il solito fastidioso bug l’ho riscontrato ugualmente.
    Ho urgentemente bisogno di segnalare il bug…. come posso fare a contattare Bethesda? La settimana scorsa ci ho provato ma sono capitato nel loro stor di cianfrusaglie, credo.