Switch 2: The Legend of Heroes: Trails beyond the Horizon: la recensione

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Sul fronte ludico, Trails beyond the Horizon prosegue e raffina l’evoluzione del sistema di combattimento ibrido introdotto negli ultimi capitoli della saga, fondendo turni classici e azione in tempo reale in modo sempre più organico. Il giocatore può alternare liberamente tra fasi più tattiche, basate su posizionamento, gestione delle abilità e ordine delle azioni, e momenti action in cui schivate, attacchi rapidi e tempismo assumono un peso determinante. Il risultato è un combat system che conserva la profondità strategica tipica dei Trails, ma la rende più dinamica e leggibile, riducendo la sensazione di rigidità che poteva allontanare parte del pubblico meno avvezzo ai JRPG tradizionali. A questo si affiancano sistemi consolidati come l’Orbment, qui ulteriormente semplificato nell’interfaccia ma ancora ricco di possibilità di personalizzazione, e una gestione del party che incentiva la sperimentazione di sinergie tra personaggi. L’esplorazione resta strutturata e narrativa, lontana da derive open world, ma beneficia di mappe più articolate, segreti ambientali e missioni opzionali meglio integrate nel flusso dell’avventura. Nel complesso, Falcom dimostra di aver trovato una sintesi matura tra tradizione e modernizzazione, capace di rendere il gameplay più fluido senza snaturare l’identità storica della serie.

Dal punto di vista tecnico, Trails beyond the Horizon su Nintendo Switch 2 rappresenta una delle produzioni Falcom più solide e coerenti mai arrivate su hardware Nintendo al day one. Il gioco gira in maniera stabile, con un frame rate ancorato ai 60 fps nella maggior parte delle situazioni, sia in modalità portatile sia docked, segno di un’ottimizzazione pensata fin dall’inizio per la nuova piattaforma e non frutto di un adattamento tardivo. La risoluzione risulta elevata e pulita, con un’immagine ben definita su schermo TV e una resa sorprendentemente nitida sul display portatile, mentre i caricamenti sono rapidi e poco invasivi, contribuendo a mantenere un buon ritmo narrativo. Il comparto artistico, pur non puntando su soluzioni tecniche d’avanguardia, beneficia di modelli più dettagliati, illuminazione migliorata e ambienti più ricchi rispetto ai capitoli precedenti, senza compromettere la leggibilità dell’azione. Non mancano piccoli compromessi — qualche animazione rigida o texture meno rifinite nei contesti secondari — ma nel complesso l’esperienza risulta fluida, affidabile e perfettamente in linea con le ambizioni del progetto. Switch 2 si conferma così una piattaforma ideale per ospitare JRPG di medio-alto profilo, capaci di coniugare ambizione e stabilità senza sacrifici evidenti.

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La recensione

8 Il voto

Trails beyond the Horizon si conferma un capitolo solido e rappresentativo della maturità raggiunta da Nihon Falcom, capace di coniugare una narrazione densa e stratificata con un sistema di combattimento ibrido che rinnova senza tradire l’identità della serie. Pur richiedendo un certo investimento iniziale ai neofiti, il gioco ripaga con personaggi ben scritti, un world building coerente e un ritmo ludico finalmente più dinamico. La versione Switch 2 è stabile e curata, dimostrando quanto l’ecosistema Nintendo sia ormai centrale per il publisher giapponese. Non un punto di rottura, ma un’evoluzione convincente, che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.

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