Switch 2: GRID Legends Deluxe Edition: la recensione

Auto sportive ad alto numero di ottani. Accese rivalità all'ultimo testa a testa. Azione da togliere il fiato.

Il genere racing, soprattutto nelle sue declinazioni più realistiche, tecniche e visivamente “ottico-retiniche”, è sempre stato uno dei grandi assenti nell’offerta Nintendo. Per anni, il pubblico console ha associato l’esperienza di guida simulativa a brand ben precisi: Forza Motorsport in casa Microsoft e Gran Turismo su PlayStation hanno incarnato una visione del racing fatta di fedeltà meccanica, cura maniacale per i modelli automobilistici e un target dichiaratamente appassionato. Nintendo, al contrario, ha costruito il proprio immaginario su un approccio più accessibile e arcade, incarnato alla perfezione da Mario Kart, serie capace di un successo trasversale ma difficilmente sovrapponibile alle simulazioni tradizionali. Tuttavia, l’enorme successo commerciale di Switch ha progressivamente scalfito questa dicotomia, aprendo il terreno a esperienze di guida più varie e ambiziose.

Nel corso della generazione Switch, il panorama dei giochi di corse si è arricchito in maniera significativa, dimostrando come anche l’utenza Nintendo fosse pronta ad accogliere proposte meno caricaturali e più strutturate. Titoli come Gear.Club Unlimited, Formula Legends o la serie Asphalt hanno rappresentato tentativi concreti di colmare un vuoto storico, ciascuno con approcci e risultati differenti. Con l’arrivo di Nintendo Switch 2, questo percorso sembra destinato a consolidarsi ulteriormente: dal futuristico Fast Fusion fino all’annunciato nuovo capitolo di Gear.Club Unlimited in esclusiva temporale, il genere racing trova finalmente uno spazio credibile nel catalogo della nuova console. È in questo contesto che si inserisce GRID Legends, un nome dal peso specifico importante, soprattutto per un ecosistema che raramente ha ospitato produzioni di questo tipo. La pubblicazione di GRID Legends Deluxe Edition su Nintendo Switch 2 assume un valore che va oltre il singolo titolo. Electronic Arts, dopo segnali già evidenti come EA Sports FC 26 e Split Second, sembra confermare un interesse più strutturato verso la nuova piattaforma Nintendo, molto più marcato rispetto al recente passato. Il supporto garantito a Feral Interactive per questo porting non appare casuale, ma piuttosto come un investimento mirato, capace di testare il potenziale commerciale e tecnico della console con un prodotto storicamente poco affine ai “lidi” Nintendo. GRID Legends diventa così l’ennesima dimostrazione della forza del formato ibrido di Switch, oggi abbastanza maturo da attrarre anche serie tradizionalmente legate a un pubblico più hardcore e a contesti hardware ben diversi.

A differenza della maggior parte dei racing tradizionali, GRID Legends non si limita a proporre un semplice circuito o una sequenza di gare, ma costruisce una vera e propria cornice narrativa che accompagna il giocatore lungo tutta l’esperienza. La modalità “Driven to Glory” introduce una storia dai toni drammatici, con dialoghi, rivalità tra piloti e scelte narrative che influenzano la progressione del campionato. Questo approccio cinematografico è uno dei tratti distintivi di Legends: mentre gran parte dei titoli racing si concentra esclusivamente sul gameplay, qui la narrazione diventa un valore aggiunto, capace di motivare le singole gare e conferire un senso di continuità e personalità agli avversari controllati dall’IA. L’uso di sequenze filmate in-engine e di intermezzi che evidenziano dinamiche di squadra, strategie e incidenti rende l’esperienza più vicina a quella di un titolo sportivo professionale, andando oltre la pura simulazione di guida. Proprio questo intreccio tra gameplay e storytelling permette a GRID Legends di emergere rispetto a produzioni analoghe: non si tratta solo di arrivare primi in pista, ma di vivere un vero dramma sportivo in cui le emozioni, gli scontri e le strategie diventano parte integrante dell’esperienza di guida. In termini di appeal su Nintendo Switch 2, questa scelta narrativa valorizza il display ultrawide e l’OLED, offrendo una resa spettacolare delle cutscene e delle scene d’azione più concitate.

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Il titolo offre una gamma di modalità pensate per coprire diverse esigenze di giocatori, dall’approccio più casual al racing competitivo avanzato. Tra le principali: Campionato e Carriera: cuore pulsante dell’esperienza, con progressione narrativa integrata, personalizzazione dei piloti e delle vetture, e una scalata attraverso categorie e livelli di difficoltà crescenti. Eventi singoli: gare rapide, ideali per sessioni veloci o per mettere alla prova specifiche abilità su tracciati diversi. Time Trial e Sfide speciali: modalità pensate per testare precisione, tempi sul giro e gestione strategica della vettura in scenari specifici, con leaderboard integrate. Editor di eventi personalizzati: permette di creare gare su misura, combinando circuiti, condizioni meteo e regole specifiche, aggiungendo longevità e rigiocabilità. Ognuna di queste modalità è ottimizzata per sfruttare la resa visiva e il refresh elevato della console, con particolare attenzione a effetti di luce, riflessi delle superfici e dettagli dei circuiti. La Deluxe Edition aggiunge poi pacchetti di auto extra, skin personalizzate e circuiti aggiuntivi, aumentando il ventaglio di scelta e garantendo una proposta più ricca rispetto alla versione standard. La carne al fuoco è davvero tanta, anche se è proprio nella modalità Storia che risiede l’elemento differenziante di questo prodotto specifico.

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