Uno degli interventi più significativi operati da Yakuza Kiwami 3 riguarda il sistema di combattimento, qui rielaborato con l’obiettivo di modernizzare un impianto nato su hardware ormai lontani senza snaturarne l’identità. Il risultato è un combat system che resta saldamente ancorato alla tradizione brawler della serie, ma che introduce una maggiore fluidità nei movimenti, animazioni più pulite e una risposta ai comandi sensibilmente migliorata. Il passaggio dinamico tra gli stili di combattimento consente a Kiryu di adattarsi alle situazioni con maggiore flessibilità, alternando approcci più tecnici a fasi di pura potenza bruta. Il Ryukyu Style, in particolare, introduce l’uso di armi tradizionali e combo più articolate, mentre il Dragon of Dojima (Kiwami Style) incarna l’anima classica della saga, fatta di prese devastanti e Heat Action spettacolari. Questo equilibrio tra rispetto del passato e rinnovamento mirato rende il sistema di combattimento più accessibile e appagante, senza tradire le radici che hanno reso Yakuza un punto di riferimento nel genere. Sul piano ludico, Dark Ties si distingue nettamente dalla campagna principale grazie a un sistema di combattimento costruito attorno alla figura di Yoshitaka Mine, riflesso diretto della sua personalità fredda, calcolatrice e profondamente aggressiva. Il fulcro del gameplay è lo stile di combattimento ispirato alla shoot-boxing, che privilegia colpi rapidi, combinazioni eleganti e una gestione più tecnica delle distanze rispetto al brawler puro di Kiryu. Mine combatte con precisione chirurgica, alternando pugni, calci e movimenti evasivi che restituiscono una sensazione di controllo costante, ma anche di brutalità contenuta. L’introduzione della modalità Dark Awakening amplifica ulteriormente questo approccio, trasformando il personaggio in una macchina da combattimento spietata, capace di infliggere danni devastanti. Il risultato è un’esperienza ludica distinta, meno istintiva ma più raffinata, che non solo differenzia Dark Ties dal resto del pacchetto, ma rafforza la coerenza tra gameplay e narrazione.

Dal punto di vista tecnico, Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties su Nintendo Switch 2 rappresenta uno degli esempi più convincenti di come l’hardware ibrido di nuova generazione possa accogliere produzioni tradizionalmente legate a piattaforme domestiche senza compromessi evidenti, pur risultando meno convincente del precedente Kiwami 2. Il gioco beneficia di una resa visiva pulita e stabile, con modelli dei personaggi rivisitati, illuminazione più coerente e texture migliorate rispetto all’originale, mantenendo al tempo stesso una direzione artistica fedele allo spirito della serie. Le prestazioni risultano solide, con un frame rate stabile nelle fasi esplorative e nei combattimenti, anche se non esenti da sporadici cali e rallentamenti, mentre i tempi di caricamento sono sensibilmente ridotti, aspetto fondamentale per un’esperienza che alterna spesso scene narrative, spostamenti e attività secondarie. In modalità TV, Switch 2 valorizza al meglio ambientazioni come Okinawa e Kamurocho, restituendo una buona profondità cromatica e un colpo d’occhio convincente, a patto di smanettare un po’ con settaggi HDR che sembrano meno eleganti e convincenti di quanto visto con il capitolo precedente di soli pochi mesi fa, mentre in portatile il titolo si conferma perfettamente fruibile, con un’interfaccia leggibile e una fluidità adeguata anche nelle sessioni prolungate, complice forse un VRR silente protagonista degli ultime produzioni terze parti. La natura ibrida della console si sposa in modo particolarmente efficace con la struttura del gioco, rendendo naturale alternare lunghe fasi narrative sul grande schermo a momenti più brevi dedicati a missioni secondarie o combattimenti in mobilità. Pur senza spingersi ai limiti estremi dell’hardware, questa versione Switch 2 si dimostra curata, affidabile e pienamente all’altezza dell’importanza storica del pacchetto.

La recensione
Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties su Nintendo Switch 2 non è soltanto una celebrazione per i vent’anni della saga, ma la conferma definitiva di quanto il rapporto tra Yakuza e l’ecosistema Nintendo sia ormai maturo e credibile. Tra una rilettura più fluida e moderna di un capitolo intimista come Yakuza 3 e un contenuto inedito capace di arricchire la mitologia della serie, il pacchetto offre valore sia ai fan storici sia a chi si avvicina oggi al brand, pur non convincendo fino in fondo, vuoi anche solo per la necessità di un cambio di formula anche sui lidi Nintendo (come già avvenuto altrove).











