Dark Quest Remastered: la recensione

Direttamente dalla nostra infanzia un dungeon crawler remastered che si ispira ad uno dei giochi da tavolo più famosi degli anni '80.

Sappiamo bene come alcuni oggetti, fotografie, ritagli di giornale, canzoni, abbiamo la magica capacità di riportarci indietro nel tempo. Sono oggetti che restano lì, fermi, immobili, magari a prendere polvere in un buio scantinato. In casa, da qualche parte, ho ancora una scatola di HeroQuest. Sicuramente ammaccata, estremamente vissuta, ma ancora capace di evocare ricordi vivissimi. Ricordi di pomeriggi interminabili, di tiri di dado carichi di tensione, di porte che si aprivano rivelando orchi, goblin, scheletri e mostri indicibili. Erano gli anni in cui la fantasia faceva tutto il lavoro, anni di stregoni, magia, spade e barbari muscolosi. Gli stessi anni di Conan il Barbaro, de La Storia Infinita insegnava, e in cui i librogame rappresentavano una porta spalancata verso avventure personali, intime, irripetibili. È da quel humus culturale che sembra emergere Dark Quest: Remastered, un titolo che non nasconde minimamente le proprie radici e che, anzi, le abbraccia con orgoglio. Dark Quest: Remastered non è legato ufficialmente a HeroQuest, ma ne rievoca in modo evidente lo spirito, prendendo ispirazione dalla stessa filosofia di gioco: esplorazione a turni su griglia, dungeon modulari, archetipi fantasy classici e quella sensazione di avventura “da tavolo” in cui ogni mossa è una scelta ponderata e ogni dado virtuale può cambiare l’esito della missione.

Lo sviluppo di Dark Quest: Remastered è affidato a Brain Seal, uno studio indipendente che ha costruito nel tempo una piccola identità ben definita, specializzandosi in esperienze strategiche a turni chiaramente ispirate ai giochi da tavolo dungeon crawler. Quello di Dark Quest è un nome che circola da anni tra gli appassionati del genere, con numerosi capitoli che hanno progressivamente affinato la formula. Questa versione “Remastered” rappresenta una rielaborazione più ampia, pensata per rendere il titolo accessibile e solido anche su console. Il titolo riprende i concetti fondamentali che hanno caratterizzato il brand – esplorazione su griglia, combattimenti a turni, atmosfera fantasy classica – ma li presenta in una forma più rifinita e leggibile. Dark Quest: Remastered non è esattamente un nuovo capitolo della saga, bensì una rielaborazione del primo Dark Quest, aggiornata tecnicamente e strutturalmente, pensata per offrire una versione più solida e accessibile della formula originale anche su console. Il contesto narrativo è volutamente essenziale. Un oscuro stregone ha preso il controllo di un dungeon sotterraneo, da cui emergono creature malvagie che minacciano il mondo in superficie. Il tuo compito è guidare un gruppo di eroi all’interno di questo labirinto, stanza dopo stanza, missione dopo missione, per sventare la minaccia. La storia è una cornice, un pretesto. Ma è una scelta coerente. Come nei giochi da tavolo di una volta, la vera narrazione nasce dalle azioni del giocatore, dalle sconfitte improvvise, dalle vittorie inaspettate, dai personaggi che sopravvivono per un soffio o cadono sul più bello. Il cuore dell’esperienza è ovviamente il gameplay. Dark Quest: Remastered propone un sistema a turni su griglia che richiede attenzione, pianificazione e una buona dose di sangue freddo. Ogni mossa conta. Ogni passo può esporre un personaggio a un attacco nemico o, al contrario, metterlo nella posizione ideale per sfruttare un’abilità speciale. Gli scontri non sono mai completamente automatici: anche contro avversari apparentemente deboli, un errore di valutazione può costare caro. La mappa è oscurata nelle sue estremità finché non la riveliamo passandoci sopra. Allo stesso modo ogni personaggio ha una determinata area entro la quale può interagire, elemento da tenere in considerazione nell’ottica di combattimento soprattutto.

La gestione del party è fondamentale. Gli eroi disponibili appartengono a classi archetipiche del fantasy classico: guerrieri dalla forza bruta, maghi fragili ma potenti, personaggi di supporto con abilità utili in situazioni specifiche. La composizione della squadra influisce profondamente sull’approccio alle missioni. Un party sbilanciato può rendere alcune sezioni frustranti, mentre una squadra ben pensata restituisce grande soddisfazione tattica. Un altro aspetto interessante è il ritmo. Dark Quest: Remastered si presta bene a sessioni di gioco brevi, perfette per l’uso portatile di Switch, ma riesce anche a tenere incollati durante sessioni più lunghe grazie a una progressione costante. Ogni missione completata dà la sensazione di aver fatto un piccolo passo avanti, di aver conquistato un pezzo di dungeon in più. È una progressione lenta ma gratificante, che richiama molto da vicino la struttura delle campagne dei giochi da tavolo. Dal punto di vista tecnico e artistico, la versione Remastered fa un lavoro onesto. La grafica adotta uno stile coerente con il tono del gioco. Ambientazioni cupe, dungeon ben caratterizzati, creature fantasy riconoscibili al primo sguardo. Il colpo d’occhio è pulito e funzionale, e soprattutto leggibile: un elemento fondamentale in un gioco basato sulla strategia a turni. Su Nintendo Switch il titolo gira in maniera stabile, sia in modalità portatile che docked, con controlli ben adattati al pad. Certo, non mancano i limiti. A esempio la mancanza di una narrazione più profonda potrebbe lasciare indifferenti i giocatori alla ricerca di una forte componente narrativa. Così come alcune meccaniche avrebbero beneficiato di una maggiore varietà o di una maggiore profondità sistemica. Il ritmo stesso, detto di una certa fisiologica lentezza, dopo qualche dungeon rischia di stancare un pochino. Ma sono compromessi comprensibili, soprattutto considerando la natura del progetto e il pubblico a cui si rivolge. Arrivando al bilancio finale, Dark Quest: Remastered è un gioco che sa esattamente chi vuole conquistare. È un titolo pensato per chi ama la strategia a turni, per chi prova nostalgia per i dungeon crawler da tavolo, per chi è cresciuto tra dadi, mappe quadrettate e manuali pieni di goblin orchi e mummie.

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La recensione

6.5 Il voto

Dark Quest: Remastered punta sulla coerenza e sul rispetto della tradizione, offrendo un’esperienza che valorizza strategia e immaginazione. È un omaggio diretto ai dungeon crawler da tavolo, pensato per chi apprezza pianificazione e ritmo ragionato. Il grosso del lavoro lo fa una gran bella ambientazione e realizzazione, qualche tentennamento dal punto di vista del ritmo e della varietà, sicuramente perdonabile in fin dei conti.

Valutazione

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