True Fear: Forsaken Souls (Part 1 and 2): la recensione

Un horror carico di atmosfera, perfetto per chi vuole tensione senza ansia da rincorsa!

Per tutti gli appassionati di horror che però non hanno voglia di ritrovarsi in quei giochi dove vieni rincorso ogni due minuti e ogni scricchiolio ti fa saltare la mano dal controller, la serie giusta potrebbe essere questa! TRUE FEAR: Forsaken Souls è una di quelle saghe che, a prima vista, sembra il classico horror da oggetti nascosti, il tipo di gioco che potresti trovare tranquillamente su PC o persino su mobile. Iniziando a giocarci però, ci si rende presto conto che pur restando fedele al genere, prova davvero a costruire un’atmosfera più curata del solito. La Remastered Edition per Nintendo Switch, sia della Parte 1 che della Parte 2, rende tutto un po’ più pulito e moderno senza snaturare l’impianto originale. È un restauro, non una rivoluzione, ma su Switch funziona bene: è comodo, portatile e l’interfaccia si adatta senza problemi.

Senza entrare nei dettagli della trama, giusto per dare un’idea dell’atmosfera, la storia segue Holly, una protagonista che non ha nulla dell’eroina d’azione o dell’investigatrice consumata. È una persona normale che si ritrova invischiata in un mistero familiare pieno di zone d’ombra e risposte che non arrivano mai quando servono. Il primo capitolo è un viaggio dentro case abbandonate, un manicomio che mette addosso un’inquietudine sottile e corridoi che sembrano sospesi nel tempo. È un horror che punta più sul disagio che sulla paura pura: niente jumpscare gratuiti, ma quella sensazione costante che qualcosa non torni, che ogni stanza nasconda un dettaglio fuori posto. La narrazione procede con calma e ti lascia sempre con la sensazione di non avere mai abbastanza informazioni.

Il secondo capitolo riprende esattamente da dove si era interrotto il primo, ma cambia passo. Non diventa un gioco diverso, però si sente che gli sviluppatori hanno voluto osare un po’ di più. La storia si fa più intricata, più psicologica, e Holly smette di essere una semplice osservatrice: diventa parte attiva del mistero, e questo rende il ritmo più coinvolgente. Le ambientazioni sono più varie, gli eventi più serrati e in generale si percepisce una maggiore sicurezza nella direzione narrativa.

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Il gameplay rimane quello dei puzzle adventure: esplori ambienti, raccogli oggetti, risolvi enigmi e ogni tanto ti ritrovi davanti alle classiche schermate piene di oggetti da individuare. Se avete già giocato altri titoli del genere, non troverete nulla di particolarmente innovativo, ma qui la differenza la fa l’atmosfera e quanto la storia riesca a trascinarvi avanti. Non è un gioco che punta sulla difficoltà o sulla varietà estrema dei puzzle; è più un’esperienza narrativa travestita da avventura investigativa. La Remastered Edition su Switch rende tutto più fluido, con caricamenti rapidi e una grafica leggermente ripulita, ma non aspettatevi miracoli: resta un titolo nato anni fa, con animazioni semplici e un’impostazione molto “old school”.

La cosa interessante è che, pur essendo due capitoli simili nella struttura, hanno un tono diverso. La Parte 1 è più lenta, quasi più “classica” nel modo in cui costruisce la tensione. Serve a farti entrare nel mondo di Holly e a prepararti a quello che verrà. La Parte 2, invece, è più diretta: offre più informazioni, più ambienti e più momenti in cui la storia prende pieghe inaspettate. Non diventa mai un horror d’azione, ma si percepisce la volontà di essere più ambizioso e completo. Anche dal punto di vista tecnico è leggermente più curato, con qualche dettaglio ambientale in più e una regia più dinamica.

Su Switch entrambe le parti si giocano bene. Il touchscreen è comodo nelle sezioni di ricerca e il formato portatile si presta perfettamente a un’esperienza lenta, atmosferica e senza pressioni. Non richiede riflessi o precisione, quindi potete giocarci ovunque senza perdere nulla! La Remastered Edition non aggiunge contenuti nuovi, ma rende l’esperienza più gradevole e meno datata, soprattutto per chi non ha mai provato le versioni originali.

La recensione

7 Il voto

Per concludere, TRUE FEAR: Forsaken Souls Parte 1 e Parte 2 in versione Remastered per Switch sono due capitoli di un horror che non cerca di spaventarci a morte, ma di tenerci addosso un’inquietudine costante mentre seguiamo una storia che si apre poco alla volta. Funzionano bene se giocati consecutivamente insieme, si giocano con piacere in portatile e, pur con tutti i limiti di titoli nati anni fa, riescono comunque a creare un’atmosfera intrigante. Se cercate un horror più narrativo che adrenalinico, questa duologia fa esattamente quello che promette!

Valutazione

  • Il voto 0
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