Per anni il legame tra Nihon Falcom e le piattaforme Nintendo è sembrato episodico, quasi marginale. Le saghe storiche della casa di Tokyo – da Ys a Trails – hanno trovato terreno fertile soprattutto su PC e piattaforme PlayStation, mentre l’universo Nintendo restava ai margini di una produzione percepita come più affine ad altri ecosistemi. Eppure, lungo il ciclo vitale di Nintendo Switch, qualcosa è cambiato. Port dopo port, adattamento dopo adattamento, Falcom ha iniziato a investire con maggiore convinzione sull’ibrida di Kyoto, migliorando progressivamente qualità tecnica, ottimizzazione e tempistiche di lancio. Non più conversioni tardive, ma uscite sempre più allineate e curate. Con Ys X: Nordics questo percorso ha trovato una prima, significativa maturità: un capitolo importante della saga arrivato su Switch in tempi ravvicinati rispetto alle altre versioni, pur con inevitabili compromessi tecnici. Oggi, con l’approdo su Nintendo Switch 2, il rapporto sembra entrare in una nuova fase. Non si tratta più solo di presenza, ma di valorizzazione concreta dell’hardware, con una versione che promette di superare i limiti del passato. È un cambiamento che, fino a pochi anni fa, sarebbe apparso impensabile. Falcom non è più un’ospite occasionale su console Nintendo: sta diventando, progressivamente, una presenza strutturale. E Ys X su Switch 2 ne è la prova più evidente.
Quando Ys X: Nordics arrivò su Nintendo Switch, rappresentò un momento importante per la saga. Non solo per il valore intrinseco del capitolo – nuovo sistema di combattimento, ambientazione nordica, rinnovamento tecnico del motore proprietario di Nihon Falcom – ma anche per la volontà di portare un episodio centrale della serie su hardware Nintendo in tempi competitivi. La versione Switch, tuttavia, mostrava i limiti fisiologici della piattaforma: frame rate ancorato ai 30 fps con oscillazioni nelle aree più affollate, risoluzione dinamica non sempre impeccabile e caricamenti percepibili nelle transizioni più complesse. Nulla che compromettesse l’esperienza, ma abbastanza da evidenziare un certo divario rispetto alle edizioni più performanti. Con l’approdo su Nintendo Switch 2, il progetto evolve nella forma di Proud Nordics, una versione ampliata e tecnicamente potenziata. Non si tratta di un semplice port, ma di un’edizione che integra contenuti aggiuntivi, migliorie qualitative e soprattutto un deciso salto prestazionale. L’obiettivo è chiaro: offrire su console Nintendo un’esperienza finalmente allineata agli standard moderni, senza i compromessi del passato. In questo senso, Proud Nordics non è soltanto un aggiornamento tecnico, ma la dimostrazione concreta di quanto il percorso intrapreso da Falcom su Switch stia trovando piena espressione nella nuova generazione.

Con Ys X: Nordics, la storica epopea di Adol Christin abbandona per un momento atmosfere più mediterranee o orientali per abbracciare suggestioni dichiaratamente nordiche. L’ambientazione si ispira a miti, iconografie e dinamiche proprie delle culture vichinghe, dando vita a un arcipelago di isole, rotte marittime e clan guerrieri in lotta per la sopravvivenza. Al centro del racconto troviamo ancora una volta Adol, avventuriero instancabile, affiancato questa volta da Karja Balta, giovane combattente legata a una potente fazione marittima. Il loro incontro non è soltanto narrativo, ma meccanico: la relazione tra i due personaggi diventa asse portante dell’intera esperienza, sia sul piano emotivo sia su quello ludico. La minaccia che incombe sull’arcipelago – legata a misteriose entità e al potere del mana – si intreccia con tensioni politiche, rivalità tra clan e conflitti personali. La scrittura mantiene il tono classico della serie: diretta, dinamica, con un buon equilibrio tra leggerezza e dramma. Non mancano momenti più intimi, soprattutto nel rapporto tra Adol e Karja, che contribuiscono a dare spessore a una narrazione altrimenti fortemente orientata all’azione. Pur restando un capitolo autonomo e accessibile anche ai neofiti, Ys X si inserisce con coerenza nella lunga tradizione della saga, offrendo una cornice narrativa solida, avventurosa e fortemente identitaria, capace di sostenere l’impianto action-RPG senza mai soffocarlo.















