Negli ultimi anni il mercato videoludico sta vivendo un vero e proprio rifiorire di collection dedicate ai grandi nomi del passato, un fenomeno che porta con sé una malinconia dichiarata ma anche una precisa volontà di preservazione. Un fenomeno, quello dei revival se così vogliamo definirli, che tocca come ben sappiamo anche cinema e serie tv: mancanza di idee o semplice nostalgia? Difficile dirlo. In ogni caso, tornando al nostro campo, operazioni come Pac-Man Museum+ o TMNT: The Cowabunga Collection hanno mostrato quanto pubblico e critica siano ancora ricettivi verso raccolte curate, capaci di raccontare un’epoca e di rendere nuovamente accessibili giochi che hanno segnato intere generazioni. Questo ritorno ai classici non nasce solo dal desiderio di rivivere ricordi personali, ma anche dall’esigenza di fissare un patrimonio culturale che rischierebbe altrimenti di perdersi. In questo contesto, le collection moderne assumono il ruolo di archivi giocabili, a metà strada tra celebrazione storica e prodotto pensato per essere fruito oggi, ed è proprio su questo terreno che si inserisce anche la Super Bomberman Collection. Super Bomberman Collection rappresenta un’operazione che va letta con attenzione, perché racchiude molto più di una semplice antologia di titoli storici. Konami propone una raccolta che ha l’ambizione di fissare nero su bianco l’identità di Bomberman nel suo periodo più iconico, quello legato all’era 16 bit, quando la serie aveva già trovato una forma precisa e una personalità riconoscibile. Il risultato è una collezione che funziona sia come archivio storico sia come prodotto ancora oggi perfettamente giocabile, capace di reggere il confronto con produzioni moderne grazie a un gameplay che ha superato indenne la prova del tempo. Il cuore della raccolta è costituito dai cinque capitoli di SUPER BOMBERMAN usciti su Super Nintendo, presentati in un unico pacchetto che include anche le varie versioni regionali laddove disponibili. Dal primo episodio, che introdusse il celebre sistema di labirinti distruttibili e la modalità Battle che avrebbe definito il DNA competitivo della serie, fino a SUPER BOMBERMAN 5, capitolo conclusivo della saga SNES caratterizzato da una struttura più libera e da un finale non lineare, la collection offre una panoramica completa dell’evoluzione del brand in quegli anni. A questi si aggiungono Bomberman e Bomberman II in versione giapponese, due titoli fondamentali per comprendere le origini del personaggio e il percorso che ha portato la serie a diventare uno dei party game più amati di sempre.

L’operazione editoriale è accompagnata da una serie di contenuti extra che rafforzano l’idea di trovarsi davanti a una raccolta pensata anche per chi ama approfondire. La presenza della BOMB Radio, che raccoglie musiche iconiche dei capitoli originali, e della Galleria con centinaia di illustrazioni ufficiali dei personaggi, contribuisce a trasformare la Super Bomberman Collection in una sorta di museo interattivo dedicato alla saga. Anche modalità come la Boss Rush, con vari livelli di difficoltà e Time Attack, aggiungono un contesto diverso rispetto alla fruizione tradizionale, permettendo di concentrarsi sugli scontri più memorabili senza dover attraversare interi giochi. Per capire il valore di questa raccolta è però necessario fare un passo indietro e parlare del brand Bomberman in senso più ampio. Nato nel 1985, Bomberman è uno di quei personaggi che hanno attraversato le generazioni senza mai perdere completamente rilevanza. Il suo successo non è legato a una trama complessa o a un world building particolarmente elaborato, ma a un’idea di gameplay tanto semplice quanto geniale: piazzare bombe, sfruttare gli spazi, anticipare gli avversari e gestire il rischio. Un concetto che ha trovato la sua massima espressione proprio con la serie SUPER BOMBERMAN, quando il multiplayer locale è diventato il vero fulcro dell’esperienza. Lo sviluppo della saga è storicamente legato a Hudson Soft, studio che ha saputo trasformare un’idea elementare in una formula sorprendentemente profonda. Hudson ha sempre puntato su un equilibrio delicato tra accessibilità e strategia, creando giochi immediati ma difficili da padroneggiare fino in fondo. Dopo l’acquisizione di Hudson da parte di Konami, il marchio Bomberman è passato sotto un’altra gestione, ma questa collection dimostra un rispetto evidente per l’eredità originale, senza tentativi di snaturare o reinterpretare forzatamente i capitoli storici. Sul piano delle novità, la Super Bomberman Collection adotta un approccio conservativo. I giochi sono riproposti in maniera fedele, senza remake grafici o stravolgimenti strutturali. Le aggiunte riguardano soprattutto la qualità dell’esperienza complessiva: localizzazioni in inglese per capitoli mai arrivati ufficialmente in Occidente, funzioni di comodità moderne e modalità extra che valorizzano contenuti già presenti. Anche il supporto a funzionalità come il GameShare su Nintendo Switch 2 rafforza l’anima conviviale della serie, permettendo di condividere facilmente le partite in multiplayer locale, proprio come avveniva negli anni Novanta davanti a un unico schermo. Il gameplay, osservato nel suo insieme, resta il vero punto di forza della collection. Al di là delle differenze specifiche tra un capitolo e l’altro, la struttura di base rimane invariata e incredibilmente solida. I livelli a labirinto, i blocchi distruttibili, i power-up che modificano raggio e numero delle bombe, la gestione dello spazio e del tempismo costituiscono un sistema che continua a funzionare alla perfezione. In single player l’esperienza è più ragionata, quasi da puzzle game d’azione, mentre in multiplayer tutto si trasforma in una danza caotica fatta di letture mentali, trappole improvvisate e ribaltamenti improvvisi. Il fatto che, dopo decenni, bastino pochi secondi per capire cosa fare e ore per diventare davvero competitivi dice molto sulla qualità del design.

Dal punto di vista visivo, la collection mantiene intatto lo stile originale. Pixel art colorata, personaggi immediatamente riconoscibili e animazioni semplici ma efficaci restituiscono tutto il fascino dell’epoca SNES. Anche oggi, questi giochi riescono a essere leggibili e piacevoli, grazie a un’estetica che punta sulla chiarezza più che sul dettaglio. Le musiche, riproposte anche attraverso la BOMB Radio, conservano quel mix di leggerezza e tensione che accompagna perfettamente il ritmo delle partite, contribuendo a creare un’identità sonora ancora distintiva. Arrivando al bilancio finale, la Super Bomberman Collection mostra con chiarezza i suoi punti di forza e i suoi (pochi) limiti. Tra i pregi spiccano la completezza dell’offerta, la fedeltà alle versioni originali, il valore storico della raccolta e un gameplay che resta divertente e attuale, soprattutto in compagnia. I contenuti extra aggiungono spessore senza risultare accessori superflui, mentre la cura nella presentazione rende evidente l’intento celebrativo dell’operazione. Sul fronte dei difetti pesa l’assenza di interventi più decisi sul piano tecnico, che avrebbero potuto rendere l’esperienza più appetibile anche per chi cerca qualcosa di realmente nuovo, oltre a una certa ripetitività intrinseca che emerge giocando molti capitoli in sequenza.

La recensione
Nel complesso, la Super Bomberman Collection è una raccolta solida, onesta e centrata nel suo obiettivo. Parliamo di un prodotto che non cerca di reinventare il passato, ma di conservarlo e riproporlo nel modo più accessibile possibile. Per chi ha vissuto l’epoca d’oro di Bomberman rappresenta un ritorno a casa; per i nuovi giocatori è un’occasione concreta per capire perché questa serie è diventata un classico. Il punteggio riflette l’importanza storica dell’opera e la qualità intrinseca dei giochi inclusi, pur senza ignorarne i limiti strutturali, più che altro leggibili alla luce delle tecnologie dei giorni nostri.










