Parliamo oggi di Wabisabi su Nintendo Switch. Per farla molto semplice, possiamo davvero dire che Wabisabi è quel tipo di gioco che ti fa rivalutare tutte le scelte della tua vita, perché quando ti ritrovi alle due di notte a chiederti se il tuo nighiri ha abbastanza accelerazione per battere un maki al tonno, capisci che ormai sei dentro fino al collo. Mai visto tanto hype in un gioco di corse… di sushi. Non stiamo scherzando: qui non ci sono cavalli, non ci sono auto, non ci sono moto. Ci sono pezzi di sushi che sfrecciano come se avessero fatto colazione con nitrometano, e tu devi solo accettare che questa è la tua nuova normalità.

La meccanica è apparentemente semplice, ma ti trascina in un vortice di scelte che sembrano innocue e invece ti fanno sudare più di un esame universitario. Prima di tutto devi preparare il tuo sushi, scegliendo gli ingredienti come se stessi partecipando a MasterChef ma con la consapevolezza che ogni singolo ingrediente cambia le statistiche. Il salmone avrà una buona velocità? Il tonno magari accelera meglio? L’alga tiene tutto insieme? E tu, nel dubbio, ti ritrovi a fare teoria del game design su un piatto da ristorante giapponese, chiedendoti quando esattamente la tua vita ha preso questa piega.

Una volta creato il tuo nighiri da gara, devi allenarlo. Sì, allenarlo. Prima di ogni corsa hai accesso a una sessione di training per ottenere bonus, abilità speciali, piccoli potenziamenti che userai in pista per superare gli avversari. E già che ci sei, puoi anche decorarlo, perché se devi correre, almeno fallo con stile, con un nighiri che sembra uscito da un menu di un ristorante giapponese di fascia alta, quello dove il cameriere ti guarda come se non fossi degno di toccare il piatto.

Quando finalmente arrivi alle gare, il gioco tira fuori tutta la sua follia. Ci sono piste da uno o più giri, avversari agguerriti e soprattutto le bacchette degli avventori, che cercano di mangiare il tuo sushi mentre corre. Non è una metafora: se non schivi al momento giusto, vieni afferrato e divorato. Fine della corsa, fine del tuo nighiri, fine di tutto. Devi rifarlo da capo, ricostruirlo, riallenarlo, ridargli un senso nella vita, come un allenatore sportivo che però lavora con cibo deperibile.

E mentre tu ti disperi, il gioco ti ricorda che hai solo quattro giorni (quattro corse) prima che il tuo sushi inizi a deteriorarsi. Perché sì, il pesce crudo non dura per sempre, e dopo un po’ le statistiche calano, diventa molle, perde colpi, e tu sei costretto a venderlo e ricominciare da zero. È un ciclo crudele, ma stranamente soddisfacente, quasi terapeutico, come buttare via qualcosa che non funziona e ripartire da capo con più esperienza.

Nel frattempo sblocchi nuove ricette tramite un albero delle abilità che sembra uscito da un RPG: più avanzi, più ottieni ingredienti pregiati, più il tuo nighiri diventa una creatura leggendaria pronta a dominare la pista. E tu continui, perché vuoi vedere cosa succede, vuoi provare la prossima combinazione, vuoi capire se quel gambero ti dà davvero quel boost che promette o se è solo propaganda culinaria. Il risultato è un gioco che non dovrebbe funzionare, ma funziona. È assurdo, è unico, è rilassante e competitivo allo stesso tempo. Ti ritrovi a giocarlo per “solo dieci minuti” e poi ti accorgi che hai passato un’ora a ottimizzare un pezzo di sushi come se stessi preparando un atleta olimpico.
E la cosa incredibile è che ti diverte davvero. Ti fa venire voglia di sbloccare tutto, di provare ogni ricetta, di vedere fin dove può arrivare il tuo nighiri perfetto. È uno di quei giochi che non ti cambia la vita, ma sicuramente ti migliora la serata!
La recensione
Wabisabi è una sorpresa: originale, leggero, ironico, carino, unico, assurdo al punto giusto, e soprattutto ti fa passare il tempo in modo sorprendentemente piacevole. È uno di quei giochi che non si prendono troppo sul serio, ma che finiscono per conquistarti proprio grazie alla loro semplicità ben calibrata. Ha una struttura essenziale che funziona molto meglio di quanto dovrebbe, con un ritmo che ti trascina avanti senza che tu te ne accorga. Ogni gara, ogni ricetta sbloccata, ogni nighiri che alleni e decori diventa un piccolo obiettivo che ti spinge a continuare, quasi come se il gioco sapesse esattamente quando darti la prossima ricompensa per tenerti incollato allo schermo. E sì, ti farà venire voglia di sbloccarli tutti, perché una volta entrato nel suo mondo assurdo e irresistibile, è difficile non voler vedere fin dove può arrivare il tuo sushi da corsa!








