Loop8: Summer of Gods: la recensione

Amicizia e passione alla base del potere di resistere agli dei: cerca di spezzare il loop destinato a portare l'umanità sull'orlo dell'estinzione, assieme ai tuoi amici in questa nuova avventura di Marvelous

Esistono determinate caratteristiche, tematiche e/o stilistiche, che risultano tanto comuni ad alcuni generi o situazioni da finire per diventare dei classici, per alcuni dei cliché per altri dei crismi, pertanto capaci di risultare al contempo indigesti e imprescindibili, a seconda di quale sia l’attaccamento e l’apprezzamento individuale verso i medesimi. Per quanto concerne il segmento dell’intrattenimento animato o interattivo proveniente dal Sol Levante, spesso ci si rivolge con entrambi gli estremi dello spettro degli epiteti sia alla rappresentazione grafico-visiva sorretta dalla tipiche peculiarità anime, quanto ai così detto “trope”, come l’onnipresenza di enormi nemici alieni (i Kaiju), di creature mostruose mutuate dalla tradizione folkloristica locale (gli Yo-kai), gli ambienti scolastici popolati da giovani adolescenti…spesso tutti mischiati tra loro da canovacci arzigogolati e complessi, ma non privi di fascino e colpi di scena. Ci sono serie videoludiche che su alcuni di questi pilastri hanno costruito la propria fortuna (come nel caso di Persona di Atlus), insistendo magari su elementi artistici molto personalizzati e caratterizzanti, ma anche su elementi di costruzione dei legami che potremmo definire social, per restare tanto ancorati alle aspettative più classiche, quanto risultare al passo coi tempi, strizzando l’occhiolino alle fasce di pubblico più contemporanee. Non stupisce, quindi, vedere anche Marvelous cercare un ardito mix di questi filoni in un’opera tutta nuova, piuttosto ambiziosa, come Loop8.

Loop8: Summer of Gods segue le avventure del protagonista Nini e dei suoi compagni di classe nel tentativo di sconfiggere i malvagi Kegai, esseri demoniaci che cercano di spingere l’umanità sull’orlo dell’estinzione. Cresciuto in una stazione spaziale abbandonata chiamata “Hope”, Nini ritorna sulla terra per passare la sua estate ad Ashihara, uno degli ultimi santuari rimasti per l’umanità, dopo essere stata spinta sull’orlo dell’estinzione dall’avvento nefasto di queste orrende e mostruose creature. Graziato dal dono della vista demoniaca, Nini può utilizzare la sua connessione con gli Déi per resettare il mondo, rivivendo il ciclo dell’ottavo mese fintanto che non saranno in grado di affrontarlo nel modo corretto ed ottenere la vittoria. A meno che i Kegai non riescano a sopraffarli definitivamente. L’incipit non è tra i più originali, ma la possibilità di generare il loop temporale (che in sostanza dà nome all’opera, accanto alla numerazione che sta a indicare il mese dell’anno in cui sarà possibile provare a rivivere l’avventura, cercando di portarla a termine) introduce un intrigante elemento di interesse, spingendovi a seguire le gesta dei protagonisti nei loro tentativi di rivivere l’8° mese dell’anno ancora e ancora, fintanto che non sarà possibile trovare la soluzione migliore per sconfiggere i loro avversari.

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