Se la modalità Storia convince a metà, è nel gameplay puro che Mario Tennis Fever dimostra tutta la solidità della formula Nintendo. Il sistema di controllo è preciso, immediato, leggibile fin dalle prime partite. Ogni personaggio presenta differenze tangibili in termini di velocità, potenza e controllo, incentivando la sperimentazione e la ricerca del proprio stile ideale. Le meccaniche “Fever” introducono momenti di maggiore spettacolarità, con colpi speciali in grado di ribaltare lo scambio e cambiare l’inerzia del match. È un impianto che funziona, bilanciando accessibilità e profondità competitiva: i principianti possono divertirsi rapidamente, mentre i giocatori più esperti trovano margini per affinare timing e posizionamento. Il limite, però, è nell’ambizione. Le innovazioni rispetto ai capitoli precedenti sono contenute, più evolutive che rivoluzionarie. Non c’è un vero strappo rispetto al passato, né una meccanica capace di ridefinire il ritmo degli incontri. Mario Tennis Fever gioca sul sicuro: offre un’esperienza pulita, stabile e divertente, ma evita scelte realmente audaci. Il risultato è un titolo competente, equilibrato, ma non memorabile.

Sul piano tecnico, Mario Tennis Fever si presenta su Nintendo Switch 2 in una veste solida e convincente, anche se non particolarmente ambiziosa. Il gioco gira a 60 fotogrammi al secondo stabili sia in modalità docked sia in portatile, un elemento fondamentale per un titolo sportivo dove timing, reattività e leggibilità dell’azione fanno la differenza tra un colpo vincente e un errore gratuito. La risoluzione appare nitida, con un’immagine pulita e ben definita sullo schermo TV, mentre in portatile la resa resta compatta e priva di artefatti evidenti. I modelli dei personaggi sono dettagliati e animati con fluidità, e i campi da gioco presentano una buona varietà cromatica e scenografica, pur senza effetti particolarmente avanzati. L’impatto visivo è colorato, brillante, coerente con l’estetica Nintendo, ma non mostra un salto generazionale eclatante. I tempi di caricamento risultano rapidi, soprattutto nel passaggio tra menu e partite online, contribuendo a un’esperienza complessivamente snella. Non sono presenti modalità grafiche alternative (Qualità o Performance), segno di una produzione pensata per garantire stabilità costante senza offrire opzioni avanzate di personalizzazione tecnica. In definitiva, Mario Tennis Fever è tecnicamente affidabile su Switch 2: fluido, pulito, stabile. Tuttavia, pur sfruttando bene l’hardware, non ne esibisce appieno il potenziale, limitandosi a una resa efficace ma priva di vero “effetto wow”.

La recensione
Mario Tennis Fever è un buon debutto sportivo su Nintendo Switch 2: solido nel gameplay, fluido tecnicamente, accessibile a tutti. Tuttavia manca di quella scintilla capace di renderlo davvero memorabile. La modalità Storia è funzionale ma poco ambiziosa, mentre la componente online ha potenziale ma non ancora la forza per imporsi. È un capitolo riuscito, divertente e ben rifinito, ma più prudente che rivoluzionario. Voto positivo, ma in attesa di qualcosa di più coraggioso.











