Tales of Berseria Remastered: la recensione

Il regno sacro attende l'arrivo del suo salvatore, mentre una ragazza solitaria di nome Velvet è gravata dal peso di un drammatico inganno...

Con Tales of Berseria Remastered, Bandai Namco riporta su console Nintendo uno degli episodi più apprezzati della saga, originariamente pubblicato nel 2016. Non si tratta soltanto di un’operazione nostalgia, ma del recupero di un capitolo che ha segnato un momento di svolta per la serie, grazie a un tono più maturo, una protagonista fuori dagli schemi e un sistema di combattimento dinamico e stratificato. Su Switch, e ora in versione ottimizzata, Berseria trova una collocazione naturale: un JRPG corposo, narrativamente intenso e perfetto per sessioni sia domestiche sia portatili. Il ritorno di Velvet Crowe non è solo un ripescaggio di catalogo, ma un tassello importante in una fase di transizione per il franchise, che guarda contemporaneamente al passato e al futuro.

La saga Tales affonda le proprie radici nel 1995 con Tales of Phantasia, introducendo un sistema di combattimento in tempo reale – il celebre Linear Motion Battle System – che ha definito l’identità del brand per decenni. Nel corso degli anni, la serie ha alternato capitoli più leggeri e fiabeschi ad altri più cupi e politicamente sfumati, fino ad arrivare proprio a Berseria, prequel diretto di Tales of Zestiria, che ha accentuato le ambiguità morali e l’intensità emotiva. Negli ultimi anni, Bandai Namco sembra aver intrapreso una strategia chiara: valorizzare il catalogo recente ma non ancora “storico” attraverso operazioni remaster mirate. Non si tratta di classici degli anni ’90, bensì di titoli dell’era PS3/PS4 che vengono riproposti con migliorie tecniche e contenuti completi, in attesa di un vero e proprio nuovo capitolo principale. In questo senso, l’operazione assume un valore strategico. L’arrivo previsto di Tales of Arise su Switch 2 lascia intuire una volontà di rafforzare la presenza multipiattaforma del franchise, includendo in modo stabile anche l’ampia fanbase Nintendo. Un segnale incoraggiante: se Berseria Remastered rappresenta il consolidamento del passato recente, l’auspicio è che il prossimo episodio inedito possa nascere già con un’ambizione realmente condivisa tra piattaforme, senza più escludere un pubblico storicamente legato ai JRPG su console Nintendo.

Il cuore pulsante di Tales of Berseria Remastered è la storia di Velvet Crowe, probabilmente una delle protagoniste più riuscite e radicali dell’intera saga. Lontana dagli archetipi eroici tradizionali, Velvet è animata da un sentimento totalizzante di vendetta che la pone in netto contrasto con l’idea classica di “salvatore del mondo” tipica di molti JRPG. Il conflitto centrale non è solo fisico, ma ideologico: razionalità contro emozione, ordine contro libertà, sacrificio contro autodeterminazione. L’antagonista incarna una visione del mondo apparentemente giusta e necessaria, rendendo il confronto morale tutt’altro che manicheo. È proprio questa ambiguità a elevare la scrittura, costruendo un racconto che parla di dolore, perdita e identità. Il party che affianca Velvet – variegato per provenienza e motivazioni – contribuisce a rafforzare la dimensione corale, tra momenti di leggerezza, dialoghi brillanti e riflessioni più intime. Il tono complessivo rimane più cupo rispetto ad altri capitoli della serie, ma senza rinunciare a quel senso di umanità che da sempre caratterizza il marchio Tales.

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