Prima di essere un videogioco, City Hunter è un’icona della cultura pop giapponese. Creato da Tsukasa Hojo nel 1985 e serializzato su Weekly Shōnen Jump, il manga racconta le avventure di Ryo Saeba, “cleaner” di Shinjuku: investigatore, bodyguard e giustiziere urbano dal talento micidiale con la pistola quanto imbarazzante con le donne. L’adattamento animato prodotto da Sunrise amplificò il successo dell’opera, consolidandone il tono unico: azione urbana, comicità slapstick, sensualità anni ’80 e improvvise virate drammatiche. In Italia la serie arrivò negli anni ’90, trasmessa in TV e pubblicata in formato cartaceo, conquistando una generazione di spettatori.
Il 2 marzo 1990, su PC Engine, uscì l’unica vera trasposizione console ufficiale della serie: City Hunter. Si trattava di un action platform a scorrimento laterale, in cui Ryo affrontava criminali, boss e cospirazioni in un’avventura originale ispirata alla prima stagione dell’anime. Tecnologicamente coerente con l’epoca, il titolo soffriva di alcune rigidità nei controlli e di una difficoltà marcata, elementi che ne limitarono la diffusione. Rimasto esclusiva giapponese per oltre 35 anni, è sempre stato una curiosità per collezionisti e appassionati. In occasione del 40° anniversario del franchise, Red Art Games ha curato la riedizione definitiva del gioco. Per la prima volta il titolo è localizzato in inglese, francese, italiano, tedesco e spagnolo, oltre al testo originale giapponese. Non si tratta di una semplice riproposizione, ma di un’edizione arricchita che punta a valorizzare sia il valore storico sia la fruibilità moderna.

La modalità Enhanced mantiene struttura e difficoltà originali, ma corregge bug storici e migliora la responsività dei controlli. Problemi come lag, hitbox imprecise e proiettili inefficaci sono stati sistemati, rendendo l’esperienza più scorrevole pur restando fedele allo spirito del 1990. È probabilmente la modalità ideale per chi vuole vivere l’opera nella sua forma “autentica”, ma senza le frustrazioni tecniche dell’epoca. La Hard Mode rappresenta la reinterpretazione più ambiziosa: modifica il comportamento dei nemici, il posizionamento degli oggetti, la velocità, le hitbox e i danni inflitti/subiti. I boss sono ribilanciati e viene introdotta una sequenza di gameplay completamente nuova. Non è solo più difficile: è una revisione sostanziale pensata per chi cerca una sfida moderna partendo da basi classiche. Non mancano strumenti moderni come Save States e Rewind, filtro CRT, aspect ratio multipli e una gallery ricca di artwork, frame dell’anime e illustrazioni originali. Il music player include la colonna sonora del gioco e l’iconica “Get Wild” dei TM Network, storico tema di chiusura dell’anime, autentico regalo per i fan.

Su Switch il titolo gira in maniera impeccabile: caricamenti immediati, performance stabili e piena compatibilità sia in modalità portatile sia docked. La resa visiva è naturalmente ancorata all’estetica 16-bit, ma la pulizia dell’immagine e le opzioni di personalizzazione rendono l’esperienza piacevole anche su schermi moderni. Più che un semplice revival, questa edizione di City Hunter è un’operazione di preservazione storica intelligente e rispettosa, capace di trasformare una rarità dimenticata in un tassello finalmente accessibile della storia videoludica e dell’animazione giapponese.

La recensione
Dopo trentacinque anni di attesa, City Hunter torna in una veste finalmente accessibile e curata, trasformando una rarità giapponese in un piccolo evento per appassionati e nostalgici. Non è un capolavoro nascosto, ma un documento prezioso di un’epoca e di un franchise amatissimo. Grazie al lavoro di Red Art Games, l’esperienza su Nintendo Switch diventa la versione definitiva: rispettosa del passato, ma più giocabile che mai.








