Xbox Series S: Greedfall the Dying World: la recensione

Un RPG ambizioso e ricco di atmosfera che amplia l’universo di GreedFall, pur con qualche limite tecnico.

THE OUTER WORLD – Benvenuti a un nuovo appuntamento dedicato alla nostra rubrica intitolata “The Outer World”, una finestra nuova per Switchitalia, con vista sui mondi videoludici che si espandono fuori dalle consuete e familiari mura dell’universo Nintendo. Se volete più dettagli sulla nostra iniziativa, vi rimandiamo all’articolo introduttivo con cui ve la presentiamo, sospinti dalla curiosità esplorativa tipica degli amanti dei videogiochi.

Nel panorama dei giochi di ruolo occidentali esistono produzioni gigantesche, sostenute da budget colossali, e progetti più piccoli che cercano comunque di ritagliarsi uno spazio grazie a idee forti e a una certa ambizione narrativa. GreedFall: The Dying World appartiene chiaramente alla seconda categoria. Sviluppato dal team francese Spiders e pubblicato da Nacon, questo titolo rappresenta il ritorno in un universo narrativo che molti giocatori avevano scoperto con il primo GreedFall del 2019. Quell’opera si faceva forte di un’ambientazione insolita, ispirata a un immaginario barocco e coloniale, e a un’impostazione ruolistica fortemente influenzata dai classici RPG occidentali. The Dying World si presenta come un prequel ambientato alcuni anni prima degli eventi del primo titolo. La scelta permette agli sviluppatori di esplorare nuove prospettive sul mondo di gioco e, allo stesso tempo, di espandere la lore della saga. L’idea di base rimane simile: raccontare un mondo segnato da tensioni politiche, colonizzazione e conflitti culturali, dove ogni decisione del protagonista può influenzare equilibri delicati. Il risultato è un titolo che, come vedremo, prova a crescere rispetto al suo predecessore, pur non snaturando quella natura da RPG ambizioso che abbiamo già conosciuto.

La storia narrata in GreedFall: The Dying World prende avvio con un protagonista proveniente dall’isola di Teer Fradee, una terra ricca di tradizioni e profondamente legata alla natura. Gli eventi iniziali portano però il personaggio a essere strappato alla propria terra e condotto nel continente, dove il potere delle grandi nazioni coloniali domina ogni aspetto della vita politica e sociale. Il mondo in cui ci si muove è attraversato da conflitti, epidemie e tensioni tra popoli diversi. La malattia del Malichor continua a rappresentare una minaccia per l’umanità, mentre gli interessi delle potenze continentali si intrecciano con le ambizioni economiche e militari di varie fazioni. In questo scenario il protagonista cerca di riconquistare la propria libertà e costruire il proprio destino. La narrazione procede attraverso missioni principali e numerose quest secondarie, molte delle quali contribuiscono a delineare la complessità del contesto politico e sociale. L’elemento centrale resta la libertà di scelta: dialoghi multipli, decisioni morali e alleanze con diversi gruppi influenzano l’evoluzione della storia. Il gioco cerca quindi di mantenere una struttura narrativa forte e, se vogliamo, trainante, tipica dei grandi RPG occidentali, in cui il giocatore partecipa attivamente all’evoluzione degli eventi.

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Come ampiamente anticipato siamo nell’ambito degli action RPG con una forte componente ruolistica. Il titolo prova tuttavia a distinguersi introducendo alcune modifiche importanti rispetto al primo capitolo, soprattutto per quanto riguarda il sistema di combattimento. L’approccio scelto dagli sviluppatori combina azione in tempo reale e elementi tattici. Durante le battaglie è possibile fermare temporaneamente l’azione per analizzare la situazione, selezionare abilità e coordinare i membri del proprio gruppo. Il risultato è un sistema che richiede una certa pianificazione, soprattutto negli scontri più impegnativi. Il giocatore deve considerare la posizione dei nemici, la gestione delle abilità e la sinergia tra i personaggi del party. Chi preferisce un approccio più diretto può comunque affrontare gli scontri con uno stile più orientato all’azione, ma la componente tattica resta sempre presente. Nel dettaglio, il combattimento ruota attorno a una combinazione di attacchi fisici, abilità speciali e poteri magici. Le armi disponibili includono spade, pistole e altre varianti tipiche dell’ambientazione pseudo-barocca del gioco. Ogni stile di combattimento ha vantaggi e limiti, e il sistema di progressione permette di specializzarsi in determinate strategie. Le battaglie naturalmente richiedono anche una certa attenzione alla gestione delle risorse. Pozioni, abilità e capacità difensive diventano fondamentali nei combattimenti più lunghi, soprattutto quando si affrontano gruppi numerosi di nemici o creature particolarmente resistenti. Come da tradizione il party gioca un ruolo importante in questo contesto. I compagni possono essere controllati indirettamente attraverso ordini e abilità, e la loro presenza contribuisce a rendere gli scontri più dinamici. Alcuni personaggi sono più adatti al combattimento ravvicinato, altri supportano il gruppo con magie o abilità di supporto.

Uno degli aspetti più interessanti del gioco riguarda la struttura delle mappe. Gli sviluppatori hanno scelto di evitare un open world tradizionale, preferendo un sistema basato su diverse aree esplorabili collegate tra loro. Le regioni che si visitano includono città afflitte da epidemie, porti commerciali, foreste e territori selvaggi. L’esplorazione alterna momenti di scoperta a missioni secondarie che spesso portano a conoscere nuovi personaggi o a scoprire dettagli sulla storia del mondo di gioco. Le situazioni di gioco possono essere affrontate in modi diversi, in base allo stile del giocatore. Alcune missioni permettono di infiltrarsi in un’area senza combattere, sfruttando abilità di furtività o scasso. In altri casi il carisma del protagonista può aprire nuove opzioni di dialogo, permettendo di evitare conflitti o ottenere informazioni preziose. Questo tipo di approccio rafforza la dimensione ruolistica del gioco e invita a costruire il personaggio secondo il proprio stile. Il sistema di sviluppo del personaggio si divide tra talenti, abilità e caratteristiche. Alcuni potenziamenti migliorano l’efficacia in combattimento, altri ampliano le possibilità durante le missioni narrative. Un personaggio con elevate capacità diplomatiche, ad esempio, potrà risolvere molte situazioni attraverso il dialogo. Al contrario, una build più orientata all’azione renderà il protagonista particolarmente efficace negli scontri diretti. Dal punto di vista artistico, GreedFall: The Dying World mantiene l’identità estetica del primo capitolo. L’ambientazione richiama un mondo fantasy influenzato dall’Europa tra Seicento e Settecento, con costumi elaborati, architetture barocche e paesaggi naturali suggestivi. Il lavoro sul design degli ambienti cerca di raccontare la storia del mondo attraverso dettagli visivi. Città decadenti, villaggi isolati e regioni selvagge contribuiscono a costruire un’atmosfera coerente con i temi della narrazione. Fin qui tutto bene potremmo dire, tuttavia arriva il momento in cui l’ambizione del progetto si scontra con alcune limitazioni tecniche. Animazioni non sempre impeccabili, piccoli bug e una certa rigidità nelle interazioni rappresentano i difetti più evidenti. Anche alcune meccaniche di gioco avrebbero potuto essere rifinite meglio. Il sistema di combattimento, pur interessante nelle intenzioni, tende a diventare ripetitivo nel lungo periodo. L’intelligenza artificiale dei nemici non sempre riesce a offrire una sfida convincente, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco. Questi aspetti non compromettono completamente l’esperienza, ma ricordano costantemente la natura “di nicchia” del progetto.

La recensione

7 Il voto

GreedFall: The Dying World è un gioco di ruolo che prova a espandere l’universo creato dal primo capitolo, mantenendo una forte attenzione alla narrativa e alle scelte del giocatore. Il titolo offre un mondo affascinante, personaggi interessanti e un sistema ruolistico abbastanza profondo da soddisfare gli appassionati del genere. Allo stesso tempo emergono limiti evidenti sul piano tecnico e su alcune meccaniche di gameplay. La realizzazione non sempre è all’altezza delle idee proposte. Nel complesso si tratta di un RPG che può offrire diverse ore di intrattenimento a chi ama le esperienze narrative e i giochi di ruolo occidentali. Chi ha apprezzato il primo GreedFall troverà qui un’espansione interessante dell’universo di gioco, mentre i nuovi arrivati potrebbero scoprire un titolo imperfetto ma ricco di personalità.

Valutazione

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