Switch 2: FINAL FANTASY XIV Online: la recensione

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La gestione dell’edizione Nintendo merita un discorso specifico, perché Square Enix ha dovuto trovare un compromesso piuttosto particolare con l’ecosistema Nintendo. Final Fantasy XIV non richiede un abbonamento Nintendo Switch Online: l’accesso alle funzioni online è infatti completamente gestito dall’infrastruttura Square Enix e dal relativo abbonamento MMO. È una soluzione importante, soprattutto considerando la natura del prodotto, perché evita di sommare due sottoscrizioni differenti per poter semplicemente giocare online. Il rovescio della medaglia è però rappresentato dalla necessità di una sottoscrizione specifica per la versione Switch 2, separata da quella eventualmente già posseduta su PC, PlayStation o Xbox. Gli utenti già abbonati sulle altre piattaforme possono comunque beneficiare di uno sconto del 50% sulla sottoscrizione Nintendo, ma il principio rimane: l’accesso Switch 2 costituisce un servizio distinto. La situazione è resa decisamente più interessante dal fatto che questa separazione economica non corrisponde a una separazione dell’esperienza. Personaggio e progressione rimangono infatti legati al proprio Square Enix Account, permettendo di ritrovare sulla console Nintendo il proprio Warrior of Light, equipaggiamento, progressione e contenuti. Il mondo è inoltre condiviso con gli utenti delle altre piattaforme: non esiste un “server Nintendo” isolato dal resto della comunità. È proprio questo a rendere l’operazione tecnicamente e concettualmente importante: Switch 2 entra nell’ecosistema di XIV senza creare un’isola separata, permettendo di giocare insieme agli utenti PC, PlayStation e Xbox. Occorre però prestare attenzione alla configurazione iniziale dell’account, perché il collegamento fra Nintendo Account e Square Enix Account è parte integrante dell’accesso e non è il caso di procedere creando accidentalmente un nuovo Service Account. In altre parole, il personaggio può viaggiare fra gli ecosistemi, ma la licenza di accesso a Switch 2 viene trattata separatamente: una soluzione non elegantissima dal punto di vista economico, ma che preserva il valore più importante, quello della continuità dell’esperienza. C’è poi un aspetto particolarmente interessante per chi proviene da un’altra piattaforma: non è necessario ricominciare da zero. La versione Nintendo si inserisce nel sistema di cross-play e cross-progression già adottato da XIV, per cui Switch 2 diventa effettivamente una nuova porta d’accesso allo stesso personaggio e allo stesso mondo. L’eccezione riguarda naturalmente la Free Trial e le relative licenze: chi utilizza la prova gratuita deve considerarla come un percorso distinto rispetto a un eventuale Service Account commerciale già esistente. Per un nuovo giocatore, dunque, la procedura più razionale resta quella di partire dalla Free Trial; per chi invece è già Warrior of Light, l’interesse della versione Nintendo sta soprattutto nella possibilità di spostare l’esperienza sul dispositivo ibrido senza perdere anni di progressione.

Ed è proprio qui che Final Fantasy XIV rivela la propria natura più autentica. Il suo loop non consiste semplicemente nel completare una serie di quest e raggiungere un livello massimo: l’intera struttura è costruita affinché il giocatore possa continuamente trovare un nuovo motivo per tornare a Eorzea. La Main Scenario Quest costituisce l’asse portante, offrendo una progressione narrativa sorprendentemente vicina a quella di un Final Fantasy single player; attorno a essa si sviluppano dungeon, Trial, raid, Alliance Raid, attività opzionali, eventi, esplorazione, crafting, gathering, collezionismo e una sterminata componente sociale. Ancora più importante è la possibilità di utilizzare lo stesso personaggio per sviluppare più Job, trasformando il Warrior of Light in una sorta di contenitore permanente della propria esperienza. Si può passare da tank a healer, da DPS melee a caster o ranged, cambiando completamente prospettiva sul combattimento senza dover abbandonare la propria progressione. La fase contemporanea del gioco, quella inaugurata da Dawntrail, ha poi il compito di aprire un nuovo capitolo dopo la conclusione del grande arco narrativo precedente, introducendo nuove regioni, personaggi, Job e contenuti endgame. L’espansione ha aggiunto Viper e Pictomancer, mentre il successivo ciclo di patch ha continuato ad ampliare tanto la storia quanto le attività disponibili. Il Patch 7.5, Trail to the Heavens, ha inoltre accompagnato l’arrivo su Switch 2 con un’importante espansione della Free Trial e dello Starter Edition fino a Shadowbringers, portando gratuitamente il percorso fino al livello 80. Il ciclo post-Dawntrail continua quindi a essere un elemento essenziale dell’offerta, perché dimostra come XIV non sia un prodotto statico arrivato semplicemente su una nuova macchina, ma un servizio vivo che Switch 2 raggiunge mentre è ancora pienamente operativo e in evoluzione. Il risultato è un loop nel quale la progressione individuale e quella collettiva si sovrappongono continuamente: si affronta la storia, si migliora il proprio equipaggiamento, si sperimentano nuovi Job, si imparano le meccaniche dei dungeon e dei Trial, si entra nei contenuti più impegnativi, si torna a giocare per ottenere ricompense migliori e, magari, si cambia completamente ruolo per affrontare il gioco da una prospettiva differente. È una struttura che può apparire intimidatoria a chi non abbia mai affrontato un MMORPG, ma che rappresenta anche la principale forza di XIV: non chiede semplicemente di essere finito, ma di essere abitato. E questa dimensione assume un valore particolare su Switch 2, perché la possibilità di portare con sé un universo di questa scala trasforma finalmente la natura ibrida dell’hardware Nintendo in qualcosa di più di una comodità: diventa una modalità di accesso nuova a un gioco concepito, fin dall’origine, per non avere realmente una fine.

La vera sfida della versione Nintendo di Final Fantasy XIV non era tanto rendere bello un MMORPG del 2013, quanto riuscire a trasferire su una macchina ibrida un progetto che nel frattempo è diventato un’autentica piattaforma videoludica, fatta di aree sterminate, centinaia di personaggi contemporaneamente presenti, dungeon, raid, effetti, animazioni e una quantità impressionante di dati. E, sotto questo profilo, il lavoro compiuto da Square Enix su Switch 2 è decisamente convincente. L’immagine è pulita e leggibile, anche sul display portatile, mentre il frame rate si mantiene generalmente su livelli solidi e più che adeguati alla natura dell’esperienza. Il risultato assume ancora maggiore valore considerando la quantità di contenuti trasferita sulla console: l’installazione occupa oltre 100 GB, una dimensione che rende immediatamente percepibile la scala dell’operazione. I compromessi, naturalmente, non mancano. Le situazioni più problematiche sono soprattutto quelle nelle quali il gioco deve gestire un numero elevatissimo di giocatori contemporaneamente: le grandi città e gli hub più popolati possono evidenziare cali di frame rate, un comportamento che lo stesso Naoki Yoshida aveva anticipato parlando della versione Switch 2. Non si tratta però di un limite capace di compromettere realmente l’esperienza: durante l’esplorazione, nei combattimenti e soprattutto nei contenuti istanziati, la fluidità rimane generalmente soddisfacente. Più evidente, almeno al momento del lancio, è invece la questione dei caricamenti durante i contenuti istanziati. Square Enix ha riconosciuto un problema specifico della versione Switch 2: in presenza di molti personaggi, il gioco può impiegare più tempo del previsto per ricaricare i dati e svuotare la cache, producendo schermate nere insolitamente lunghe durante alcuni cambi di fase, trasferimenti o rianimazioni. Il team ha già ottimizzato questi processi e stava verificando un aggiornamento correttivo. È dunque un difetto reale, ma anche uno di quelli che sembrano destinati a essere ridimensionati attraverso il supporto post-lancio. La cosa più importante, alla fine, è che Switch 2 non sembra soltanto “far partire” Final Fantasy XIV: riesce effettivamente a restituire un’esperienza MMORPG pienamente fruibile. È una distinzione fondamentale. La console non raggiunge necessariamente la qualità delle piattaforme più potenti, né era questo l’obiettivo realistico, ma offre un compromesso tecnico particolarmente riuscito fra qualità dell’immagine, fluidità e portabilità. E poter giocare in modalità handheld a un universo di queste dimensioni, senza sacrificare il mondo condiviso con gli utenti PC, PlayStation e Xbox, è probabilmente il risultato tecnico più significativo dell’intera conversione.

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La recensione

8.5 Il voto

Final Fantasy XIV arriva su Switch 2 dopo quattordici anni di evoluzione, portando con sé un patrimonio enorme di contenuti, sistemi e storia. Qualche compromesso tecnico c'è, dai cali negli hub più affollati ai caricamenti anomali che Square Enix sta già lavorando per correggere, ma non basta a ridimensionare la portata dell'operazione. Eorzea è completa, viva, condivisa con milioni di giocatori e finalmente portatile su hardware Nintendo. Al netto del sistema di abbonamento separato, è difficile chiedere molto di più: Square Enix non ha semplicemente portato un MMORPG su Switch 2, ma ha aperto alla console uno degli universi online più ricchi e longevi della storia del videogioco. E, per Final Fantasy, è davvero un ritorno a casa.

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