In un continuo rimando tra reale e virtuale, simboli dei due piani di realtà che il racconto porta avanti rispecchiando la nostra dimensione interattiva anche all’interno del mondo di gioco, viene a crearsi una tensione che spinge l’avatar a percepire la nostra presenza come un qualche cosa di indefinito e sovrannaturale, sempre presente anche se difficilmente percepibile, come se fossimo una sorta di fantasma o spirito che, pur aiutando il personaggio nella risoluzione atta alla sua stessa sopravvivenza, preme in maniera alienante e fastidiosa sul suo senso di sanità mentale.

Un equilibrio precario e delicato, che noi stessi dovremo in alcuni frangenti cercare di preservare: è in questa fase che entrano in gioco i sensori di movimento della console che dovremo utilizzare per riallineare i due diversi piani di realtà, aiutando il protagonista a mantenere integro il suo senso di percezione del contesto, evitando che impazzisca e spronandolo, conseguentemente, a proseguire. Stando alle prime immagini e informazioni, sembrerebbe che si tratti proprio di spostare la console in modo da far coincidere i due diversi piani di percepito da parte dell’avatar, aiutandolo a mantenere una visione unitaria di quello che lo circonda in modo che possa tenersi saldo di nervi e continuare nella sua avventura.

Onyx – The Dark Grip si presenta come un titolo davvero originale e atipico, nel pur ricco e variegato panorama odierno, puntando forte su alcune peculiarità hardware della console ibrida di nuova generazione di Nintendo, pur promettendo il solito livello di sovrannaturale, di tensione e di paura tipico delle produzioni Bloober Team. La nostra redazione non vede l’ora di scoprire ulteriori dettagli, nel corso dei prossimi mesi, in attesa dell’uscita del gioco, prevista per il 2027.








