Switch 2: Middle-earth™: Shadow Bundle (L’ombra di Mordor e L’ombra della Guerra): la recensione

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Se l’ambientazione e la licenza rappresentano il principale elemento di riconoscibilità, è però sul piano strettamente ludico che la serie Shadow of trova la propria ragion d’essere. Shadow of Mordor nasce infatti all’interno di una grammatica action che nel 2014 era già ampiamente codificata: il movimento attraverso ambienti semi-open world e la possibilità di scalarne le strutture ricordano inevitabilmente Assassin’s Creed, mentre il combattimento corpo a corpo, basato su contrattacchi, concatenazione degli attacchi e gestione delle minacce circostanti, guarda con altrettanta evidenza al modello inaugurato da Batman: Arkham. A questa struttura vengono affiancati stealth, arco, abilità speciali e una progressione del protagonista che consente di ampliare progressivamente il repertorio di Talion. Non è quindi nell’invenzione delle singole meccaniche che Monolith cerca la propria originalità, quanto nel modo in cui queste vengono messe al servizio del Nemesis System, il vero cuore dell’intera operazione. Gli Orchi non sono semplicemente avversari intercambiabili: quelli che occupano le posizioni più importanti della gerarchia possono possedere caratteristiche, debolezze, immunità e comportamenti differenti, ricordare gli incontri precedenti con Talion e persino sopravvivere alla sconfitta, tornando successivamente con nuove cicatrici, un diverso status o un desiderio di vendetta. La morte del protagonista, a sua volta, non rappresenta soltanto un fallimento da cancellare caricando l’ultimo checkpoint, perché il tempo continua a scorrere e la gerarchia degli Orchi può modificarsi proprio in conseguenza delle azioni del giocatore. È una trovata che trasforma una serie di combattimenti potenzialmente ripetitivi in una successione di storie emergenti: il nemico anonimo può diventare un rivale personale, la vendetta può nascere da un incontro casuale e una sconfitta può produrre nuove conseguenze anziché semplicemente obbligare a ripetere quanto già fatto. Shadow of War porta questa intuizione a una scala superiore, introducendo il sistema degli eserciti, la possibilità di dominare e reclutare gli Orchi, assegnarli a posizioni gerarchiche e utilizzarli nella conquista delle fortezze. Il risultato è quindi quello di due action che utilizzano strumenti già appartenenti alla grammatica del genere, ma che riescono a renderli più imprevedibili grazie a un sistema di relazioni dinamiche: è il Nemesis System, più ancora della semplice ambientazione tolkeniana, a spiegare perché la serie abbia lasciato un segno così riconoscibile nell’evoluzione dell’open world d’azione.

È proprio in questa prospettiva che l’arrivo contemporaneo dei due episodi su Nintendo Switch 2 assume un interesse particolare. Il Middle-earth: Shadow Bundle, disponibile dal 30 settembre 2026, riunisce infatti Shadow of Mordor – Game of the Year Edition e Shadow of War – Definitive Edition, proponendo non una semplice raccolta delle versioni originarie ma due pacchetti comprensivi dei contenuti aggiuntivi pubblicati nel corso della loro vita commerciale. Il primo capitolo include quindi, oltre all’avventura principale, le espansioni Lord of the Hunt e The Bright Lord, mentre il secondo comprende le campagne Blade of Galadriel e The Desolation of Mordor, insieme ai contenuti Nemesis dedicati alle tribù Slaughter e Outlaw. La proposta assume così una dimensione particolarmente interessante per chi si avvicina oggi alla serie: acquistando il bundle si ottengono due produzioni appartenenti a momenti diversi della stessa evoluzione progettuale, dalla prima sperimentazione del Nemesis System fino alla sua espansione in una struttura molto più articolata, con eserciti, fortezze e una quantità considerevole di contenuti collaterali. I due giochi sono inoltre disponibili anche separatamente, mentre il bundle viene accompagnato da una promozione di lancio a tempo, elemento che ne rafforza ulteriormente l’interesse commerciale nella finestra immediatamente successiva all’uscita. La ricchezza dell’offerta, in ogni caso, non è soltanto quantitativa: la possibilità di affrontare due campagne complete e tutto il materiale delle rispettive edizioni definitive significa avere a disposizione un’esperienza potenzialmente molto lunga, ulteriormente dilatata dalla natura sistemica del Nemesis System e dalle attività che Shadow of War costruisce attorno alla conquista delle fortezze. È quindi un’operazione che ha senso soprattutto come recupero organico di un’intera esperienza: anziché riproporre due vecchi titoli isolati, Switch 2 riceve contemporaneamente l’intero percorso di Monolith, permettendo di seguire l’evoluzione del progetto dal primo esperimento fino alla sua versione più ambiziosa. Resta però da verificare quanto questa ricchezza venga sostenuta dalla qualità di una struttura che per alcuni palati “moderni” potrebbe sembrare datata e che, nel passaggio dalle Nemesi agli Eserciti tra Mordor e War anche ai tempi avevo perso un po’ di naturalezza e smalto, appannaggio di un maggior senso di scala.

Sul piano tecnico, il Middle-earth: Shadow Bundle sceglie una strada piuttosto conservativa, ma non per questo priva di meriti. Entrambi i titoli girano a 30 fps costanti e solidi, un risultato tutt’altro che eccezionale considerando l’hardware di Switch 2, ma comunque vicino a quello offerto dalle migliori versioni PC e console di nuova generazione e, soprattutto, sensibilmente più stabile rispetto alle edizioni originali per PS3 e Xbox 360. La mole poligonale, le animazioni e buona parte dell’impianto visivo rimangono sostanzialmente quelli sviluppati diversi anni fa, come spesso accade nelle operazioni di rimasterizzazione curate da Aspyr, ma il lavoro svolto sulla resa complessiva appare più convincente: risoluzione, pulizia dell’immagine, illuminazione ed effetti di luce e rifrazione beneficiano di un intervento capace di rendere più gradevole e leggibile un comparto ormai datato. Non siamo quindi davanti a una ricostruzione tecnica ambiziosa, ma a una remaster evidentemente concepita con budget contenuti e obiettivi realistici, che riesce comunque a valorizzare adeguatamente il materiale originale. Il risultato è semplice, conservativo e privo di particolari effetti speciali, ma anche sufficientemente solido da non far rimpiangere le versioni precedenti.

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La recensione

8 Il voto

Il Middle-earth: Shadow Bundle riporta su Switch 2 due action adventure che hanno lasciato un segno preciso nella produzione AAA dell'epoca, grazie soprattutto a un sistema Nemesis ancora capace di caratterizzare esplorazione e combattimento. Le edizioni complete e l'enorme quantità di contenuti rendono il pacchetto particolarmente ricco, mentre la remaster si limita a un intervento tecnico conservativo, ma ben gestito. I 30 fps solidi, la maggiore pulizia dell'immagine e una resa visiva aggiornata senza stravolgere i giochi originali restituiscono un risultato equilibrato: non una rinascita tecnologica, ma un recupero competente di due titoli ancora interessanti. Tenendo conto della mole di contenuti interessanti offerta al prezzo budget del bundle iniziale, difficile non consigliarne il recupero.

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