Uno degli aspetti più apprezzabili della produzione di Eidos-Montréal è la scelta di costruire una vicenda autonoma, senza limitarsi a trasporre gli eventi dei film o a ripercorrerne le sequenze più riconoscibili. Il gioco si inserisce in un universo Marvel familiare, ma propone una propria interpretazione dei protagonisti e delle loro relazioni, lasciando spazio a una storia originale che può essere apprezzata anche da chi non conosce nel dettaglio le produzioni cinematografiche. Il giocatore veste i panni di Peter Quill, alias Star-Lord, autoproclamatosi leader di una squadra che, almeno inizialmente, sembra avere ben poco di una formazione organizzata. La vicenda prende il via da una missione apparentemente semplice, concepita per procurare denaro e risorse al gruppo, che finisce però per trasformarsi in un problema di proporzioni galattiche. Una serie di decisioni discutibili e circostanze impreviste contribuisce a innescare una minaccia sempre più pericolosa, costringendo i Guardiani a intervenire per evitare conseguenze ben più gravi. Da questo momento l’avventura si sviluppa attraverso una successione di mondi, incontri e situazioni che ampliano progressivamente la portata del racconto, introducendo nuovi personaggi, organizzazioni cosmiche e antagonisti. La trama non si limita però a concatenare eventi spettacolari. Il vero fulcro narrativo è rappresentato dall’evoluzione della squadra e dalla difficoltà di trasformare un gruppo di individui poco inclini alla collaborazione in una famiglia, per quanto disfunzionale. Star-Lord deve imparare a gestire personalità complesse, vecchie rivalità e ferite mai del tutto rimarginate, cercando contemporaneamente di dimostrare di essere davvero all’altezza del ruolo di leader che si è assegnato. Le conversazioni sulla Milano, l’astronave che funge da base operativa, diventano così momenti importanti per approfondire il passato dei compagni e osservare come cambino progressivamente i loro rapporti. Il giocatore può inoltre intervenire in numerosi dialoghi, scegliendo come rispondere ai compagni e agli altri personaggi incontrati durante il viaggio. Non siamo davanti a un’avventura narrativa ramificata in senso stretto, nella quale ogni decisione conduce a una storia completamente differente, ma il sistema di scelte contribuisce a personalizzare alcune interazioni e a sottolineare il ruolo di Peter Quill come punto di riferimento del gruppo. In più di un’occasione, il modo in cui si affrontano determinate conversazioni può influenzare le reazioni dei Guardiani e alcune situazioni successive. Sotto la superficie ironica, la narrazione affronta anche temi più profondi, come la perdita, il senso di colpa, la difficoltà di fidarsi degli altri e la ricerca di una famiglia. Sono elementi che permettono di dare spessore a personaggi che, in prima battuta, potrebbero apparire soltanto come macchiette comiche, ma che nascondono motivazioni e fragilità molto più articolate. L’alternanza tra leggerezza e sentimento funziona proprio perché non cerca di separare nettamente le due dimensioni: i Guardiani possono passare da una discussione assurda a un momento di autentica intensità emotiva senza perdere la propria identità. La campagna si sviluppa attraverso una struttura prevalentemente lineare, articolata in capitoli che alternano sequenze narrative, combattimenti, esplorazione e momenti più rilassati. Le ambientazioni cambiano frequentemente e contribuiscono a mantenere viva la curiosità, mentre la durata complessiva permette alla storia di approfondire con calma i protagonisti e il loro universo. È un’avventura che trova nella scrittura e nella caratterizzazione il proprio principale motore, più che nella libertà di esplorazione o nella complessità delle sue meccaniche.
Sul piano ludico, Marvel’s Guardians of the Galaxy adotta una struttura da action adventure in terza persona, affidando al giocatore il controllo diretto di Star-Lord. Non è possibile passare liberamente da un Guardiano all’altro o gestire individualmente ogni componente della squadra: Peter Quill rappresenta il punto di riferimento dell’intera esperienza, tanto durante l’esplorazione quanto nel corso degli scontri. Una scelta che permette di mantenere una prospettiva narrativa coerente, ma che definisce anche i limiti del sistema di combattimento. Star-Lord affronta gli avversari utilizzando le proprie pistole elementali, che possono essere potenziate e sfruttate attraverso differenti tipologie di attacco. Il sistema combina movimento, schivate e gestione delle distanze, richiedendo di adattare le proprie azioni alle caratteristiche dei nemici. Le diverse proprietà elementali delle armi consentono inoltre di sfruttare alcune debolezze degli avversari e interagire con determinati elementi ambientali, aggiungendo un minimo di varietà alla gestione degli scontri. La componente più interessante è però rappresentata dal coinvolgimento degli altri Guardiani. Pur non essendo controllabili direttamente, i compagni partecipano attivamente ai combattimenti e possono ricevere ordini per attivare le rispettive abilità. Drax è particolarmente efficace contro gli avversari più imponenti, Gamora eccelle negli attacchi ravvicinati, Rocket offre un supporto offensivo attraverso le proprie invenzioni e Groot può immobilizzare o controllare gruppi di nemici. La gestione delle abilità diventa così una componente importante della formula, invitando a coordinare le azioni dei diversi personaggi e a sfruttarne le peculiarità nelle situazioni più impegnative. A rendere il sistema ancora più caratteristico interviene la meccanica Huddle, che permette di riunire temporaneamente la squadra durante gli scontri per dare vita a un momento motivazionale collettivo. Star-Lord deve interpretare l’umore dei compagni e scegliere il discorso più adatto, cercando di individuare il tono capace di risollevare il morale del gruppo. Se la scelta è corretta, i Guardiani ricevono un potenziamento temporaneo accompagnato da un brano musicale, in una sequenza che sintetizza perfettamente l’identità del gioco. Non è soltanto un bonus da utilizzare nei momenti più difficili, ma un’ulteriore occasione per valorizzare il rapporto tra i personaggi e il ruolo della musica nell’immaginario della serie. Tra una battaglia e l’altra, l’avventura propone sezioni di esplorazione e semplici enigmi ambientali, che richiedono di sfruttare le capacità dei compagni per superare ostacoli o raggiungere nuove aree. Rocket può intervenire sui dispositivi elettronici, Groot creare passaggi e Drax spostare elementi particolarmente pesanti. Sono soluzioni accessibili, che non pretendono di trasformare il gioco in un’avventura enigmistica, ma contribuiscono a diversificare il ritmo e a rendere la squadra parte integrante dell’esplorazione. La struttura rimane comunque prevalentemente lineare e alterna combattimenti, dialoghi, puzzle ambientali e sequenze spettacolari. La varietà delle ambientazioni e la continua interazione tra i protagonisti riescono a mantenere vivo l’interesse, ma il sistema di combattimento tende a riproporre schemi riconoscibili, mentre alcuni enigmi non raggiungono una particolare complessità. Anche la progressione delle abilità non modifica radicalmente le dinamiche di gioco, che restano piuttosto semplici da assimilare. Il risultato è un action narrativo piacevole e accessibile, nel quale il gameplay svolge soprattutto una funzione di supporto rispetto alla storia e alla caratterizzazione dei protagonisti. Non siamo davanti a un sistema particolarmente profondo o innovativo, e qualche ripetitività emerge nel corso della campagna, ma la formula funziona grazie al ritmo dell’avventura e alla capacità di mantenere costantemente presente il gruppo. In questo senso, la componente ludica non è necessariamente il punto di forza assoluto della produzione, ma riesce a sostenere efficacemente ciò che il gioco vuole davvero raccontare.

L’approdo di Marvel’s Guardians of the Galaxy su Nintendo Switch 2 rappresenta un’occasione interessante anche per recuperare un’avventura che, sulla precedente console Nintendo, era stata resa disponibile attraverso una versione cloud. Una soluzione che permetteva di accedere al gioco senza una conversione locale, ma che richiedeva inevitabilmente una connessione stabile e non offriva la stessa immediatezza di un’esperienza eseguibile direttamente sull’hardware. L’Encore Edition cambia prospettiva, proponendo una versione ottimizzata per Switch 2 e sviluppata internamente da Eidos-Montréal, con l’obiettivo di adattare il progetto alle caratteristiche della nuova piattaforma. La qualità dell’immagine è complessivamente valida e permette di apprezzare le numerose ambientazioni aliene senza sacrifici visivi particolarmente penalizzanti. Non siamo naturalmente davanti al non plus ultra della tecnica contemporanea: non ci sono effetti avanzati come il ray tracing o interventi capaci di portare la produzione sullo stesso piano delle versioni per hardware più potenti. La conversione punta piuttosto a mantenere una resa equilibrata, con una qualità visiva sufficiente a sostenere le ambizioni artistiche del progetto. Durante la prova si possono incontrare alcune incertezze nella fluidità, con oscillazioni occasionali del frame rate soprattutto nelle situazioni più movimentate. Non si tratta tuttavia di criticità tali da compromettere in maniera sostanziale il ritmo dell’avventura, che conserva una base tecnica complessivamente solida. La qualità dell’immagine e la leggibilità delle situazioni rimangono adeguate, mentre la direzione artistica riesce a valorizzare l’universo fantascientifico costruito dal team canadese. È proprio quest’ultimo aspetto a rappresentare uno degli elementi più convincenti del comparto visivo. I pianeti, le architetture e le creature incontrate durante il viaggio dimostrano una notevole immaginazione, alternando scenari dalle geometrie insolite, ambientazioni coloratissime e situazioni che sembrano uscite direttamente dalle tavole di un fumetto cosmico. Il valore della produzione non risiede quindi esclusivamente nella complessità tecnica, ma soprattutto nella capacità di costruire un universo riconoscibile e ricco di personalità. I modelli poligonali dei protagonisti e dei principali antagonisti sono curati, così come le animazioni che accompagnano dialoghi, espressioni e sequenze d’azione. Un aspetto particolarmente importante in un titolo che vive molto sulla recitazione digitale e sulla continua interazione tra i componenti della squadra. L’Encore Edition non si limita però a riproporre il gioco originale, ma introduce alcuni contenuti e funzionalità specifici per Nintendo Switch 2. Innanzitutto, è incluso il gioco base completo, con tutti i contenuti digitali precedentemente pubblicati. La novità più immediatamente riconoscibile riguarda cinque nuovi costumi esclusivi, uno per ciascuno dei Guardiani: Star-Lord, Gamora, Drax, Rocket e Groot possono così indossare abiti inediti ispirati all’estetica glam rock degli anni Ottanta, in perfetta sintonia con l’identità musicale dell’avventura e con la band immaginaria di Peter Quill. Si tratta di un’aggiunta prevalentemente estetica, che non modifica le dinamiche di gioco ma offre un ulteriore elemento di personalizzazione. Sommando questi nuovi look ai costumi già presenti, la raccolta complessiva arriva a cinquanta outfit utilizzabili durante l’avventura. Più interessanti sul piano dell’interazione sono le nuove funzionalità legate ai controlli della console. L’Encore Edition supporta infatti il mouse integrato nei Joy-Con 2, utilizzabile per navigare nei menu e per gestire la mira durante i combattimenti. Una possibilità che amplia le opzioni di controllo, pur senza modificare la struttura del sistema d’azione, concepito originariamente attorno a un’impostazione tradizionale con controller. È inoltre presente il supporto al giroscopio, che permette di inclinare il controller per guidare la Milano nello spazio oppure per controllare alcuni movimenti di Peter durante le sequenze di scivolamento e quelle ambientate in assenza di gravità. Sono interventi circoscritti, ma dimostrano la volontà di sfruttare alcune peculiarità dell’hardware Nintendo anziché limitarsi a un semplice trasferimento del software. La versione Switch 2 supporta naturalmente tutte e tre le modalità di utilizzo della console: televisiva, da tavolo e portatile. La possibilità di affrontare l’intera avventura anche in mobilità rappresenta un valore aggiunto significativo rispetto alla precedente edizione cloud per Switch, soprattutto per un titolo narrativo che si presta a essere giocato anche attraverso sessioni relativamente brevi. Il quadro complessivo è quindi quello di una conversione convincente, che non punta a stupire attraverso un aggiornamento tecnologico radicale, ma riesce a rendere disponibile in forma nativa un’avventura di buon livello, arricchendola con alcune caratteristiche specifiche per la piattaforma.

La recensione
Marvel's Guardians of the Galaxy: Encore Edition dimostra come un adattamento videoludico possa valorizzare una proprietà intellettuale senza limitarsi a sfruttarne il marchio. Eidos-Montréal centra lo spirito dei fumetti e dei film attraverso personaggi carismatici, dialoghi brillanti, una colonna sonora memorabile e una storia capace di alternare ironia ed emozione. Il gameplay non è altrettanto incisivo e qualche ripetitività emerge, ma l'avventura conserva un ritmo coinvolgente. Su Switch 2 la conversione è valida, con qualche incertezza nel frame rate e una resa visiva convincente. Un recupero consigliato, anche a chi non ha mai vissuto il viaggio dei Guardiani.







