Switch 2: Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered: la recensione

Il titolo definitivo per le lotte in arena contro i kaiju è tornato, completamente rimasterizzato! Da Atari, con furore

La componente narrativa di Destroy All Monsters Melee è costruita attorno a una premessa volutamente semplice, funzionale soprattutto a giustificare la successione degli scontri. Una razza extraterrestre, i Vortaak, invade la Terra e assume il controllo delle creature custodite su Monster Island, scatenandole contro le principali città del pianeta. Il giocatore è chiamato a scegliere uno dei kaiju disponibili e affrontare una serie di combattimenti con l’obiettivo di contrastare l’invasione e raggiungere la nave madre aliena, dove si svolge lo scontro conclusivo con una versione cibernetica di Godzilla. La modalità Avventura costituisce il principale contenuto per giocatore singolo e può essere affrontata con differenti creature, ciascuna impegnata nel proprio percorso di progressione. La struttura è quella di un arcade tradizionale, con una successione di incontri che privilegia l’azione rispetto alla costruzione di una trama articolata. Accanto alla campagna troviamo la modalità Sopravvivenza, nella quale bisogna resistere a una sequenza di avversari sempre più impegnativi, e Distruzione, che invita a devastare una città entro un limite di tempo, accumulando punti attraverso la demolizione degli edifici. Non mancano un’apposita modalità Allenamento, utile per familiarizzare con le mosse dei singoli mostri, e il comparto multiplayer, che consente di affrontare gli scontri in locale e online. L’impostazione rimane quindi quella di un prodotto pensato per essere fruito in maniera immediata, senza particolari sovrastrutture narrative o ambizioni cinematografiche.

Il cuore dell’esperienza è rappresentato dagli scontri tra i dodici kaiju selezionabili, ognuno dotato di un proprio repertorio di attacchi e caratteristiche specifiche. Il sistema di combattimento si basa su una combinazione piuttosto semplice di pugni, calci, attacchi potenti, prese e mosse speciali, alle quali si aggiungono le capacità a distanza delle singole creature, come i celebri raggi energetici. La struttura non richiede particolari competenze tecniche e può essere affrontata con immediatezza anche da chi non ha familiarità con i picchiaduro, lasciando che siano soprattutto la spettacolarità delle animazioni e la dimensione distruttiva degli ambienti a caratterizzare gli incontri. Le arene, infatti, non rappresentano semplici fondali: edifici e strutture possono essere abbattuti, raccolti e scagliati contro gli avversari, contribuendo a rendere ogni combattimento più caotico e imprevedibile. La progressione consente inoltre di accumulare punti esperienza e migliorare le capacità dei singoli mostri, mentre il sistema di ricerca permette di sbloccare ulteriori personaggi, ambientazioni e contenuti della galleria. La rimasterizzazione introduce anche alcune novità, tra cui la modalità Allenamento e la Director Mode, che consente di intervenire sulla telecamera per realizzare inquadrature personalizzate durante gli scontri. Si tratta di aggiunte gradevoli, ma che non modificano sostanzialmente la struttura originale. È proprio nella ripetizione delle situazioni che emergono i limiti più evidenti del pacchetto: la modalità Avventura propone una successione di combattimenti piuttosto simili tra loro, mentre Sopravvivenza e Distruzione non introducono una varietà sufficiente a sostenere a lungo l’interesse. La componente multiplayer, soprattutto con quattro partecipanti, rimane l’aspetto potenzialmente più divertente, grazie alla semplicità dei comandi e al caos generato dagli scontri. In solitaria, invece, la formula mostra rapidamente i segni del tempo, lasciando alla progressione e agli elementi da sbloccare il compito di prolungare artificialmente la longevità.

È soprattutto sul piano tecnico che Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered mostra i limiti più evidenti della propria operazione di recupero. È importante sottolineare come non ci troviamo di fronte a un remake, ma a una rimasterizzazione che conserva sostanzialmente intatti struttura, modelli e impostazione del gioco originale, limitandosi a intervenire su alcuni aspetti della presentazione e dell’esperienza complessiva. Una scelta comprensibile considerando l’età del progetto, ma che avrebbe richiesto un lavoro di aggiornamento più incisivo per risultare davvero convincente su una piattaforma moderna come Nintendo Switch 2. Il pacchetto di texture non riesce infatti a cancellare la sensazione di trovarsi davanti a una produzione appartenente a un’altra generazione, con superfici e ambientazioni che appaiono spesso datate e una resa complessiva non particolarmente valorizzata dall’intervento di rimasterizzazione. Anche la fluidità non raggiunge livelli soddisfacenti, con un frame rate che non si dimostra mai particolarmente brillante e che finisce per penalizzare la spettacolarità degli scontri, soprattutto nelle situazioni più concitate. A questo si aggiungono tempi di caricamento piuttosto lunghi, poco giustificabili per un prodotto che non presenta una complessità tecnica tale da richiedere attese di questo tipo. Il risultato è una conversione che non sembra sfruttare adeguatamente le possibilità dell’hardware Nintendo, lasciando emergere la natura economica dell’operazione. La possibilità di tornare a controllare Godzilla e gli altri kaiju in un contesto arcade conserva certamente un proprio fascino, ma la rimasterizzazione avrebbe meritato un intervento più attento sulla qualità delle texture, sulla fluidità e sulla presentazione generale. In questa forma, il recupero rischia di apparire più come una riproposizione commerciale di un titolo storico che come una vera occasione per valorizzarne nuovamente le qualità.

PUBBLICITÀ

La recensione

6.5 Il voto

Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered riporta in scena un picchiaduro arcade che conserva intatto il fascino delle battaglie tra kaiju, soprattutto quando si gioca in compagnia. La semplicità dei combattimenti, la possibilità di devastare gli scenari e il roster di mostri iconici restituiscono un'esperienza immediata e nostalgica. La struttura single player, tuttavia, mostra presto i propri limiti, mentre la rimasterizzazione non riesce a valorizzare adeguatamente il materiale originale. Su Switch 2, texture poco convincenti, caricamenti lunghi e fluidità non sempre soddisfacente rendono l'operazione meno riuscita di quanto avrebbe meritato.

Valutazione

  • Il voto 0
Guida alle valutazioni
PUBBLICITÀ

ARTICOLI CORRELATI

Prossimo articolo

Lascia un commento

ULTIMI COMMENTI

VIDEO

Ben tornato!

Effettua l'accesso

Crea un account!

Compila i seguenti campi per registrarti

Recupera password

Per favore, inserisci il tuo Username o la tua Email per recuperare la password.

Crea nuova Playlist