THE OUTER WORLD – Benvenuti a un nuovo appuntamento dedicato alla nostra rubrica intitolata “The Outer World”, una finestra nuova per Switchitalia, con vista sui mondi videoludici che si espandono fuori dalle consuete e familiari mura dell’universo Nintendo. Se volete più dettagli sulla nostra iniziativa, vi rimandiamo all’articolo introduttivo con cui ve la presentiamo, sospinti dalla curiosità esplorativa tipica degli amanti dei videogiochi. Oggi con Code Vein 2 torniamo nel mondo dei Revenant, che si espande tra passato e presente in un action RPG che unisce anime e soulslike

Code Vein 2 arriva con un carico di responsabilità non banale sulle spalle, perché il primo capitolo, pur senza mai diventare un fenomeno di massa, era riuscito a ritagliarsi uno spazio molto preciso nel panorama degli action RPG di matrice soulslike. Un “anime souls” con una sua identità, fatto di eccessi, intuizioni interessanti e anche di limiti evidenti, che però avevano contribuito a renderlo riconoscibile. Questo secondo episodio si inserisce esattamente in quella traiettoria, raccogliendo l’eredità del predecessore e provando a spingerla un po’ più avanti, senza però stravolgerne le fondamenta. Lo sviluppo resta in mano a Bandai Namco Studios, che già con il primo Code Vein di declinare il linguaggio del soulslike in modo più accessibile e narrativo. Code Vein 2 non rinnega nulla di quella visione: anzi, la abbraccia apertamente e la raffina. Dal punto di vista narrativo e tematico, Code Vein 2 mantiene un legame diretto con il primo capitolo, pur scegliendo di non limitarsi a una semplice continuazione lineare. Il mondo post-apocalittico dominato dai Revenant, dalla fame di sangue e dalla costante lotta contro la perdita dell’umanità resta il fulcro dell’esperienza, ma viene riletto attraverso nuovi personaggi, nuovi conflitti e una struttura che prova a dare maggiore respiro alla lore.

La trama di Code Vein 2 ruota attorno a un Revenant Hunter, un essere umano capace di rigenerarsi ma afflitto da vuoti di memoria e da un destino incerto. Un essere dunque quasi immortale ma con memoria frammentata, creato per combattere e contenere le minacce del mondo di Code Vein. Durante una missione il protagonista muore, ma viene salvato da Lou, una giovane e misteriosa Revenant dotata di un potere unico: può viaggiare nel tempo e condividere il proprio cuore per riportare in vita chi decide di proteggere. Da questo evento nasce il legame che sostiene l’intera narrazione, dato che appunto Lou condivide il suo cuore con noi. La storia si sviluppa su due linee temporali: il presente, un mondo ormai prossimo al collasso in cui i Revenant stanno perdendo definitivamente la propria umanità, e il passato di circa un secolo prima, quando uomini e Revenant cercavano ancora di mantenere un fragile equilibrio dopo la catastrofe iniziale. Il viaggio nel tempo non è solo un espediente narrativo, ma il mezzo attraverso cui il protagonista entra in contatto con figure chiave della storia, Revenant influenti e studiosi che tentano di comprendere le forze responsabili della decadenza del mondo.












