C’è qualcosa di immediatamente affascinante quando il mondo intorno a voi diventa improvvisamente enorme. Non parlo di una metafora: qui lo siete davvero…minuscoli! Smalland: Survive the Wilds parte introducendoci gli Smallfolk, un popolo che torna in superficie dopo secoli passati sottoterra. E la superficie, ora che i giganti non ci sono più, è un luogo spettacolare, selvaggio e pericoloso. Basta questo piccolo antefatto per catapultarvi in un ecosistema dove una pozzanghera sembra un lago e un filo d’erba diventa una foresta, cambiando completamente il modo in cui percepite ogni passo e ogni minaccia.

La prima cosa che colpisce in questo survival open world è la verticalità. Smalland non si limita a offrirvi una mappa ampia: ve la fa vivere anche verso l’alto. Scalare alberi alti come grattacieli non è un modo di dire, è una delle attività principali! Ogni bioma ha una sua identità precisa, dalle foreste fitte alle paludi più insidiose, e mentre esplorate vi rendete conto che il mondo non è solo un fondale: è vivo, dinamico, con meteo variabile, tempeste improvvise e un ciclo delle stagioni che può trasformare un’area familiare in una zona ostile nel giro di pochi minuti.

Il cuore dell’esperienza resta la sopravvivenza, ma Smalland riesce a darle un sapore tutto suo. Esplorare, raccogliere materiali, costruire strumenti, creare armature e armi sono attività tipiche del genere, ma qui assumono un peso diverso perché tutto è rapportato alla vostra scala. Ogni risorsa va conquistata con attenzione, ogni spostamento richiede prudenza. Le armature non sono semplici cosmetici: offrono resistenze agli elementi, abilità aggiuntive e perfino la possibilità di planare o muoversi più agilmente, a seconda del set scelto. È un sistema che premia la sperimentazione e permette di adattare il proprio stile di gioco, che siate esploratori, combattenti o costruttori.

E poi non dimentichiamoci le creature che popolano questo mondo, uno degli aspetti più memorabili di Smalland! Addomesticarle e trasformarle in cavalcature è una delle attività più divertenti e distintive del gioco. Saltare distanze enormi in groppa a una cavalletta, sfrecciare tra gli alberi su una libellula o correre nel sottobosco su un ragno cambia completamente il ritmo dell’esplorazione. Non è un semplice gimmick: è un vero sistema di mobilità, con creature che offrono vantaggi unici e limitazioni precise. È anche un modo per sentirsi parte del mondo, non solo visitatori di passaggio.

Potete inoltre creare accampamenti a terra o tra le chiome degli alberi, ma la vera chicca è la possibilità di reclamare un Grande Albero e trasformarlo in una base permanente che vi segue in qualsiasi server. È un’ottima soluzione, soprattutto per chi gioca in multiplayer: potete unirvi agli amici portando con voi la vostra “casa”, senza dover ricominciare ogni volta. La versione Nintendo Switch include anche gli aggiornamenti post‑lancio, rendendo l’esperienza già ricca e completa.
La narrativa è presente ma non invadente. La missione principale funge da filo conduttore, ma la vera storia la scoprite parlando con NPC nascosti, leggendo frammenti di lore e osservando le rovine del mondo dei giganti. È un racconto atmosferico, fatto di dettagli e suggestioni, che si intreccia perfettamente con la sensazione costante di essere minuscoli in un mondo troppo grande.

Su Nintendo Switch, Smalland mantiene la sua identità. Non è un porting perfetto, com’è prevedibile per un open world così verticale e ricco di elementi, ma resta piacevole da giocare, soprattutto in modalità portatile. Esplorare un mondo gigantesco mentre siete fisicamente in un contesto piccolo, come un viaggio in treno o una pausa sul divano, crea un contrasto sorprendentemente efficace. Il multiplayer fino a 10 giocatori funziona bene e rende l’avventura ancora più coinvolgente, che si tratti di costruire insieme, esplorare nuovi biomi o andare a caccia di risorse.

Smalland: Survive the Wilds è un survival che reinterpreta il genere con una prospettiva fresca. La scala minuscola, la verticalità estrema, le cavalcature insettoidi e la base mobile gli danno una personalità chiara e riconoscibile. Non cerca di imitare altri titoli: trova la sua strada e la percorre con sicurezza, offrendo un’esperienza unica per chi ama gli open world pieni di natura, scoperta e libertà.
La recensione
Smalland: Survive the Wilds è un survival originale nella prospettiva e sorprendentemente ricco di contenuti. La sua idea di ribaltare la scala del mondo funziona dall’inizio alla fine e riesce a dare al genere una freschezza che non è affatto scontata. La versione Switch beneficia degli aggiornamenti accumulati negli anni e oggi offre un’esperienza completa, piena di attività, biomi da scoprire, creature da addomesticare e sistemi di gioco che si intrecciano bene tra loro. È un titolo che dà il meglio di sé quando lo affrontate con calma, esplorando e sperimentando, ma che diventa ancora più divertente in compagnia, grazie a un multiplayer stabile e pensato per farvi condividere davvero l’avventura. Se cercate un survival diverso dal solito, capace di stupire senza complicarsi inutilmente la vita, Smalland merita senza dubbio un posto nella vostra libreria.











