Speciale Onyx – The Dark Grip: scopriamo insieme le peculiari caratteristiche del nuovo horror esclusivo Switch 2

Bloober Team sfrutta tutte le caratteristiche portatili della console Nintendo

Nel corso del Direct di ieri è emerso un titolo molto particolare, diverso da tutti gli altri mai presentati per console Nintendo. Si tratta di Onyx The Dark Grip, sviluppato dal talentuoso team europeo dei Bloober Team.

Il progetto si inserisce nel catalogo di titoli horror originali per giocatore singolo dello studio. Bloober definisce le sue produzioni principali come esperienze horror premium in single-player, fondate su meccaniche di gioco solide e su tematiche emotive o sociali di maggior spessore. L’annuncio è avvenuto durante l’evento Nintendo del 9 settembre, dedicato ai titoli in arrivo per Nintendo Switch 2. Bloober Team prosegue così nell’espansione della propria offerta di titoli horror, sulla scia di Cronos: The New Dawn e del lavoro svolto sulla serie Layers of Fear.

Il gioco promette di essere davvero originale: scopriamo assieme il perché, partendo da un trailer di per sé già piuttosto esplicativo:

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Come possiamo vedere dall’avviso presente a schermo, il gioco sarà fruibile solo in modalità portatile, visto il pesante utilizzo di due funzioni peculiari della console: i sensori di movimento e il touch screen.

Di base il gioco è un titolo a scorrimento orizzontale che alterna però fasi di investigazione, realizzate con una telecamera più ravvicinata e momenti più statici e riflessivi. Nei momenti di esplorazione ci saranno fasi di combattimento contro mostri e avversari che si aggirano in una cittadina devastata da un male non ancora specificato, contro i quali potremo avvalerci di numerose armi – quantomeno a corto raggio – per eliminarli e proseguire lungo il nostro cammino, con una impostazione che gli sviluppatori stessi definiscono 2.5D.

Una delle peculiarità è però legata al touch screen: già anche solo nelle fasi esplorative, infatti, vivremo momenti di indagine ambientale, durante le quali saremo spinti ad analizzare il livello che ci circonda, alla ricerca del giusto modo per sbloccare porte, attivare ascensori e via discorrendo, risolvendo piccoli enigmi che necessiteranno del nostro intervento, pur di essere risolti e poter quindi proseguire. Alcune di queste interazioni ambientali, però, saranno compiute dal nostro avatar, guidato ovviamente da noi, mentre altre verranno delegate direttamente a noi che, tramite lo schermo tattile della console, dovremo mettere in relazione e correlazione alcuni elementi dello scenario, quasi all’insaputa del protagonista.

Una sorta di intervento sovrannaturale, in termini di narrazione intradiegetica, come quando nelle fasi di dialogo con altri NPC dovremo/potremo sfruttare il tocco per attivare il potere di leggere la mente degli altri, scoprendo pensieri nascosti che possano fornire indizi essenziali per comprendere il contesto, risolvere gli enigmi e proseguire nel gioco.

Questa sovrapposizione di due piani di realtà, che in qualche modo richiama il lavoro di sdoppiamento svolto dal Bloober Team in The Medium (rilasciato come esclusiva temporale per Xbox Series nel 2021) prende corpo anche in utilizzi del touch screen che, in modo simile a Hoterl Dusk o Anotehr Code per Nintendo DS, assottigliano la distanza tra noi e il nostro avatar, come nel momento in cui veniamo spinti a ripulire lo specchio senza romperlo, come potete vedere nell’immagine sottostante, cercando un’aderenza tra il nostro movimento e quello del personaggio a schermo.

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