Esistono pochi personaggi capaci di attraversare tre decenni di storia videoludica conservando una riconoscibilità paragonabile a quella di Lara Croft. Nata nel 1996 con il primo Tomb Raider, l’archeologa britannica ha contribuito in maniera determinante a definire il linguaggio delle avventure tridimensionali, trasformando l’esplorazione di antiche rovine, la risoluzione di enigmi ambientali e le sequenze platform in una formula destinata a influenzare profondamente il genere. Il successo della serie, tuttavia, non si è mai limitato alle sue qualità ludiche: Lara è diventata rapidamente un fenomeno culturale, capace di superare i confini del medium attraverso film, fumetti, romanzi e innumerevoli prodotti derivati. Come ogni icona dalla lunga carriera, anche la protagonista di Tomb Raider ha attraversato fasi alterne, cambiamenti di prospettiva e tentativi di rinnovamento. La sua evoluzione più significativa è arrivata con il reboot del 2013, che ha abbandonato l’immagine dell’avventuriera già esperta per raccontare la trasformazione di una giovane donna costretta a confrontarsi con situazioni estreme. Una reinterpretazione più realistica e cinematografica, che ha permesso al personaggio di ritrovare una nuova centralità nel panorama contemporaneo senza rinnegare del tutto le caratteristiche che lo avevano reso celebre. Il trentesimo anniversario, che ricorre proprio il 24 ottobre 2026, offre quindi l’occasione per guardare a Lara non soltanto come a una protagonista storica, ma come a un personaggio capace di adattarsi ai cambiamenti dell’industria e del pubblico. L’arrivo di Shadow of the Tomb Raider: Definitive Edition su Nintendo Switch 2 assume un significato particolare proprio in questa prospettiva: il capitolo conclusivo della trilogia moderna completa un percorso di rinascita e permette agli utenti Nintendo di recuperare una delle interpretazioni più importanti della saga, mentre l’attenzione si sposta già verso il ritorno alle origini previsto per il prossimo anno.
Se il nome di Lara Croft è stato a lungo associato soprattutto alle piattaforme domestiche occidentali e alle produzioni multipiattaforma più ambiziose, il suo rapporto con Nintendo ha seguito un percorso decisamente meno lineare. Per anni, Tomb Raider è rimasto una presenza marginale nell’ecosistema della casa di Kyoto, soprattutto durante le generazioni in cui le strategie delle terze parti si sono concentrate su hardware e modelli produttivi differenti da quelli privilegiati da Nintendo. Il successo di Switch ha però contribuito a modificare questo scenario, dimostrando come la versatilità di una console ibrida potesse offrire nuove opportunità anche a produzioni nate per sistemi tradizionali. Il percorso di recupero del marchio si è sviluppato su due fronti. Da una parte, le raccolte Tomb Raider I-III Remastered e Tomb Raider IV-VI Remastered hanno riportato sulle piattaforme Nintendo le prime sei avventure della protagonista, consentendo di riscoprire sia la trilogia originale sia quella conosciuta come Darkness Trilogy. Dall’altra, l’arrivo su Switch 2 degli episodi moderni ha aperto una prospettiva differente: non più soltanto la conservazione di un patrimonio storico, ma la possibilità di vivere anche le produzioni più recenti della serie su una console Nintendo. Con Tomb Raider: Definitive Edition e Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration, la nuova piattaforma aveva già accolto i primi due capitoli della cosiddetta trilogia Survivor. L’uscita di Shadow of the Tomb Raider: Definitive Edition completa ora il quadro, mettendo a disposizione tutti e tre gli episodi che hanno ridefinito le origini e la personalità contemporanea di Lara. Il risultato è significativo: chi possiede Switch 2 può affrontare il percorso narrativo moderno della protagonista dall’inizio alla fine, mentre la retrocompatibilità con le raccolte classiche permette di affiancare a questa esperienza anche il recupero delle sue avventure storiche. A rendere ancora più interessante il momento è lo sguardo rivolto al futuro. Tomb Raider: Legacy of Atlantis, reinterpretazione dell’episodio del 1996, è attualmente previsto su Nintendo Switch 2 per il 12 febbraio 2027. Il remake promette di riproporre le ambientazioni e lo spirito dell’avventura originale attraverso un’impostazione moderna, offrendo un nuovo punto d’accesso alla storia del personaggio. La data è confermata dalla comunicazione ufficiale del franchise e dalla scheda Nintendo. Per chi ha seguito negli anni la distanza fra Nintendo e alcune delle grandi produzioni occidentali, questo progressivo avvicinamento rappresenta un cambiamento evidente. Switch 2 si sta configurando come una piattaforma sulla quale recuperare un’ampia porzione della storia di Lara Croft: dalle prime avventure tridimensionali alle raccolte rimasterizzate, passando per la trilogia Survivor e arrivando fino alla nuova reinterpretazione delle origini. In questo contesto, Shadow non è soltanto l’ultimo tassello mancante, ma il completamento di un’offerta che restituisce al pubblico Nintendo una visione sorprendentemente ampia del percorso compiuto dalla celebre archeologa.

Quando Tomb Raider tornò sulle scene nel 2013, la serie aveva bisogno di ripensare profondamente la propria identità. Il reboot scelse di raccontare una Lara ancora inesperta, costretta a trasformarsi in una sopravvissuta attraverso una successione di eventi traumatici. Una scelta che modificò il tono dell’avventura, introducendo una narrazione più cinematografica e un sistema di progressione capace di affiancare all’esplorazione tradizionale elementi di combattimento, raccolta delle risorse e sviluppo delle abilità. Rise of the Tomb Raider ampliò questa impostazione, trovando un equilibrio più maturo fra azione, scoperta archeologica e risoluzione degli enigmi. Con Shadow of the Tomb Raider, il percorso iniziato nel 2013 giunge infine alla propria conclusione. Il terzo episodio non si limita a riproporre la formula dei predecessori, ma ne riorganizza gli equilibri, mettendo maggiormente in risalto alcuni degli elementi storicamente più caratteristici del franchise. L’esplorazione assume un peso centrale, le tombe tornano a essere protagoniste dell’esperienza e la furtività diventa uno strumento particolarmente importante per affrontare gli avversari. La possibilità di sfruttare la vegetazione, mimetizzarsi nell’ambiente e studiare le posizioni nemiche prima di agire contribuisce a definire un approccio più ragionato agli scontri, nel quale l’azione diretta non rappresenta necessariamente la soluzione più efficace. Anche la componente archeologica beneficia di questa attenzione. Le tombe opzionali e gli enigmi ambientali richiedono di osservare lo spazio, interpretare meccanismi e sfruttare le capacità acrobatiche di Lara per raggiungere nuove aree o attivare antichi dispositivi. Sono momenti che restituiscono all’avventura una dimensione più contemplativa, in cui la soddisfazione non deriva soltanto dal superamento di uno scontro, ma dalla comprensione delle regole che governano un ambiente. In questo senso, Shadow cerca di valorizzare proprio quella combinazione di esplorazione, platforming e ragionamento che ha contribuito a rendere riconoscibile Tomb Raider sin dagli esordi. Il gioco conserva inoltre un impianto tecnologico e spettacolare che, a distanza di anni dal debutto originale del 2018, continua a sostenere efficacemente la costruzione dell’avventura. Le ambientazioni naturali, la verticalità degli scenari, le rovine e gli spazi sotterranei sono concepiti per favorire tanto la meraviglia visiva quanto la lettura ludica degli ambienti. La tecnologia non è quindi soltanto uno strumento per mettere in scena sequenze spettacolari: contribuisce a definire la relazione fra Lara e il mondo che la circonda, suggerendo percorsi, nascondigli, pericoli e opportunità. Il valore della trilogia Survivor risiede proprio nella capacità di rinnovare un marchio storico senza abbandonarne completamente le radici. La maggiore attenzione alla narrazione e alla progressione del personaggio si integra con meccaniche ormai consolidate, mentre la spettacolarità cinematografica convive con momenti di esplorazione più tradizionali. Shadow of the Tomb Raider rappresenta il punto d’arrivo di questo processo: un episodio che cerca di chiudere l’arco narrativo della giovane Lara e, contemporaneamente, di avvicinarla all’icona che il pubblico conosce da trent’anni. La Definitive Edition proposta su Switch 2 raccoglie inoltre l’esperienza nella sua configurazione più completa, includendo il gioco base, tutti e sette i DLC dedicati alle Challenge Tomb e i contenuti aggiuntivi legati a missioni, armi, costumi e abilità. La presenza della cooperativa online per due giocatori arricchisce ulteriormente il pacchetto, pur lasciando alla campagna in solitaria il ruolo centrale. Per chi desidera scoprire l’episodio conclusivo della trilogia, si tratta dunque di un’offerta articolata, che riunisce in un unico prodotto l’avventura principale e le sue principali espansioni.










