Ci sono universi narrativi che sembrano fatti apposta per diventare videogiochi. Quello di Warrior Cats, la saga letteraria firmata da Erin Hunter, è certamente uno di questi. Da oltre vent’anni, i romanzi raccontano le vicende di comunità feline organizzate in Clan, ciascuno con le proprie regole, tradizioni e rivalità. Un mondo in cui la sopravvivenza quotidiana si intreccia con profezie, gerarchie e legami tra i suoi abitanti, offrendo un immaginario che si presta naturalmente a un’avventura interattiva. Con Warrior Cats: Clans of the Forest, questo universo approda per la prima volta in un videogioco ufficiale. Il progetto, sviluppato da Bamtang Games in collaborazione con Coolabi e pubblicato da Trailmark Games, sceglie la formula del gioco di ruolo con combattimenti a turni, affidando al giocatore il compito di creare il proprio gatto e farsi strada tra le vicende dei quattro Clan. Bamtang Games non è uno studio alle prime armi con le produzioni su licenza. Nel suo catalogo figurano, tra gli altri, Nickelodeon Kart Racers 2: Grand Prix, DreamWorks All-Star Kart Racing e Looney Tunes: Wacky World of Sports. Si tratta di esperienze differenti per genere e impostazione, ma accomunate dal lavoro su proprietà intellettuali già note al pubblico. Con Clans of the Forest lo studio affronta una sfida diversa, quella di costruire un RPG attorno a un mondo narrativo con una propria mitologia e una comunità di appassionati particolarmente legata ai suoi personaggi. L’avventura si svolge nei Territori del Lago, tra foreste, paludi e brughiere che fanno da casa ai quattro Clan. La modalità Prophecy propone quattro storie originali, una per ciascun gruppo, mettendoci nei panni di un apprendista destinato a crescere e a trovare il proprio posto nella comunità. Lungo il percorso si incontrano anche alcuni personaggi conosciuti dai lettori, mentre le profezie e le rivalità tra i Clan forniscono il contesto per le nuove vicende. Il primo elemento che funziona è la possibilità di creare il proprio protagonista con un discreto livello di profondità e dettaglio. L’editor offre un numero elevato di combinazioni estetiche, permettendo di intervenire su colori, forme e caratteristiche del gatto. Non è soltanto un’aggiunta accessoria: poter dare un’identità visiva al personaggio aiuta a sentirsi parte di questo universo e si adatta bene a una saga in cui ogni felino ha caratteristiche e personalità distintive. La struttura, inoltre, non si limita alla campagna narrativa. Defender propone una sfida basata sulla resistenza contro ondate di avversari, mentre Skirmish introduce combattimenti asincroni online. Sono modalità che ampliano l’offerta e cercano di dare ulteriori motivi per tornare a giocare anche dopo aver terminato le storie principali.

Gli scontri sono a turni e coinvolgono gruppi fino a tre contro tre. Bisogna scegliere le azioni più adatte, sfruttare le abilità disponibili e affrontare avversari che spaziano dai gatti rivali agli animali selvatici. Il sistema comprende 75 mosse da scoprire e sbloccare nel corso dell’avventura, un repertorio che rappresenta uno degli aspetti più interessanti del gioco. La varietà delle abilità offre diverse possibilità durante le battaglie e accompagna la crescita del protagonista, rendendo la progressione una componente importante dell’esperienza. È una scelta sensata per un RPG destinato anche a un pubblico giovane, perché permette di imparare gradualmente le meccaniche senza rinunciare alla possibilità di ampliare il proprio arsenale. Accanto ai combattimenti, il gioco propone attività coerenti con la vita nei Clan: cacciare prede, raccogliere materiali, seguire tracce odorose e procurarsi risorse per creare oggetti da utilizzare nella propria tana. Sono elementi che contribuiscono a differenziare l’esperienza da un RPG costruito esclusivamente intorno alle battaglie. È proprio nel rapporto tra queste attività, l’esplorazione e le missioni che avrei voluto trovare una maggiore ambizione.

I Territori del Lago offrono un’ambientazione ricca di possibilità, eppure il gioco non sempre riesce a valorizzarla con attività abbastanza articolate. Anche la gestione delle missioni avrebbe beneficiato di una struttura più approfondita, capace di rendere più significativo il rapporto tra le necessità del Clan, gli obiettivi da completare e la crescita del protagonista. Un’altra caratteristica su cui il progetto insiste è la generazione procedurale. Personaggi, missioni e storie possono cambiare tra una partita e l’altra, con l’obiettivo di rendere ogni percorso differente e aumentare la rigiocabilità. È un’idea interessante, soprattutto in un gioco che propone quattro campagne e diverse modalità, ma la varietà generata non coincide automaticamente con una maggiore profondità.Per quanto possa essere piacevole incontrare situazioni differenti, avrei preferito una maggiore cura nella costruzione delle attività e nell’esplorazione dei territori. La sensazione è che Clans of the Forest abbia individuato diversi ingredienti potenzialmente validi senza riuscire sempre a combinarli in un’esperienza sufficientemente articolata. Il sistema di combattimento può contare su numerose mosse, mentre il mondo offre attività coerenti con la licenza, ma il collegamento tra questi elementi avrebbe meritato uno sviluppo più convincente. Anche sul piano tecnico la versione Nintendo Switch mostra qualche limite. Alcune rappresentazioni grafiche risultano piuttosto spigolose e, durante l’esplorazione, si notano occasionali effetti di pop-up negli elementi ambientali. Non sono difetti che impediscono di giocare, ma incidono sulla rifinitura complessiva e rendono meno convincente la presentazione di un mondo che dovrebbe invitare a esplorare e a immergersi nelle sue ambientazioni.

La direzione artistica, da sola, non basta quindi a valorizzare tutto il potenziale del progetto. Una maggiore cura nella resa degli ambienti e nella gestione degli elementi visivi avrebbe contribuito a dare più coesione all’esperienza, soprattutto nei momenti in cui il giocatore si allontana dagli scontri per esplorare.Warrior Cats: Clans of the Forest ha una base interessante e alcune caratteristiche che si adattano bene al mondo dei romanzi. La personalizzazione del protagonista è ampia, il sistema di combattimento mette a disposizione molte mosse e la generazione procedurale prova a dare varietà alle partite successive. Sono elementi che possono incontrare il favore di chi desidera vivere in prima persona un’avventura nei territori dei propri Clan preferiti. A frenare il risultato sono soprattutto un’esplorazione che avrebbe meritato più profondità, una gestione delle missioni non abbastanza articolata e alcune imperfezioni tecniche nella versione Switch. Il gioco dispone di diversi buoni spunti, ma non riesce sempre a trasformarli in un’esperienza ruolistica davvero coinvolgente. Rimane una trasposizione discreta, che può interessare soprattutto gli appassionati della saga e chi cerca un RPG accessibile con protagonisti insoliti. Per andare oltre la dimensione di prodotto dedicato ai fan, però, avrebbe avuto bisogno di un mondo più ricco da esplorare e di una struttura maggiormente rifinita.
La recensione
Warrior Cats: Clans of the Forest trasforma la celebre saga letteraria in un RPG con quattro campagne, un editor ricco di opzioni e 75 mosse di combattimento. La personalizzazione e la generazione procedurale sono tra gli aspetti più interessanti, ma esplorazione e missioni avrebbero meritato maggiore profondità. La versione Switch presenta inoltre qualche imperfezione grafica e sporadici problemi di pop-up. Un'avventura discreta, soprattutto per i fan, che non sfrutta pienamente le proprie potenzialità.











