Pikmin 1 + 2: la recensione

Un tuffo nel bucolico ma inquietante passato dei nostri amati Pikmin, per prepararci al meglio all'arrivo del quarto e inedito capitolo!

C’era una volta il GameCube: una console dal design meraviglioso, dai colori spettacolari, dalla fortuna commerciale incompresa…vuoi anche per scelte software quantomeno bizzarre, da parte di Nintendo, che non riuscirono a imporre l’hardware a livello di mercato di massa, ma senza dubbio segnarono in positivo l’esperienza di un’intera generazione cresciuta con quel prodotto. Sì, perché se l’assenza di un titolo di forte richiamo a nome Mario ha forse segnato in maniera negativa l’introduzione sul mercato; se i difetti di un capitolo di Zelda chiamato in grande urgenza alla vendita non hanno convinto tutti fino in fondo all’epoca; se la forza di Mario Kart venne in qualche modo limitata dalla scelta di una unique selling proposition ancorata al multiplayer locale in un’epoca d’avanguardia per il gaming online anche su console…è altrettanto innegabile la spinta di sperimentazione offerta dalla casa di Kyoto durante quella generazione, con produzioni nuove e innovative, originali e a tratti rivoluzionarie, quasi sempre sostenute da un marchio di qualità davvero impressionante. Tanto che oggi, guardandosi alle spalle, risulta quasi nostalgica la voglia di rivedere sprazzi di quei tempi andati, augurandosi che il successo di Switch possa garantire sufficiente copertura economico-finanziaria per spingersi ancora verso terreni meno battuti e ancora inesplorati, in termini di gameplay, ricerca stilistica e giocabilità. Nuove IP come Luigi’s Mansion furono in grado di offrire nuove atmosfere e strutture interattive a personaggi noti; Eternal Darkness resta ancora oggi uno dei prodotti più disturbanti mai immessi sul mercato; Metroid Prime è un caposaldo dell’intera industria in ambito di avventure in prima persona e il quarto episodio è forse il gioco più desiderato tra quelli annunciati e ancora non rilasciati. Il tutto senza nemmeno entrare nell’ambito di pura follia sperimentale di Donkey Kong Jungle Beat o di Odama…ma su tutti, in quanto nuova IP in grado di gettare semi lungo tutte le successive generazioni di hardware made in Kyoto, volgendo lo sguardo sul viale della cubica nostalgia, si ergono i piccoli esserini conosciuti come Pikmin.

Un fatidico giorno, un asteroide colpisce l’astronave Dolphin, facendola precipitare sul suolo di un pianeta alieno. Per fortuna l’unico membro dell’equipaggio, il capitano Olimar, sopravvive allo schianto, ma si ritrova su uno strano luogo senza possibilità di tornare a casa per via dei danni riportati dal proprio mezzo di trasporto, per di più con il supporto vitale in grado di farlo sopravvivere all’aria avvelenata dal pericolosissimo ossigeno soltanto per un periodo limitato. È ora di rimboccarsi le maniche! La missione consiste nel rintracciare le parti mancanti della navicella e fuggire dal pianeta, prima che sia troppo tardi. Un’impresa ardua, ma non impossibile per il protagonista del brand di Nintendo, soprattutto perché Olimar non dovrà cavarsela completamente da solo…I Pikmin sono la chiave del successo! Piccoli esserini che nascono come piante da semi piantati nel terreno, ne esistono di diverso colore e natura. Per proseguire nell’esplorazione del mondo circostante, sarà importante imparare a conoscere punti deboli e elementi di forza caratterizzanti, governandoli a gruppi e combinando le loro abilità per distruggere ostacoli, costruire ponti, trasportare parti della navicella e abbattere creature affamate… il tutto principalmente lanciandoli verso gli oggetti o le creature che vi circondano, per godersi poi lo spettacolo! Ogni tipo di Pikmin ha infatti abilità diverse: i Pikmin rossi sono abili in battaglia e resistenti al fuoco, quelli gialli possono essere lanciati più in alto e sono in grado di usare le rocce bomba, mentre quelli blu respirano sott’acqua. Importanti nel numero, più che per le singole unità, questi soldatini pronti a tutto per il loro capitano non dovranno far breccia nel vostro cuore, visto l’alto tasso di mortalità che contraddistingue l’opera, a tratti sadica, di Miyamoto: ma non disperate! L’abbondanza di Pikmin dipende solo dalla vostra raccolta, potendone condurre in giro fino a 100 alla volta, custodendone altri presso la vostra preziosa base per sostituire in seguito quelli caduti. . Sfruttate fino in fondo e senza pietà i loro talenti unici per esplorare il pianeta e ricostruire la navicella di Olimar prima dello scadere dei 30 giorni a vostra disposizione.

Il primo capitolo del franchise riportato in vita su Switch in alta definizione è quello che getta le basi di tutto l’universo, finzionale e interattivo, del mondo di Pikmin e, riscoperto oggi a tanti anni di distanza e vissuto anche attraverso la lente esperienziale del terzo episodio lanciato originariamente su Wii U, paradossalmente appare ancora fulgido, nella sua capacità di presentare una struttura ludica del tutto inedita, forse essenziale e senza fronzoli (poiché priva di molte delle aggiunte successivamente pensate per i seguiti) ma proprio per questo efficace ancora oggi proprio per la sua estrema cura del gameplay. I pilastri di quello che sarà anche il 4° inedito titolo in arrivo a luglio sono tutti presenti anche qui, in nuce, come baccelli pronti a sbocciare in tutta la potenza della loro carica inventiva e immaginifica. Ci sono forse poche tipologie di creaturine da governare; un unico capitano; un ritmo scadenzato dalla scelta di game design di scoccare il passare di ogni giorno per forzare il giocatore a gestire al meglio tempo e risorse senza fronzoli o velleità di free roaming, riducendo la libertà del fruitore stesso appannaggio di una esperienza più guidata. Ma la verità è che proprio nell’approccio minimalista ed essenziale si ritrova la polpa di questo frutto bizzarro, all’epoca nuovo e inaspettato, ma carico di valori: non nutrizionali, ma ludico-interattivi. Un vero capolavoro, proprio riducendo all’osso gli orpelli e occupandosi dello scheletro dell’esperienza di gioco di un tassello inedito, ma prezioso, del mosaico videoludico mondiale.

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