Capes: la recensione

I supercattivi hanno vinto e hanno creato una città distopica in cui sviluppare superpoteri è considerato un crimine. Riuscirai a ripristinare la giustizia?

Fa sempre piacere notare come, all’interno di un prodotto di intrattenimento videoludico nuovo che si affaccia per la prima volta sullo store digitale della nostra Nintendo Switch, vengano a convergere due trend così nettamente preponderanti nell’attuale scenario dell’industria per la realizzazione di una proposta forte, sulla carta, di un appeal quantomeno duplice. Parliamo da un lato dell’ormai diffuso fenomeno dei supereroi moderni, sdoganati agli occhi del mercato di massa grazie soprattutto a due produzioni audiovisive diffuse in streaming dalle piattaforme più importanti sul mercato Europeo e, dall’altro lato, del filone ludico portato alla ribalta proprio sulla console ibrida della casa di Kyoto prima da sviluppi interni first party, seguiti però a ruota da diversi sforzi anche di team esterni terze parti. Se non si fosse ancora capito: tanto The Boys quanto Invicibles, pur nascendo sul mezzo cartaceo dei fumetti, hanno visto una enorme diffusione grazie ad Amazon Prime Video, proponendoci il classico tema dei super poteri in una chiave di lettura del tutto diversa, molto meno edulcorata e superficiale, scavando nelle nefandezze dell’animo umano ben nascoste sotto le vesti e i mantelli da eroi, mostrandoci in maniera anche cruda e violenta quanto il bianco e il nero, il buono e il cattivo siano in fondo concetti ormai superati, mettendo a schermo difetti e perversioni di animi corrotto, indipendentemente dalla abilità speciali concesse come dono o maledizione ai protagonisti delle vicende narrate. Contemporaneamente, grazie all’iniziale enorme spinta mediatica con conseguente riscontro commerciale di Fire Emblem Three Houses (capace di supeare i 4 milioni di copie vendute nel mondo), il genere strategico a turni è semplicemente rifiorito su Switch, con tantissime produzioni disponibili, molte delle quali premiate dall’onda lunga del brand Nintendo anche in termini di vendite, continuando a sorreggere questa particolare modalità di interazione presso gli appassionati possessori dell’hardware ibrido della casa di Kyoto. Ed ecco che forse proprio dall’unione di questi due solchi commerciale nasce l’idea di Capes.

Capes è infatti un gioco di strategia di supereroi a turni in cui i fan di XCOM si sentiranno come a casa, giusto per settare sin da subito il paragone più corretto dal punto di vista della pura interazione con il fruitore. Il gameplay come accennato nel precedente paragrafo del nostro articolo di recensione è incorporato in una storia cinematografica, lungo un canovaccio semplice ma efficace: vent’anni prima dello svolgimento in tempo reale delle vostre azioni, furono i supercriminali a trionfare nell’etera lotta tra il bene e il male. Da allora, gli esseri super corrotti hanno creato una città distopica in cui sviluppare superpoteri è diventato un crimine, gettando qualsivoglia manifestazione contraria nell’ombra di una vera e propria persecuzione, soggiogando e soffocando ogni rivolta sul nascere; nessuno infatti ha osato opporsi… finora! Il vostro team infatti rappresenta il primo focolaio di resistenza tanto che l’obiettivo sarà proprio quello di radunare attorno a voi una squadra diversificata di eroi cercando di combattere per riconquistare la città, ora controllata dai malvagi despoti totalitaristi, e con essa la tanto agognata libertà. Portando avanti il racconto potrete rivelare pian piano l’orribile verità che si cela dietro il programma di potenziamento della famigerata Compagnia che tira le fila della criminalità governativa, approfondendo per altro anche il background narrativo dei vari personaggi reclutabili, soprattutto selezionando le corrispettive missioni secondarie che, oltre ad offrire un discreto senso di sfida e ricompense rilevanti in ambito di personalizzazione e crescita dei membri del party, sapranno inserirvi ancor di più nel processo di world building studiato dagli sceneggiatori. Non si raggiungono le vette di crudeltà o qualità delle serie TV sopra citate, ma è innegabile come lo sforzo a livello di narrative design sia stato fatto, riuscendo nell’intendo di coinvolgere il giocatore anche all’interno delle dinamiche del racconto.

Dal punto di vista ludico, il titolo vi metterà nei panni di diversi super eroi, manco a dirlo in possesso di abilità specifiche e peculiari, senza dubbio fuori dal comune; armati dei vostri super poteri, dovrete scendere di volta in volta su diversi campi di battaglia, rappresentati da diverse mappe tipicamente suddivise in griglie, lungo le quali potervi muovere e all’interno delle quali mettere a frutto abilità tanto attive quanto passive, fronteggiando frotte di nemici differenziati tra loro. Alcuni dei cattivi, infatti, saranno semplici criminali, armati più che altro delle normali armi da taglio o da fuoco che, sostanzialmente, potranno arrecarvi un danno piuttosto contenuto, soprattutto qualora foste sufficientemente attenti da attivare i vostri poteri più basici; altri nemici, invece, saranno potenziati tanto quanto voi, rappresentando la minaccia più grande, in quanto super criminali. I vostri super poteri potranno tornare utili in tanti modi e in svariate circostanze, come ad esempio: ricoprendo il vostro corpo di resistentissimi cristalli, sarà quasi impossibile riuscire a scalfire la barra vitale del vostro eroe specifico; teletrasportarvi grazie all’abilità dell’eroina iniziale potrebbe consentirvi di proseguire lungo l’esplorazione della mappa, raggiungendo un gruppo di avversari magari per coglierli alle spalle; sferrare un potente attacco potrebbe sia arrecare danno a un super cattivo, quando liberare il passaggio da ostacoli ambientali e così via. Proseguendo lungo il racconto, sia principale che secondario vista la possibilità di reclutare personaggi diversi, sarà possibile ampliare progressivamente il novero i eroi tra le fila del vostro party e, conseguentemente, le possibilità di gioco e battaglia garantite dalla composizione della vostra squadra, aumentando tanto la varietà decisionale, quanto il livello di strategia: un elemento fondamentale, visto il livello di sfida di alcune mappe, in cui sarà davvero importante tarare al dettaglio ogni più piccola mossa e decisione, al fine di non incappare in una brutta e prematura fine…Il gioco vi guida lungo un tutorial esaustivo e non troppo invasivo nelle prime fasi, per poi lasciarvi sperimentare in maniera più libera e soddisfacente superati i primi momenti, ma questo non vuol dire che gli scontri siano una passeggiata, anzi: armatevi di un po’ di pazienza e di tanta capacità analitica, per riuscire a trionfare!

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