Switch 2: Duskfade: la recensione

Rompi le catene del tempo mentre salti, ti arrampichi e combatti in un mondo fantastico, in questa lettera d’amore ai classici giochi d’azione 3D.

Il cuore pulsante di Duskfade è naturalmente il gameplay, ed è qui che l’opera di Weird Beluga dimostra tutta la propria ambizione. Sin dai primi minuti emerge chiaramente il desiderio di recuperare una formula che sembrava quasi scomparsa dal panorama contemporaneo: quella dei grandi action platform tridimensionali che avevano caratterizzato la stagione d’oro di PlayStation 2, GameCube e, in parte, del Dreamcast. I riferimenti sono numerosi e mai nascosti. L’esplorazione libera, la costruzione dei livelli, l’equilibrio tra combattimento, platform e raccolta di collezionabili richiamano immediatamente opere come Jak & Daxter, Ratchet & Clank, Sly Cooper, Beyond Good & Evil, Klonoa 2 e persino alcuni episodi di Kingdom Hearts, soprattutto nella loro capacità di alternare leggerezza narrativa e fasi d’azione più dinamiche. Ancora più interessante è il richiamo, soprattutto sul piano estetico, a Clockwork Knight, storico titolo per Sega Saturn che, pur sviluppandosi lungo una struttura sostanzialmente bidimensionale, aveva già intuito il fascino di mondi costruiti come giganteschi giocattoli meccanici, popolati da ingranaggi, orologi e scenografie animate. Duskfade raccoglie idealmente quell’eredità, espandendola però all’interno di ambienti completamente tridimensionali. Il sistema di controllo convince fin dalle prime battute. Zirian dispone progressivamente di un arsenale di movimenti sempre più ampio: salti concatenati, dash, planate, utilizzo del rampino, corse sulle pareti e combattimenti corpo a corpo si integrano con naturalezza, trasformando ogni livello in un grande percorso da interpretare più che semplicemente attraversare. La mobilità del protagonista diventa così parte integrante del divertimento, ricordando quella filosofia di design nella quale il semplice spostarsi rappresentava già una ricompensa. Il level design è probabilmente l’aspetto più riuscito dell’intera produzione. Le aree si sviluppano su più livelli verticali, alternando percorsi principali, deviazioni opzionali, enigmi ambientali e numerosi collezionabili. L’esplorazione viene costantemente premiata, sia attraverso ricompense tangibili sia mediante scorci panoramici che alimentano quella continua sensazione di scoperta tipica dei migliori platform tridimensionali. È un equilibrio difficile da raggiungere, soprattutto per uno studio al proprio debutto, ma Weird Beluga dimostra una sorprendente maturità nella gestione degli spazi. Anche il combattimento svolge efficacemente il proprio ruolo, pur senza rappresentare l’elemento dominante dell’esperienza. La spada, le abilità speciali e le interazioni con l’ambiente contribuiscono a spezzare il ritmo delle sezioni platform senza rallentare eccessivamente l’esplorazione. Boss fight e puzzle ambientali arricchiscono ulteriormente il loop di gioco, mantenendo costante la varietà delle situazioni proposte. Se esiste un limite, è forse riconducibile proprio all’ambizione del progetto. Alcune meccaniche avrebbero potuto essere approfondite ulteriormente e il combat system, pur piacevole, non raggiunge la stessa eccellenza del comparto esplorativo. Si tratta tuttavia di osservazioni marginali all’interno di un’opera che riesce soprattutto in ciò che si era prefissata: riportare in primo piano un genere che sembrava ormai relegato ai ricordi di una generazione di giocatori. In questo senso Duskfade non è soltanto un omaggio nostalgico, ma la dimostrazione concreta che l’action platform 3D possiede ancora oggi enormi potenzialità espressive e ludiche.

Sul piano tecnico Duskfade conferma la propria natura di produzione AA indipendente: un progetto che, pur lontano dai budget delle grandi esclusive first party, dimostra un livello qualitativo decisamente superiore a quanto normalmente ci si aspetterebbe da uno studio al debutto. Weird Beluga costruisce un comparto audiovisivo fortemente identitario, nel quale la direzione artistica riesce spesso a compensare alcune inevitabili limitazioni produttive. L’impatto visivo convince soprattutto grazie all’uso del colore e all’ottima caratterizzazione degli scenari. Le ambientazioni alternano paesaggi naturali, città meccaniche, giganteschi ingranaggi, rovine sospese e architetture fantastiche con una notevole varietà, mentre il tema del tempo permea costantemente il design dei livelli. L’illuminazione contribuisce a creare scorci particolarmente suggestivi e gli effetti particellari accompagnano con efficacia combattimenti e sequenze più spettacolari, senza mai appesantire eccessivamente la lettura dell’azione. Anche il lavoro svolto sulle animazioni merita una menzione positiva. Zirian risponde con prontezza ai comandi e l’intero sistema di movimento restituisce quella sensazione di fluidità indispensabile in un platform tridimensionale moderno. Salti, planate, dash e utilizzo del rampino si concatenano naturalmente, permettendo al level design di esprimere appieno il proprio potenziale. Su Nintendo Switch 2 il gioco mantiene prestazioni generalmente solide, con un frame rate stabile per gran parte dell’avventura e caricamenti rapidi che favoriscono il ritmo dell’esplorazione. Nelle aree più vaste o durante le sequenze maggiormente ricche di effetti visivi si percepisce qualche lieve oscillazione della fluidità, così come alcune texture mostrano limiti riconducibili soprattutto al budget della produzione più che all’hardware della console. Nulla, comunque, che comprometta realmente il piacere della progressione. È proprio questa la sensazione predominante: Duskfade non rappresenta ancora quel salto qualitativo che potrebbe trasformarlo in un nuovo punto di riferimento tecnico del genere, ma costituisce una dimostrazione convincente di ciò che una produzione indipendente ambiziosa può oggi realizzare su Switch 2. Con un’ottimizzazione ulteriormente rifinita e un budget superiore, Weird Beluga avrebbe probabilmente potuto spingersi ancora oltre, ma già così il risultato appare pienamente soddisfacente.

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La recensione

8 Il voto

Duskfade rappresenta una piacevolissima sorpresa e una dichiarazione d'intenti per quel nuovo panorama AA indipendente che sta raccogliendo l'eredità delle produzioni di fascia media scomparse negli ultimi quindici anni. Weird Beluga recupera con grande sensibilità lo spirito degli action platform tridimensionali dell'epoca PlayStation 2, reinterpretandolo attraverso una direzione artistica ispirata, un eccellente level design e un gameplay che mette il movimento al centro dell'esperienza. Pur con qualche inevitabile limite tecnico e produttivo, la versione Switch 2 convince per fluidità, atmosfera e perfetta fruibilità in portatile, confermando che esiste ancora spazio per giochi capaci di guardare al passato senza rinunciare a costruire un'identità moderna e personale.

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