Come avevamo già riportato, la discussione attorno alla disponibilità dei videogiochi in formato fisico, contrapposta agli annunci dei competitor di volersi ritirare soltanto nel formato digitale, sta infiammando il web, scatenando gli appassionati.
Ma non solo.
La nostra redazione aveva già portato avanti una riflessione sulla disponibilità del formato fisico dei giochi per Nintendo Switch 2, garantita dall’attuale stato delle cose ben oltre il 2028: la console lanciata nel 2025 dovrebbe avere davanti a sé ancora diversi anni di vita sul mercato e, tra cartucce normali e Game Key Card, non prevediamo l’abbandono del formato fisico, accanto ovviamente a quello digitale, fino alla fine del suo ciclo vitale. Persino a fronte di eventuali revisioni hardware che andassero ad eliminare lo slot di lettura delle card, per altro fondamentale anche in ambito retrocompatibilità. Questa sicurezza, tanto per i consumatori quanto per sviluppatori, distributori e publisher, si contrappone in maniera netta, ovviamente, a quanto dichiarato invece da Sony: la casa di PlayStation, infatti, non offrirà più videogiochi su disco a partire da gennaio 2028 e questo, a quanto pare, non ha fatto storcere il naso soltanto agli appassionati videogiocatori.
Secondo numerose fonti interne all’industria, infatti, anche gli addetti ai lavori non sono affatto contenti di questa decisione unilaterale della casa giapponese e stanno esprimendo il loro dissenso dietro le quinte, in maniera molto decisa. Alcuni addirittura millantando abbandoni del brand PlayStation che, a nostro parere, sembrano altamente improbabili, considerando l’enorme forza commerciale di cui stiamo parlando, soprattutto in ambito di vendite terze parti. A riportare questi malumori, tanto Digital Foundry quanto Gene Park del “The Washington Post”, senza dimenticare come le stesse anticipazioni siano state riportate alcuni giorni fa anche da Eurogamer, di ritorno dalla fiera Gamescom in Germania, dove molti publisher non hanno nascosto il proprio parere negativo, tanto che si sta iniziando a parlare di un possibile rinvio a fine 2030 dell’iniziativa Sony.
L’estratto dell’intervento di Digital Foundy sull’argomento:
Erano in gran parte molto contrariati. Molte di queste aziende ottengono gran parte dei loro ricavi – anzi, la maggioranza – dalle vendite fisiche. … La situazione nel settore non è positiva.
Un aspetto però ad oggi ancora sottovalutato è quello competitivo; molti appassionati videogiocatori, infatti, preferiscono di gran lunga il possesso fisico del bene digitale (tanto da essersi espressi in maniera comunque negativa anche verso le Game Key Cardi di Switch 2, nonostante la possibilità di rivendita garantita, capace di alimentare il mercato dell’usato e la compravendita tra privati in ambito seconda mano), paventando di orientarsi verso le versioni Switch 2 dei giochi multipiattaforma. Ma non solo: persino alcuni publisher potrebbero indirizzare maggiori sforzi del previsto verso un sostegno ancora più forte e convinto del device di Nintendo, a fronte della garanzia di poter offrire i propri titoli anche in formato fisico.
Significative le parole di John Linneman di Digital Foundry:
E ho l’impressione che molte di queste aziende vogliano davvero puntare con decisione su Switch 2, ormai.
Da sottolineare come quest’ultima considerazione sia ad oggi una valutazione personale del giornalista di settore, più che un’anticipazione di reali piani d’azione da parte degli sviluppatori, ma sono senza dubbio molto indicative dello stato dell’arte in vigore dietro le quinte. Difficile credere che anche un solo grande publisher, responsabile dei così detti progetti “AAA” possa rinunciare anche solo parzialmente al supporto del brand PlayStation, mentre la nostra redazione ritiene più realistico indicare nei piccoli-medi distributori le realtà lavorative più colpite dalla mossa only-digital di Sony, eventualmente pronti quantomeno a ottimizzare sempre più gli investimenti in ambito Nintendo, così da massificare i guadagni derivanti anche dal mercato fisico.
Non ci resta che attendere per vedere quali saranno le mosse ufficiali tanto dei platform-holder come Sony, quanto dei diversi publisher che compongono il variegato panorama dell’industria videoludica.















