Il vero elemento distintivo di EPOMAKER GX1 rispetto alla maggior parte delle cuffie gaming appartenenti alla stessa fascia di prezzo è però la scelta di adottare una struttura open-back, soluzione decisamente meno comune in ambito gaming, soprattutto quando si parla di un prodotto da circa 45 euro. Le griglie posteriori delle earcup lasciano infatti maggiore libertà di movimento all’aria e al suono, rinunciando a quella sensazione di isolamento tipica delle cuffie chiuse in favore di una resa più ampia e ariosa. È una caratteristica che modifica concretamente la percezione dell’audio: la scena sonora risulta meno concentrata “dentro” la testa e più estesa nello spazio, con effetti ambientali, dialoghi e segnali direzionali che possono beneficiare di una maggiore separazione. Anche le nostre prove indipendenti hanno evidenziato proprio questa caratteristica, rilevando una buona capacità del GX1 di restituire una scena spaziale più larga e utile soprattutto nel riconoscimento dei suoni direzionali. Naturalmente, l’open-back comporta anche un compromesso evidente: il GX1 lascia filtrare parte dei rumori dell’ambiente e, allo stesso tempo, consente una certa dispersione del suono verso l’esterno. Non è quindi la soluzione ideale per chi gioca in ambienti particolarmente rumorosi, durante un viaggio o accanto ad altre persone che potrebbero essere disturbate dall’audio. In una stanza tranquilla, al contrario, la maggiore apertura diventa un vantaggio, soprattutto nei giochi che fanno largo uso di effetti ambientali e spazialità. I driver dinamici da 50 mm completano un’impostazione che punta più alla versatilità che alla ricerca di una caratterizzazione audiofila: il GX1 non pretende di competere con cuffie open-back di categoria superiore, ma per il prezzo riesce a proporre una presentazione sonora meno convenzionale e soprattutto più interessante di quanto ci si aspetterebbe da un headset wireless entry-level.

Sul fronte del comfort, EPOMAKER GX1 adotta un’impostazione altrettanto pragmatica. I circa 320 grammi di peso non la rendono una cuffia ultraleggera, ma rappresentano un valore assolutamente gestibile per un headset wireless dotato di batteria da 2.000 mAh, elettronica e doppio sistema di microfoni. Il peso viene inoltre distribuito attraverso un archetto regolabile su sette posizioni e padiglioni rivestiti in materiale sintetico morbido e traspirante, mentre la struttura open-back contribuisce a limitare quella sensazione di calore che tende a manifestarsi durante le sessioni più lunghe con le cuffie chiuse. I test pubblicati finora confermano una buona comodità anche dopo diverse ore di utilizzo, con una pressione laterale sufficientemente stabile senza risultare eccessivamente invasiva. Anche esteticamente il GX1 cerca un equilibrio interessante per questa fascia di prezzo. Lontana dai design più aggressivi e vistosi di molti headset gaming, propone superfici trattate con finitura verniciata ed elettroplaccata, padiglioni caratterizzati dalla struttura a griglia e illuminazione RGB visibile attraverso la parte posteriore. Quest’ultima rimane naturalmente un elemento prevalentemente estetico e, non a caso, disattivarla permette di sfruttare molto più a lungo la batteria: EPOMAKER dichiara fino a 70 ore senza RGB contro circa 30 ore con l’illuminazione attiva. È però proprio osservando materiali e costruzione che emerge più chiaramente il posizionamento del prodotto: il GX1 non vuole simulare una cuffia premium, e la presenza della plastica è coerente con il prezzo. Il merito sta piuttosto nell’aver concentrato le risorse su regolazione, comodità, versatilità e funzionalità, costruendo un prodotto che cerca di essere prima di tutto utilizzabile a lungo e su più dispositivi.

È però con Nintendo Switch 2 che la vocazione multipiattaforma del GX1 diventa particolarmente interessante, soprattutto perché il nuovo hardware Nintendo rappresenta uno dei dispositivi esplicitamente compatibili con la connessione wireless a 2,4 GHz. Il dongle incluso consente infatti di utilizzare l’headset senza ricorrere al Bluetooth, una distinzione importante in ambito gaming perché la connessione proprietaria viene dichiarata da EPOMAKER con una latenza di appena 25 ms, mentre il Bluetooth presenta una variabilità sensibilmente maggiore. Il vantaggio, almeno sulla carta, è quindi quello di poter sfruttare la GX1 su Switch 2 con una configurazione pensata specificamente per il gioco, mantenendo sincronizzazione fra immagini ed effetti sonori e senza dover trasformare la cuffia in un semplice dispositivo audio Bluetooth. La possibilità di passare alla connessione cablata amplia ulteriormente le possibilità di utilizzo, soprattutto considerando che il GX1 viene fornito sia con il dongle 2,4 GHz sia con i cavi necessari per l’impiego tradizionale. La compatibilità non è però identica su tutte le piattaforme: PC, Mac, PlayStation e Switch possono sfruttare il wireless 2,4 GHz, mentre Xbox Series richiede il collegamento via cavo; il Bluetooth è invece pensato soprattutto per dispositivi mobili e tablet. Nel caso di Switch 2, dunque, la soluzione proposta da EPOMAKER appare particolarmente centrata: l’utente può giocare in modalità docked sfruttando il ricevitore wireless e mantenere la stessa cuffia anche quando passa ad altri dispositivi, senza essere vincolato a un singolo ecosistema. È proprio questa combinazione fra connessione a bassa latenza, struttura open-back e tripla modalità d’uso a rendere il GX1 più interessante della semplice somma delle sue specifiche: a un prezzo contenuto, EPOMAKER non propone soltanto una cuffia gaming economica, ma un dispositivo pensato per accompagnare configurazioni e modalità di gioco differenti.
A completare il quadro interviene una dotazione tecnica sorprendentemente articolata per un headset che si colloca intorno ai 45 dollari. I driver dinamici da 50 mm, abbinati alla risposta in frequenza 20 Hz–20 kHz e alla struttura open-back, costituiscono la base di un’impostazione sonora orientata soprattutto alla spazialità e alla leggibilità dei dettagli, mentre il virtual 7.1 aggiunge una seconda possibilità di ascolto più immersiva, sebbene non necessariamente preferibile in ogni situazione: alcune prove hanno infatti rilevato una maggiore precisione del tradizionale stereo nei giochi competitivi, dove un’elaborazione eccessiva può rendere meno netti i segnali direzionali. Particolarmente convincente è invece il comparto della connettività. La tripla modalità 2,4 GHz, Bluetooth e cablata permette al GX1 di adattarsi a scenari molto diversi, mentre la latenza dichiarata di 25 ms sulla connessione wireless dedicata è coerente con un utilizzo gaming senza ritardi percepibili; anche le prove indipendenti hanno riscontrato una buona stabilità del collegamento 2,4 GHz, senza fenomeni evidenti di desincronizzazione o interruzioni. A questo si aggiunge un sistema microfonico composto da un microfono integrato e da un boom removibile con ENC: quest’ultimo offre una resa vocale nettamente più adatta al gioco e alle chat, mentre la cancellazione del rumore ambientale svolge efficacemente il proprio compito senza poter essere equiparata ai sistemi più sofisticati presenti sui modelli di fascia superiore. Infine, la batteria da 2.000 mAh rappresenta un altro punto di forza, con un’autonomia dichiarata fino a 70 ore senza illuminazione RGB e circa 30 ore con RGB attivo. Sono valori particolarmente interessanti per questa categoria, anche se il tempo di ricarica di circa 3 ore e 20 minuti non è altrettanto impressionante. Il quadro complessivo è quindi quello di un prodotto nel quale EPOMAKER ha scelto di concentrare il maggior numero possibile di funzionalità, accettando compromessi fisiologici su software, elaborazione surround, isolamento acustico e raffinatezza costruttiva. Ed è proprio questa densità funzionale, più che una singola caratteristica, a rendere il GX1 tecnicamente interessante: difficilmente offre prestazioni da riferimento assoluto, ma è altrettanto difficile trovare, allo stesso prezzo, una dotazione altrettanto completa.
La recensione
EPOMAKER GX1 è un headset che sorprende soprattutto per ciò che riesce a offrire nella fascia di prezzo in cui si colloca. La struttura open-back, la tripla connettività, il wireless a bassa latenza, il doppio microfono e l'autonomia elevata compongono un pacchetto estremamente completo, ulteriormente valorizzato dalla compatibilità con Nintendo Switch 2. Non è però un prodotto privo di compromessi: isolamento, virtual 7.1, software e materiali ricordano inevitabilmente il suo posizionamento entry-level. Nel complesso, tuttavia, il GX1 rappresenta un debutto convincente per EPOMAKER nel mondo dell'audio gaming, soprattutto per chi cerca versatilità e contenuti senza affrontare una spesa importante.











