Switch 2: Lies of P. Complete Edition: la recensione

Include il pluripremiato gioco base e l'espansione Overture, offrendo l'intera saga della caduta di Krat e dei leggendari segreti che hanno scatenato la Frenesia dei burattini.

Sul piano ludico, Lies of P non ha alcun interesse a nascondere la propria discendenza. La struttura è quella ormai familiare del Souls-like: si esplorano aree progressivamente più pericolose, si attivano gli Stargazer come punti di riferimento e di riposo, si accumula Ergo da spendere per la crescita del personaggio e, in caso di morte, si deve tornare sul luogo del decesso per recuperare quanto perduto. Le mappe sono costruite attorno a scorciatoie e collegamenti che vengono progressivamente aperti, mentre nemici e boss richiedono di imparare pattern, distanze e finestre d’attacco anziché affidarsi semplicemente alla forza del proprio personaggio. È una grammatica che chi ha già frequentato FromSoftware riconoscerà immediatamente, ma che Neowiz utilizza come base per sviluppare un sistema di combattimento con una personalità più marcata di quanto la sua derivazione possa inizialmente suggerire. Il fulcro è infatti il rapporto fra attacco, schivata e soprattutto Perfect Guard, una parata che richiede di intercettare l’attacco avversario con una tempistica estremamente precisa. Il sistema modifica sensibilmente il ritmo degli scontri, perché non sempre la soluzione migliore consiste nell’allontanarsi dal nemico: imparare a rimanere davanti all’avversario e assorbire correttamente i suoi colpi può diventare altrettanto importante. A questo si aggiunge la possibilità di accumulare danno sulla postura dei nemici, fino a creare le condizioni per gli attacchi devastanti, mentre armi e abilità speciali permettono di costruire approcci differenti. Il sistema di assemblaggio delle armi rappresenta poi una delle intuizioni più riuscite di Neowiz: lame e impugnature possono essere combinate, separando caratteristiche, scaling e movimenti, così da ottenere configurazioni che adattano il comportamento dell’arma alle proprie esigenze. La personalizzazione prosegue attraverso il P-Organ, le Legion Arms e un sistema di progressione che amplia gradualmente le possibilità del protagonista. Il risultato è un combattimento che conserva la severità richiesta dal genere, ma presenta anche una quantità di strumenti attraverso i quali il giocatore può ridurre la difficoltà effettiva dell’esperienza. È un aspetto diventato ancora più evidente con l’evoluzione del gioco: l’aggiornamento associato a Overture ha introdotto tre livelli di difficoltà selezionabili e modificabili anche durante l’avventura, mantenendo l’impostazione originale come livello intermedio. Chi vuole vivere il Souls-like nella sua forma tradizionale può quindi farlo, mentre chi è più interessato all’esplorazione, alla storia o all’atmosfera può scegliere un’esperienza meno punitiva. Questa possibilità amplia considerevolmente il pubblico senza snaturare il progetto, perché la difficoltà non è l’unico elemento attraverso cui Lies of P costruisce la propria identità. Il giocatore deve comunque osservare, imparare e comprendere il comportamento degli avversari, mentre la varietà delle armi e delle build permette di affrontare il gioco secondo strategie differenti. È forse questa la maggiore qualità del sistema: Lies of P parte da una formula estremamente riconoscibile, ma invece di limitarsi a replicarla introduce abbastanza variazioni — Perfect Guard, assemblaggio delle armi, Legion Arms, P-Organ e sistema delle menzogne — da far percepire progressivamente un’identità propria. È un Souls-like nel senso più evidente del termine, ma non vive soltanto dell’eredità che porta con sé.

Il paradosso della versione Switch 2 è che Lies of P arriva nell’ecosistema Nintendo quasi tre anni dopo il debutto originale, quando il gioco ha già avuto tutto il tempo necessario per costruire la propria reputazione e quando gran parte del pubblico interessato al genere lo ha probabilmente già affrontato. Eppure, proprio il ritardo rende la Complete Edition una proposta particolarmente interessante: non si tratta semplicemente di recuperare oggi il titolo del 2023, ma di ricevere direttamente una versione arricchita da tutto ciò che Neowiz ha costruito nel frattempo. Il pacchetto comprende infatti il gioco base e Overture, l’espansione prequel che amplia il mondo di Krat e aggiunge nuovi personaggi, aree, armi, boss e contenuti narrativi. A questi si affiancano gli aggiornamenti pubblicati nel corso della vita del gioco, compresi quelli che hanno modificato e ampliato le possibilità di fruizione. La presenza di Overture è particolarmente importante perché non siamo di fronte a un DLC concepito come semplice appendice. L’espansione funziona come un prequel ambientato prima degli eventi principali e permette di tornare a una Krat ancora diversa, approfondendo personaggi e avvenimenti che il gioco originale aveva soltanto accennato. Nuove aree, boss e strumenti di combattimento si integrano quindi nella struttura esistente senza alterarne la natura, aumentando la quantità di contenuti a disposizione sia per chi affronta il gioco per la prima volta sia per chi, dopo aver completato la campagna originale, desidera tornare nel suo universo. A questo si aggiungono le attività post-game e le modalità dedicate alla rivincita contro i boss, che aumentano ulteriormente la longevità per chi vuole mettere alla prova le proprie build e le proprie capacità di combattimento. Il risultato è un pacchetto che cambia sensibilmente il rapporto fra prezzo, contenuti e durata. La campagna principale è già sufficientemente ampia da sostenere una lunga esperienza, ma la possibilità di affrontare Overture, esplorare finali differenti, dedicarsi al New Game Plus e utilizzare i contenuti aggiuntivi porta il progetto ben oltre la dimensione del singolo playthrough. Per chi non ha mai giocato Lies of P, la Complete Edition diventa quindi un punto d’ingresso estremamente favorevole: non richiede di ricostruire la storia attraverso gioco base ed espansione, ma propone immediatamente l’esperienza nella sua forma più completa e aggiornata. Anche la localizzazione italiana contribuisce ad abbassare ulteriormente la barriera d’accesso. È una situazione curiosa, perché la versione Nintendo arriva inevitabilmente in ritardo sul mercato ma può diventare paradossalmente una delle più convenienti per un nuovo giocatore. Chi lo aveva già giocato altrove troverà invece un motivo soprattutto nella portabilità e nella possibilità di rigiocarlo su Switch 2, mentre per chi non aveva mai affrontato il titolo la Complete Edition elimina praticamente ogni ragione per rimandare. Il gioco arriva infatti dopo anni di aggiornamenti, con un’espansione consistente e con un sistema di difficoltà più flessibile rispetto al debutto originale. In altre parole, Neowiz non porta semplicemente Lies of P su una nuova piattaforma: porta su Switch 2 il risultato di tutto il percorso compiuto dal progetto dal 2023 a oggi.

È però sul piano tecnico che la Complete Edition sorprende maggiormente, perché Lies of P è uno di quei titoli nei quali la qualità della direzione artistica e quella della tecnologia sono difficili da separare. Krat vive infatti di contrasti molto precisi: l’eleganza della Belle Époque e delle architetture vittoriane convive con fabbriche, ingranaggi e automi; le superfici metalliche riflettono luci calde e fredde, mentre nebbia, pioggia, neve e ambienti scarsamente illuminati costruiscono continuamente una sensazione di decadenza. Neowiz utilizza quindi la componente tecnica non soltanto per mostrare un mondo dettagliato, ma per controllarne l’atmosfera, passando dalle strade eleganti della città alle zone industriali, dalle aree sotterranee agli spazi dominati dall’orrore. È proprio questa ricchezza visiva a rendere particolarmente significativo il lavoro svolto su Switch 2: nonostante i compromessi inevitabili rispetto all’hardware più potente, l’identità estetica del gioco rimane sostanzialmente intatta. La conversione offre inoltre una scelta che si adatta bene alla natura del titolo. In modalità televisiva è possibile privilegiare la fluidità con una modalità Performance che punta ai 60 fotogrammi al secondo, oppure aumentare progressivamente la qualità dell’immagine attraverso le modalità Balanced e Quality, pensate rispettivamente per trovare un compromesso intorno ai 40 fps o privilegiare la resa visiva intorno ai 30 fps. La cosa importante è che non si tratta di impostazioni puramente nominali: la modalità Performance rende effettivamente più reattivo il combattimento, e in un gioco nel quale Perfect Guard, schivate e finestre d’attacco dipendono dalla precisione temporale la maggiore fluidità rappresenta un vantaggio concreto, non soltanto un miglioramento estetico. Chi preferisce invece godersi Krat nella sua veste più ricca può rinunciare a parte della fluidità per ottenere un’immagine più definita. La stessa filosofia viene applicata alla modalità portatile, dove l’hardware viene evidentemente chiamato a un lavoro ancora più complesso. Anche in questo caso la versione riesce però a mantenere una qualità d’immagine sorprendentemente elevata per un gioco di questa scala, con una modalità Performance che può arrivare ai 60 fps e una Quality orientata alla maggiore definizione. L’aggiornamento successivo al lancio ha inoltre ampliato le possibilità di scelta nella modalità portatile, rendendo ancora più interessante la possibilità di adattare il comportamento del gioco alle proprie preferenze. Il risultato non elimina completamente alcuni compromessi — soprattutto nella definizione di texture e dettagli a distanza — ma questi diventano difficili da considerare realmente penalizzanti nel corso del gioco, soprattutto tenendo conto della complessità delle ambientazioni e della quantità di effetti presenti. Particolare attenzione merita infine l’HDR, perché in un titolo costruito su neri profondi, luci soffuse e contrasti molto marcati una calibrazione errata può alterare sensibilmente l’atmosfera. Le opzioni disponibili permettono di intervenire sulla resa dell’immagine e, una volta calibrate correttamente luminosità, contrasto e HDR in funzione del proprio televisore o display, Krat riesce a conservare quella combinazione di oscurità e punti luce che costituisce una parte essenziale della sua identità visiva. Anche il controllo del motion blur, aggiunto attraverso gli aggiornamenti, contribuisce a rendere più personalizzabile la resa. Il verdetto tecnico è quindi particolarmente positivo: Lies of P su Switch 2 non dà l’impressione di essere un gioco semplicemente adattato per funzionare sull’hardware Nintendo, ma di una conversione costruita attorno a diverse priorità che il giocatore può scegliere direttamente. La possibilità di puntare ai 60 fps senza rinunciare completamente alla qualità visiva, oppure di sacrificare fluidità per ottenere un’immagine più ricca, è esattamente il tipo di flessibilità che ci si aspetta da un hardware come Switch 2. E soprattutto la versione riesce a conservare ciò che conta davvero: la densità, il contrasto e la personalità di Krat rimangono riconoscibili anche in portatile. Considerando la natura del gioco, la precisione richiesta dal combat system e l’ambizione visiva del progetto originale, siamo davanti a un porting che può essere definito non semplicemente riuscito, ma ottimamente ottimizzato.

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La recensione

8.5 Il voto

Lies of P – Complete Edition dimostra come sia ancora possibile entrare in un genere dalla formula apparentemente cristallizzata e lasciare un segno autentico. Neowiz non rinnega la lezione di FromSoftware, ma la rielabora attraverso Pinocchio, una Krat decadente e un combat system capace di trovare una propria identità. La Complete Edition aggiunge Overture e tutti i contenuti maturati nel tempo, mentre Switch 2 offre una conversione sorprendentemente solida, capace di preservare tanto la direzione artistica quanto la fluidità del combattimento. Qualche compromesso visivo rimane, ma è difficile chiedere molto di più: per chi non lo avesse ancora giocato, questa è oggi una delle porte d'ingresso migliori al progetto.

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