The Walking Dead: Streets of Survival: la recensione

The Walking Dead incontra i picchiaduro arcade, ma non tutto funziona come dovrebbe.

The Walking Dead: Streets of Survival prova a portare l’universo della serie AMC in una dimensione decisamente più arcade, prendendo una strada che sulla carta ha una sua logica: trasformare Rick, Daryl e Michonne in protagonisti di un classico picchiaduro a scorrimento, sulla scia dei beat’em-up che hanno fatto la storia del genere. Una sorta di Double Dragon in salsa TWD, per voler semplificare all’osso. La campagna riprende l’arco narrativo di All-Out War e mette sul piatto i camminatori, Salvatori, ambientazioni più che note ai fan della serie e alcuni dei volti più noti nati dall’inventiva di Kirkman, Moore e Adlard. Il problema è che, una volta impugnato il pad, ci si accorge abbastanza presto che l’idea è più interessante della sua realizzazione. Streets of Survival prende alcuni degli elementi più riconoscibili della serie e li trasforma in un’esperienza immediata, fatta di combattimenti, orde di zombie e scontri con i Salvatori. La scelta del periodo narrativo è quindi funzionale al progetto. L’All-Out War permette di mettere Rick e compagni contro un numero praticamente infinito di avversari, riproponendo luoghi come Alexandria, Hilltop e il Santuario. Ci sono anche alcuni boss direttamente legati alla serie, compresi Negan e Simon, oltre a camminatori particolari come Winslow e il Well Walker.

Questi elementi positivo tuttavia non bastano a ricreare davvero l’atmosfera di The Walking Dead. È probabilmente la sensazione che mi ha accompagnato maggiormente durante la partita: riconosco i personaggi, riconosco le ambientazioni e riconosco alcuni riferimenti, ma faccio fatica a percepire quella tensione che ha sempre caratterizzato la serie. Il mondo di The Walking Dead viene utilizzato come scenario e come serbatoio di personaggi, più che come elemento capace di dare una vera identità all’esperienza. La pixel art, invece, fa il suo lavoro, gradevole nel rendere riconoscibili i protagonisti e le ambientazioni senza particolari problemi. Il taglio rétro è coerente con l’idea di fondo e contribuisce a dargli un aspetto da vecchio arcade, senza però riuscire da solo a compensare una direzione artistica piuttosto semplice. La struttura è quella classica del genere: si procede lungo i livelli affrontando gruppi di nemici, alternando attacchi corpo a corpo, armi e mosse speciali. Rick può contare sulla sua inseparabile Magnum, Daryl sulla balestra e Michonne sulla katana, con personaggi caratterizzati da mosse e approcci differenti. L’idea di vedere The Walking Dead trasformato in una sorta di Double Dragon moderno non è affatto sbagliata. Anzi, è probabilmente la parte più simpatica dell’intero progetto. Il problema è che il gioco non riesce a svilupparla con sufficiente profondità. Il sistema di combattimento rimane piuttosto semplice e dopo le prime sessioni si ha la sensazione di aver già visto gran parte di ciò che ha da offrire.

Non è tanto una questione di difficoltà o di voler pretendere un sistema tecnico da picchiaduro competitivo. Per un titolo del genere la semplicità può tranquillamente essere un pregio. Qui però manca quel livello di varietà che dovrebbe sostenere l’esperienza per tutta la sua durata: combattimenti che cambino ritmo, situazioni capaci di sorprendere, un sistema di combo più appagante o una maggiore differenziazione tra i personaggi. Anche le idee aggiuntive, come la progressione e la possibilità di affrontare nuovamente i livelli a difficoltà differenti, sembrano pensate soprattutto per dare un po’ più di longevità a una struttura di base piuttosto essenziale. Il gioco punta dichiaratamente sulla rigiocabilità arcade e sulle diverse difficoltà, ma la qualità della base dovrebbe essere sufficientemente solida da spingere spontaneamente a tornare sui propri passi. Il risultato finale è quindi abbastanza curioso. The Walking Dead: Streets of Survival non è un prodotto privo di idee. Al contrario, partire da un universo narrativo come quello di The Walking Dead e trasformarlo in un beat’em-up vecchia scuola è una deviazione che avrei visto volentieri sviluppata con maggiore coraggio. Il problema è che il gioco sembra in un certo senso accontentarsi di svolgere il compito. La pixel art è piacevole, i personaggi sono quelli giusti e la struttura arcade è immediata, ma manca qualcosa che permetta all’esperienza di andare oltre il semplice omaggio al genere. E soprattutto manca quella componente atmosferica che avrebbe potuto rendere davvero particolare un beat’em-up ambientato nel mondo creato da Robert Kirkman. Alla fine rimane un gioco che può regalare qualche ora di intrattenimento senza troppe pretese, soprattutto a chi apprezza i picchiaduro a scorrimento e ha un debole per il franchise. Ma è difficile non pensare a quello che avrebbe potuto essere con un combat system più ricco, una maggiore varietà e una più forte attenzione all’atmosfera.

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La recensione

6 Il voto

The Walking Dead: Streets of Survival prova a reinterpretare l'universo AMC attraverso la formula del classico beat'em-up a scorrimento. L'idea è simpatica e la pixel art riesce a rendere bene personaggi e ambientazioni, ma il combat system troppo semplice limita parecchio l'esperienza. Anche l'atmosfera della serie rimane sullo sfondo, lasciando spazio a un gioco più arcade che realmente legato alle caratteristiche del franchise.

Valutazione

  • Il voto 0
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