Il valore del M12-S, però, non si esaurisce nella sua ergonomia. Uno dei suoi aspetti più interessanti è infatti la volontà di rimanere il più possibile vicino alla filosofia dei Joy-Con ufficiali, evitando di trasformarsi nel semplice controller wireless che deve essere utilizzato separatamente dalla console. La variante M12-S è progettata per il protocollo nativo di Switch 2 e mantiene quindi una serie di funzioni fondamentali per l’integrazione con l’hardware Nintendo, a partire dal pulsante C dedicato a GameChat e dal giroscopio a 9 assi per i giochi che sfruttano i controlli di movimento. È inoltre possibile risvegliare la console attraverso i controller, mentre una volta separati dall’unità principale i due moduli possono essere utilizzati anche individualmente tramite Bluetooth. La dotazione comprende poi due pulsanti posteriori programmabili per ciascun lato, una caratteristica che porta M12-S verso il territorio dei controller più evoluti: poter assegnare a un comando secondario un’azione normalmente affidata ai pulsanti frontali consente, nei giochi più complessi, di mantenere i pollici sugli analogici senza interrompere la gestione del movimento. Anche la presenza di una batteria indipendente da 800 mAh per ciascun modulo va letta in quest’ottica, perché permette di non dipendere completamente dall’alimentazione fornita dalla console. È però altrettanto importante sottolineare ciò che MOBAPAD ha scelto di non replicare. M12-S rinuncia infatti alla modalità mouse dei Joy-Con 2, all’NFC per gli amiibo e al sistema HD Rumble 2, sostituito da una vibrazione di tipo tradizionale. Non siamo quindi davanti a una copia perfetta del controller Nintendo con una scocca più ergonomica, ma a una reinterpretazione che seleziona le funzioni considerate prioritarie e sacrifica quelle meno compatibili con la filosofia del prodotto.

La maggiore complessità hardware del M12-S si riflette anche nella possibilità di intervenire sul comportamento dei controller. L’applicazione MOBAPAD permette infatti di aggiornare il firmware e di gestire diverse impostazioni, dalla rimappatura dei comandi alla configurazione dei pulsanti posteriori, passando per macro, Turbo e alcune funzioni legate all’illuminazione. Non tutte queste possibilità hanno lo stesso peso nell’utilizzo quotidiano: se Turbo e macro appartengono soprattutto al territorio degli utenti più esperti, la possibilità di assegnare comandi aggiuntivi ai pulsanti posteriori può invece rivelarsi concretamente utile in un’ampia varietà di giochi, soprattutto quando è necessario mantenere costantemente i pollici sugli analogici. Anche l’autonomia dichiarata, compresa fra 15 e 20 ore, appare coerente con l’obiettivo di offrire un’alternativa destinata alle sessioni portatili prolungate, mentre il sistema Power-Saver consente di interrompere l’alimentazione proveniente dalla console e utilizzare la batteria interna dei due moduli. È un livello di gestione superiore rispetto alla filosofia estremamente trasparente dei Joy-Con ufficiali, ma introduce anche qualche attenzione aggiuntiva: la ricarica non segue esattamente la stessa immediatezza del sistema Nintendo e, per chi è abituato a lasciare la console nel dock sapendo che i Joy-Con sono sempre pronti, M12-S richiede una gestione più consapevole delle proprie batterie. Ancora una volta, dunque, emerge il carattere enthusiast della periferica: MOBAPAD mette a disposizione più possibilità di personalizzazione, ma proprio perché chiede all’utente di intervenire maggiormente sul comportamento del proprio hardware.

Arrivati a questo punto, la domanda diventa inevitabilmente se M12-S possa essere considerato un vero upgrade rispetto ai Joy-Con 2. La risposta, a nostro avviso, dipende soprattutto da quale caratteristica si considera prioritaria. Se l’obiettivo è giocare prevalentemente in portatile, il vantaggio ergonomico è difficile da ignorare: impugnature più profonde, stick TMR, microswitch, D-pad intercambiabile e pulsanti posteriori costruiscono un’esperienza sensibilmente più vicina a quella di un controller tradizionale, mentre la batteria indipendente e il giroscopio completano una dotazione pensata per l’utilizzo prolungato. Ma Nintendo conserva alcuni vantaggi che per determinati giocatori possono essere tutt’altro che secondari. La modalità mouse dei Joy-Con 2 non è replicata, così come NFC e amiibo e il più sofisticato sistema HD Rumble 2; inoltre, le dimensioni maggiori rendono la console meno compatta e impongono maggiore attenzione nella scelta della custodia e degli accessori. Anche la rumorosità dei microswitch può risultare meno piacevole in determinati contesti. M12-S va quindi interpretato non come una sostituzione universale dei Joy-Con 2, ma come una loro specializzazione: prende ciò che Nintendo ha dovuto sacrificare per mantenere dimensioni e versatilità contenute e lo porta all’estremo opposto. Il risultato è particolarmente convincente per chi considera il comfort portatile la priorità assoluta, mentre perde parte del proprio senso per chi utilizza abitualmente mouse mode, amiibo o apprezza soprattutto la compattezza dell’impostazione originale. È, in definitiva, un esempio molto riuscito di come il mercato degli accessori possa intervenire non tanto per aggiungere funzioni alla console, quanto per correggere una precisa scelta progettuale dell’hardware ufficiale

La recensione
MOBAPAD M12-S rappresenta una delle alternative più interessanti ai Joy-Con 2 per chi utilizza Switch 2 soprattutto in modalità portatile. L'ergonomia, gli stick TMR, i microswitch e la possibilità di personalizzare i comandi trasformano una coppia di controller nati per la versatilità in una soluzione decisamente più orientata al comfort e al controllo. Il prezzo da pagare è però altrettanto chiaro: maggiore ingombro e la rinuncia a mouse mode, NFC e HD Rumble 2. Non è quindi un sostituto universale, ma una scelta mirata e convincente per chi considera la comodità nelle lunghe sessioni più importante della compattezza.











