Nel mercato delle periferiche da gaming, l’esigenza di massimizzare lo spazio sulla scrivania per il mouse ha portato allo sviluppo di tastiere dal form factor estremamente compatto. La Epomaker HE30 si inserisce in questa nicchia non come tastiera da uso quotidiano, ma come un tastierino da gioco dedicato al gaming competitivo. Equipaggiata con switch magnetici Hall Effect, promette di combinare reattività, personalizzazione degli input e il minimo ingombro possibile.
All’interno della scatola troviamo la classica dotazione Epomaker: un cavo cablato da USB-USB C per il collegamento, un estrattore per keycap e switch, una cinghia in tessuto e un paio di switch di ricambio, colpevole solo dell’assenza di un copri tastiera. Il layout 30%, con soli 36 tasti, elimina metà del blocco alfanumerico destro e, ovviamente, il tastierino numerico. Questa forte scelta di design mira a mantenere solo i tasti strettamente necessari per giocare, liberando spazio per i movimenti del mouse, soprattutto per quei giocatori che utilizzano una sensibilità particolarmente bassa, pratica diffusa soprattutto tra i giocatori di FPS competitivi, in quanto permette di controllare i movimenti più ampi con il braccio e di aggiustare il tiro correggendo con il polso. Una possibile critica al layout specifico della HE30 potrebbe annidarsi nell’ultima fila di tasti, dove la barra spaziatrice per alcune mani potrebbe risultare posizionata troppo a sinistra, con il rischio di superarla e cliccare a vuoto. Siamo certamente nel campo dell’esperienza soggettiva, poiché legata alla postura della mano,ma rispetto ai layout più diffusi di questo formato resta oscura la ragione che abbia portato a una modifica simile. Nonostante le scelte di design siano sicuramente state operate per abbattere i costi della periferica e il peso si aggiri intorno ai 350 grammi, la HE30 risulta solida e resistente, portandola qualche gradino più in alto rispetto alla media delle periferiche da gaming. La HE 30 strutturalmente presenta una scocca in ABS con piastra interna in lega di alluminio No Flex-Cut, il tutto assemblato con sistema Tray-Mount. L’effetto di questa combinazione è rendere il feedback della digitazione secco e preciso, attutendo ogni possibile flessione durante le sessioni di gioco più concitate. I tasti sono realizzati in un buon PBT con tecnica double-shot e profilo OEM, soluzione potenzialmente divisiva rispetto al più contemporaneo Cherry Profile, caratterizzato da una curvatura minore e più basso di circa un millimetro. Non si deve commettere però l’errore di pensare che il Cherry Profile sia in assoluto il miglior profilo tra i due. La ridotta corsa del tasto permette teoricamente input più rapidi ed è certo che per sessioni prolungate di utilizzo il Cherry Profile sia più comodo, ma è anche vero che la curvatura più pronunciata e la maggiore inclinazione del profilo OEM permettano di avere una risposta tattile più definita, facilitando la distinzione tra le file di tasti, soprattutto tra il WASD e la striscia numerica. Inoltre, trattandosi di una tastiera magnetica, la soglia di attivazione può essere modificata per compensare la differenza di altezza tra i due profili senza nessuna fatica.

La Epomaker HE30 monta i Purple Magnetic Switch lubrificati di fabbrica. Da un punto di vista sonoro, dopo aver provato i Creamy Jade Magnetic switch, è difficile passare ai Purple Magnetic Switch con il sorriso, dato che il profilo acustico creamy dei Creamy Jade è più definito e soddisfacente del suono piuttosto generico e clacky dei Purple, per quanto venga comunque aiutato dalla buona insonorizzazione della HE30. In ogni caso lo standard Epomaker per l’isolamento interno da i suoi frutti anche in questo caso, il sistema a cinque strati (foam sandwich, pad in IXPE, foglio PET e schiuma EPDM) riesce ad attutire di molto il profilo sonoro dei Purple Magnetic Switch, testandolo anche con i Creamy Jade Magnetic, infatti, il suono risulta sorprendentemente ovattato e spiccatamente creamy. Come sempre, la tecnologia Hall Effect si conferma il miglior approccio al gaming possibile, regolare la profondità d’attivazione permette di velocizzare gli input o, al contrario, di ridurre le pressioni accidentali aumentando la corsa del tasto. Per quanto riguarda le prestazioni, la tastiera supporta un polling rate di 8000 Hz e una frequenza di scansione di 8K/128kHz per una latenza stimata di circa 0.125 ms. Purtroppo la connessione è unicamente cablata, rendendo meno comoda del previsto la gestione dello spazio sulla scrivania in ottica di un approccio ibrido tra produttività e gioco. Purtroppo la personalizzazione dei parametri avviene tramite web app proprietaria, non particolarmente rifinita in termini di UI, lacunosa e poco chiara. Tramite la web app è possibile regolare il punto di attivazione di ogni singolo tasto da 0.1 mm a 3.4 mm (con passi da 0.01 mm), configurare la funzione Rapid Trigger e le funzionalità avanzate come DKS (Dynamic Keystroke) e Mod Tap (MT) per associare fino a 4 azioni ad ogni singola pressione, SOCD / Snap Key per dare priorità all’ultimo input direzionale opposto e registrare le macro. Come da costume Epomaker, la HE30 si presenta in una veste piuttosto minimale, con solo due tasti di colore diverso, nelle combinazioni bianco-viola e nero-arancione, spezzando in modo gradevole la tracotanza stilistica piuttosto tipica delle periferiche da gaming. La configurazione dell’illuminazione comprende LED RGB orientati verso sud (South-facing), che offrono una diffusione della luce uniforme e una totale compatibilità con set di tasti alternativi. A completare l’impatto visivo si aggiunge una striscia luminosa integrata nel corpo della tastiera.

La Epomaker HE30 si dimostra uno strumento specializzato per il gaming, senza nessuna compromesso, senza possibilità reale di impiego per la produttività. Ovviamente il layout 30% restringe di molto la fetta di utenza a cui si riferisce il prodotto, dato che già per la maggior parte delle scrivanie il formato 75% è più che sufficiente a liberare lo spazio necessario, per cui la HE30 si riferisce sicuramente a quattro tipi di consumatori: chi deve aumentare lo spazio per il mouse, chi vuole ottimizzare lo spazio tra tastiere da gioco e da scrittura, chi vuole sperimentare la tecnologia Hall Effect spendendo poco e chi cerca una periferica da viaggio (corredata di un comodo cordino, tra l’altro). Tutto considerato, in virtù di un’ottima qualità costruttiva e di un prezzo di 45 euro, la HE30 è indubbiamente un buon acquisto, con l’aggiunta della connessione wireless, tuttavia, sarebbe stata un vero e proprio affare.
La recensione
Pur rinunciando alla versatilità di una tastiera tradizionale e alla connettività wireless, la combinazione di switch Hall Effect, polling rate a 8000 Hz, ampia personalizzazione e formato compatto la rende una soluzione dal rapporto qualità-prezzo competitivo per chi vuole approcciare la tecnologia magnetica.












