Scott Pilgrim EX: la recensione

Il destino del rock è di nuovo nella mani (o meglio nei pugni) di Scott Pilgrim!

Scott Pilgrim è un personaggio che negli anni si è ritagliato uno spazio piuttosto unico nella cultura pop contemporanea. Nato dalla mente di Bryan Lee O’Malley come protagonista della graphic novel omonima, questo ragazzo canadese un po’ immaturo, appassionato di musica indie e videogiochi, si muove in un universo che mescola quotidianità e assurdo con una naturalezza disarmante. Il suo mondo è fatto di relazioni sentimentali complicate, garage band e, soprattutto, combattimenti surreali contro gli “ex malvagi” della sua ragazza Ramona Flowers. Un’idea narrativa che richiama apertamente le logiche dei videogiochi, trasformando la crescita emotiva del protagonista in una vera e propria progressione ludica. È proprio questa natura ibrida, sospesa tra fumetto, cinema e videogame, che rende particolarmente naturale l’esistenza di titoli videoludici legati al franchise. Scott Pilgrim non è mai stato soltanto un personaggio da leggere o guardare: è sempre stato, in un certo senso, qualcosa da “giocare”. Scott Pilgrim EX si inserisce in questo contesto come un’evoluzione coerente, che raccoglie l’eredità del precedente adattamento videoludico e la rielabora con una sensibilità più moderna, pur rimanendo saldamente ancorato alle sue radici arcade.

Dietro Scott Pilgrim EX c’è soprattutto Tribute Games, studio canadese formato da sviluppatori con una lunga esperienza nei giochi d’azione 2D e già legati al precedente adattamento videoludico della serie. Il team si occupa sia dello sviluppo sia della pubblicazione, scelta che gli consente di mantenere una visione piuttosto coerente del progetto. A supporto c’è il coinvolgimento diretto di Bryan Lee O’Malley, autore originale della graphic novel, che contribuisce a preservare tono e identità dell’universo narrativo. Anche sul piano artistico e musicale si nota una certa continuità con il passato, grazie al ritorno di figure chiave che avevano già lavorato sul franchise, elemento che rafforza la sensazione di trovarsi davanti a un progetto costruito con familiarità e rispetto per il materiale di partenza. Dal punto di vista narrativo ritroviamo il caro vecchio Scott e gli altri personaggi principali alle prese con situazioni che riprendono l’immaginario della serie, mantenendo quel tono ironico e autoironico che caratterizza l’opera originale. I dialoghi sono leggeri, spesso sopra le righe, e funzionano proprio perché non si prendono mai troppo sul serio. La storia si apre con Scott impegnato a provare insieme alla sua band, i Sex Bob-omb, quando all’improvviso i suoi compagni vengono rapiti da un misterioso villain chiamato Metal Scott, una versione metallica e volutamente grottesca del protagonista. Da qui prende il via una missione piuttosto semplice: salvare la band e recuperare il prezioso set basso/chitarra/batteria. Nel frattempo, Toronto è sprofondata nel caos ed è contesa da tre fazioni fuori di testa — demoni, robot e vegani — mentre strani portali disseminati per la città conducono in epoche e dimensioni diverse, dalla preistoria a scenari ancora più surreali. Il tono resta costantemente ironico e sopra le righe, con una narrazione che fa da collante all’azione e si diverte a infilare citazioni ed easter egg pensati per chi conosce bene l’universo di Scott Pilgrim.

Siamo nella comfort zone di Scott, ossia un beat ‘em up a scorrimento classico, che si ispira apertamente ai grandi arcade degli anni ’90. La struttura è quella che ci si aspetta: livelli lineari, nemici da affrontare in successione, boss a chiusura degli stage. Tuttavia, sotto questa apparente semplicità si nasconde un sistema di combattimento più stratificato di quanto sembri a prima vista. Le mosse base sono immediate e accessibili (salto, attacco base, attacco potente e colpo di chitarra, senza contare la possibilità di usare una marea di oggetti casuali per picchiare i nemici), ma il gioco introduce progressivamente nuove possibilità, incoraggiando il giocatore a sperimentare. La varietà di attacchi, combo e abilità cresce con il tempo, creando una sensazione di progressione tangibile. L’inserimento di elementi quasi da gioco di ruolo, con lo sviluppo del personaggio e il miglioramento delle statistiche, aggiunge un ulteriore livello di profondità. Non si tratta di un sistema complesso, ma è sufficiente per rendere ogni partita più coinvolgente. Nei vari negozi sparsi per Toronto avremo la possibilità di acquistare oggetti e power up in grado di incrementare le nostre statistiche di Vitalità, Determinazione, Forza e Destrezza. Inoltre, non saremo soli nell’avventura dato che potremo giocare in co’op con gli altri membri della band.

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