Curious Expedition 2: la recensione

Un po’ gioco di ruolo, un po’ punta & clicca, un po’ gioco da tavolo…questa spedizione è davvero…curiosa!

Nel momento in cui verremo in contatto con le diverse creature (umane, bestiali, fantasiose o realistiche, verosimili o pazzoidi) che popolano queste lande gravide tanto di tesori quanto di pericoli, saremo liberi di provare un approccio pacifico, piuttosto che bellico, laddove in ogni caso in alcuni frangenti non sarà possibile evitare lo scontro. Ed è qui che il gioco passa ad essere un vero e proprio GDR videoludico, con tanto di statistiche di combattimento, struttura a turni, equipaggiamento di armi o abilità particolari e barre di punti vita da consumare per condurre l’avversario alla sconfitta. Pur non brillando in maniera assoluta, e senza pretendere lo scettro di miglior battle system del panorama dell’intrattenimento elettronico nel suo insieme, dobbiamo ammettere che anche queste fasi risultano ben studiate e sufficientemente bilanciate. Il loro merito principale è poi senza dubbio quello di riuscire egregiamente a variare il ritmo di gioco, arrivando ad offrire una giocabilità diversa, ma pur sempre coerente sia con le vicende narrate che con il contesto ludico in cui vanno ad inserirsi.

L’ultima analisi che ci sentiamo di fare è quella tecnico-visiva che anche su Switch riesce a garantire risultati piuttosto soddisfacenti. Rispetto al primo capitolo, si è passati qui a una direzione artistica fortemente impregnata di contaminazioni d’oltralpe, quasi ci trovassimo davanti a un fumetto realizzato dai nostri cugini francesi, forse anche per legarsi a doppio filo a quell’immaginario tardo ottocentesco, reso famoso da personaggi come il Capitano Nemo, TinTin e via discorrendo. La resa, in qualche modo realistica e dettagliata, sia degli ambienti che dei personaggi cozza, ma in maniera interessante, con l’estrema fantasia sia della palette di colore che dei contenuti stessi messi in scena dal creatore, tra dinosauri e manufatti alieni, in una Parigi da “Lega degli Straordinari Gentlemen” tanto quanto in queste isole inesplorate, ma estremamente vive e popolate da indigeni e da mostri. Il tutto con un supporto tecnico semplice, ma adeguato: frame rate stabile, risoluzione delle immagini di buona fattura e tempi di caricamento non tra i peggiori visti su Switch. Insomma, particolarissimo, ma il pacchetto fornito è senza dubbio ben curato.

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La recensione

7 Il voto

Se siete alla ricerca di un progetto difficilmente inquadrabile in un unico genere, con uno stile estetico e ludico tutto suo e capace di affascinare lungo un'avventura intricata nelle sue varie sfaccettature come il groviglio di una giungla, questo gioco fa sicuramente per voi

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