Sifu: la recensione

Non temo chi ha praticato diecimila calci diversi una sola volta, ma temo chi ha praticato lo stesso calcio diecimila volte. -Bruce Lee-

Ambientato in una immaginaria città cinese, ricostruita nei minimi dettagli, Sifu è un’avventura alla scoperta di un antico mistero attraverso un percorso di vendetta e redenzione. Superare i propri limiti e l’abilità nel Kung Fu non saranno tuttavia sufficienti. L’amuleto magico che ci salvò la vita da bambino è infatti ancora una volta elemento fondamentale nella vita del nostro eroe. Si tratta di un ciondolo magico capace di ridare la vita dopo la morte. La resurrezione presenta però un conto piuttosto alto da pagare, da saldare in anni di vita. Tornare in vita significa infatti anche invecchiare in modo vertiginoso. L’avventura inizia con la nostra età anagrafica fissata a 20 anni, ad ogni morte la nostra età avanzerà di 1 anno, poi di 2, di 3 e così via, fino a un massimo di 70 anni. Cercare di rimanere in vita non è mai stato così importante.

L’invecchiamento del personaggio non ha un mero valore numerico. Esso si riflette prima di tutto nell’estetica del personaggio, via via più incanutito e segnato dal passare del tempo, e poi anche in una maggiore potenza nei colpi, sebbene bilanciata da una linea vitale più corta. Questo ineluttabile processo di invecchiamento può però essere azzerato trovando determinati artefatti nascosti, utilizzabili anche per potenziare e sviluppare nuove abilità di combattimento. Sloclap ha infatti ben pensato di introdurre anche una componente ruolistica dando al giocatore la possibilità di sviluppare a proprio gusto nuove devastanti mosse o capacità difensive in grado di proteggerci anche dai nemici più ostici.

Molto dell’avventura ruota intorno a questo aspetto dello scorrere del tempo ed alla possibilità di piegarlo alla nostra volontà. Infatti al completamento di uno dei cinque livelli, ossia alla vendetta portata a termine contro uno dei cinque sanguinari boia, ci porteremo l’età cumulata nel livello successivo. Questo rende via via sempre più ostico portare a termine l’avventura, già di per sé settata su livelli di difficoltà veramente alti. Per fortuna ci viene incontro la possibilità di tornare al livello precedente, per completarlo con maggiore abilità e con quindi minor dispendio di anni di vita. I combattimenti scorrono in maniera quasi sempre impeccabile, fatto salvo per alcune imprecisioni nella IA di alcuni avversari e per qualche piccolo bug nella fisicità dei corpi e di alcuni elementi ambientali. Proprio tale fisicità deve essere sempre sfruttata in maniera intelligente dal giocatore che deve guardarsi bene dal rimanere nella mischia, cercando di affrontare i nemici sempre uno alla volta per non soccombere. L’utilizzo stesso delle armi ha un termine portato dalla limitata durabilità delle stesse, usarle con accortezza e soprattutto contro i nemici più massicci può darci un vantaggio importante ed evitare un invecchiamento precoce

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La recensione

7.5 Il voto

Sifu è un picchiaduro creato con le idee molto chiare sia per quanto riguarda il mondo di riferimento che per quanto riguarda una direzione artistica ispirata e davvero evocativa. La trovata relativa all'invecchiamento del personaggio con tutto quello che ne consegue è davvero bella, sfruttata con intelligenza in diversi aspetti del gioco. Il combat system è vario e non si limita a dover utilizzare sempre le stesse mosse, coinvolgendo il giocatore in un processo di crescita necessario per completare l'avventura ed il nostro percorso di vendetta e redenzione.

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