Togges: la recensione

Chi nasce tondo non può morire quadrato? Forse in Togges questo non è del tutto vero.

In queste grigie e fredde giornate invernali ci arriva una ventata di caldo e di colore dal Brasile grazie a Togges, curioso platform 3D che cerca di ritagliarsi un posto al sole tra gli aficionados di Super Mario Galaxy e più in generale dei mondi iper colorati e ben congegnati. Il duo a capo del piccolo studio indie Regular Studio ha le idee ben chiare su quali sono i suoi padri ispiratori (Super Mario Galaxy appunto, ma anche Katamari e Pikmin) e come farne una reinterpretazione comunque unica, piacevole e ambiziosa.

Togges ha un canovaccio narrativo piuttosto semplice e non particolarmente innovativo, utile più che altro a giustificare gli eventi che ci vedranno protagonisti, aspetto che tutto sommato trascurabile e che non inficia in alcun modo il livello di intrattenimento. Nelle profondità della galassia, un muro infinito protegge l’universo conosciuto dai pericoli dell’ignoto. In ogni costellazione governa un capo assoluto che, in accordo con gli altri governatori, cerca di mantenere una parvenza di equilibrio, il tutto sotto l’occhio vigile di un Re alquanto bizzarro. Vestiamo i panni di una sorta di Roomba in grado di espellere ed aspirare i Togges, dei cubi colorati impilabili e con caratteristiche specifiche basate sul colore. In questa strana veste saremo una sorta di stagista esploratore al servizio del Re, in grado di esplorare 7 vasti mondi costituiti da galassie di mini planetoidi dalla gravità verosimile. Le ambientazioni sono ben congegnate ed in grado di sfruttare bene le peculiarità date dalla sfericità dei planetoidi (non aspettatevi però ovviamente le vette toccate da Galaxy). Quindi ad esempio non potremo piazzare cubi in acqua, sulle nuvole, su pendii troppo scoscesi, aspetti che ci chiederanno pazienza e strategia per arrivare alla tanto agognata frutta. Avremo a che fare con ambientazioni varie e pittoresche come ad esempio con un pianetoide futuristico, una savana, un intero regno fatto di torta di carote e molto altro, senza contare svariate sub quest che ci faranno conoscere personaggi davvero bizzarri.

L’esplorazione è libera, tuttavia per raggiungere le varie aree dei pianeti, consumarne la dolcissima frutta (il vero obiettivo della quest principale) e trovare un mare di collezionabili disseminati ovunque, dovremo giocoforza creare dei percorsi pavimentando la strada di Togges o creare alte pile in grado di farci salire a livelli altrimenti inaccessibili. Solo la scia di cubi che ci lasceremo alle spalle sarà infatti il filo di Arianna in grado di guidarci attraverso il pianeta e di riportarci ad esplorare le zone già conosciute ma precedentemente inaccessibili (ad esempio la scoperta di un nuovo colore di cubi ci aprirà la strada verso aree altrimenti inaccessibili). Questa operazione è facilmente governabile con i dorsali (sinistro per espellere Togges e destro per aspirarli) e ci consentirà di operare una sorta di terra-forming dei ricchi pianetoidi (o per meglio dire stack-forming). Il numero di Togges a nostra disposizione non è infinito, da qui la necessità di metterli in campo con parsimonia (anche perché in teoria questi cubi sono, a modo loro, vivi) e di aspirarli dalle zone nelle quali non sono più necessari. Inoltre alcune zone saranno accessibili solo accumulando un determinato numero di Togges sacrificabili, oppure caricando dei cannoni in grado di aprirci nuove vie tra un mini pianeta e l’altro. I pianeti tolta quest’apparenza rilassata e colorata non sono ambienti molto ospitali per i nostri cubotti, troveremo infatti sul nostro percorso terribili trappole pronte a mangiarsi il nostro tesoretto di Togges, rendendoci più ardua l’esplorazione, starà a noi portarne a destinazione quanti più possibile.

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Col proseguire dell’esplorazione gli enigmi ambientali diventeranno sempre meno lineari e richiederanno un po’ di strategia, in particolare con l’utilizzo di Togges di diversi colori. Ogni colore infatti identifica diverse peculiarità dei nostri cubi, da quelli in grado di trasmettere elettricità a quelli che possono essere impilati fino ad altezze vertiginose. Togges è un gioco visibilmente creato da gente che ama i platform 3D. I riferimento ai classici sono ben chiari, seppur declinati in una visione più moderna ed accattivante. Graficamente Togges funziona, con un adattamento dell’Unreal Engine in grado di sostenere senza sbavature le frequenti rotazioni di camera a 360° necessarie per padroneggiare i nostri cubotti. Il campo di visuale non è profondissimo, ma perlomeno è fluido, ed un buon uso di nebbia e sfumature a camuffare i campi lunghi rende comunque bene la sensazione di vastità della galassia di gioco.

La recensione

7 Il voto

Togges è un divertente platform 3D che omaggia senza copiare Super Mario Galaxy, Katamari ed un pizzico di Pikmin. La trovata dei cubotti da impilare e da utilizzare per lastricare il nostro percorso è divertente e trova sviluppi piuttosto vari grazie alle skills assegnate ad ogni colore. Graficamente accattivante e supportato da un buon motore grafico il gioco gira in maniera fluida senza tentennamenti. I comandi sono semplici e rispondono quasi sempre con prontezza, fatto salvo qualche imprecisione nelle situazioni più estreme quali salti e pendii scoscesi.

Valutazione

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