Super Mario RPG: la recensione

Torna la prima grande avventura di Mario, in uno storico gioco di ruolo tirato a lucido per l'occasione

Ci sono a volte nel panorama mondiale e storico dei videogame alcuni prodotti peculiari, poiché (volenti o nolenti, a volte persino a discapito dei propri interessi specifici o degli obiettivi volontari) travalicano i limiti dei propri perimetri progettuali ed entrano nella storia. Per valori intrinseci, per simbologie spontanee, ma anche per una commistione di elementi differenti, una summa di concause occasionali e persino involontarie: un intrico di motivazione dove i confini tra cause ed effetti si sfumano gli uni negli altri e, a distanza di anni, non lasciano una traccia chiara del percorso che, innegabilmente, li ha condotti in quel particolare gruppo di produzioni iconiche. La maturità e la consapevolezza di mercato di massa operata da titoli come Mario & Luigi, piuttosto che Paper Mario, nelle generazione successive ha in qualche modo persino annacquato, nel corso di alcune generazioni tanto di hardware quanto di consumatori, quello che invece è un diritto sacrosante proprio di Super Mario RPG: l’aver condotto l’idraulico baffuto al di fuori delle dinamiche d’azione platform che gli hanno dato i natali, trascinandolo giocoforza all’interno di quell’ampio, variegato e sacro mondo che sono i giochi di ruolo. Il tutto in un’epoca in cui il connubio tra la potenza commerciale di Mario e l’iconografia JRPG di Square costituivano le due metà di un mondo-console che proprio attorno a loro ruotava incessantemente e con potenza, salvo poi incappare nel divorzio per eccellenza di questa industria, che portò la netta separazione degli sviluppatori di Final Fantasy a sposare altre cause e seguire altre vie, con il settimo episodio che tracciò l’ineluttabile solco tra Nintendo e le terze parti, parzialmente ancora in voga al giorno d’oggi. Ed ecco così che, più a posteriori che in maniera contemporanea alla sua ideazione, Super Mario RPG costituì un simbolo forte di quell’epoca, nonché il primo passo di una delle mascotte più popolari di sempre verso la deriva adventure che tanti appassionati ha saputo poi creare, tradire, deludere e rincuorare nel corso dei decenni successivi con la serie “cartacea”, per molti aspetti erede di questa produzione ormai tradizionale. Tradizionale ma per molti sconosciuta, ed è anche per questo che abbracciamo con piacere il rilancio in chiave moderna e “HD”, nonché ibrida, di questo grande titolo del passato, riproposto oggi in esclusiva per Nintendo Switch.

In Super Mario RPG si parte da un presupposto narrativo davvero molto classico, inizialmente: uno dei tanti rapimenti di Peach da parte del mostruoso Bowser, che dà vita all’ennesimo scontro tra il nostro paffuto eroe in salopette e il Re dei Koopa, che ovviamente vedrà ancora una volta vincitore proprio l’amato Mario…salvo che all’improvviso tutto il castello del Re terrore del Regno dei Funghi verrà sconquassato da un vero e proprio terremoto, capace di scuoterne le fondamenta. Qualcosa di strano sta avvenendo in cielo, spaccando le stelle stesse e facendo precipitare sulla costruzione dei Koopa una vera e propria “spada di Damocle”, solo che essa altro non è che un essere vivente di dimensioni gargantuesche: una lama parlante che infilza il castello nella sua interezza, prendendone possesso e controllo e distruggendo il ponte che si ergeva come unica via d’accesso verso l’abitazione di Bowser. Spaventato e scosso, soprattutto perché Peach sembrerebbe essere rimasta intrappolata all’interno delle mura, Mario farà ritorno a casa per dirigersi assiema a un Toad verso la capitale del Regno dei Funghi, in cerca di alleati per scoprire di più sul misterioso e terribile attacco, così da prepararsi al meglio alla nuova avventura che lo vedrà, ancora una volta, partire alla volta del salvataggio della sua Principessa. Ma lungo la strada le sorprese saranno dietro l’angolo, con tanti nuovi personaggi pronti a ritagliarsi il proprio ruolo in questo canovaccio all’epoca originale, ma capace ancora oggi di proporre quantomeno diversi protagonisti di grande spessore, ricchi di carisma e freschezza nonostante tutti gli anni trascorsi dal loro esordio nel mondo dei videogiochi.

Il titolo in questione venne pubblicato in origine soltanto in Giappone e negli Stati Uniti, per l’allora Super Nintendo Entertainment System, senza toccare mai ufficialmente ei lidi europei degli amanti della Grande N, pertanto il suo ritorno in pompa magna assume un significato importante anche al di là dell’ovvio restyling grafico. Caratteristica fondante del prodotto fu la grande novità per l’epoca relativa alla possibilità di impersonare non soltanto Mario ovviamente, ma anche la Principessa Peach o addirittura l’arcinemico di sempre Bowser: il team di sviluppo non si fece alcuna remora nello stravolgere alcuni capisaldi della serie originale in termini di possibilità di controllo diretto di tanti dei protagonisti, per abbracciare in pieno lo spirito ruolistico del genere JPRG. Tanto da non limitarsi al novero ci facce conosciute, ma arrivando a intessere un canovaccio capace di intrecciare le vicende con obiettivi e motivazioni che spingevano in avanti le azioni anche di tanti personaggi del tutto inediti, pensati specificatamente per l’occasione e, a posteriori, tra i più carismatici di sempre nel pur vasto universo narrativo del Regno dei Funghi. Ecco allora che per molti sarà piuttosto emozionante prendere il controllo di avatar intriganti come Mallow o, soprattutto, Geno, in un gioco di ruolo che ancora oggi potrebbe risultare in grado di stupire, grazie a diversi colpi di scena: sarà infatti necessario unire le forze dell’idraulico baffuto non soltanto con gli alleati tradizionali, ma anche con i nemici storici, nonché con questi sconosciuti al fine di fermare la Banda del Fabbro Magno, recuperando le sette stelle necessarie per riparare la Via Stellare. Alcuni aspetti, tanto del racconto quanto delle dinamiche ludiche, potrebbero risultare un filo semplicistiche con l’occhio smaliziato del fruitore contemporaneo, ma stupiscono i più esperti che sapranno ricordare come questo sia stato in assoluto il primo RPG della serie Super Mario, capace di gettare le fondamenta in maniera allora originale, per quelli che dopo e grazie a lui hanno saputo prendere copro come elementi talmente tradizionali da essere definiti da alcuni persino dei cliché.

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