Uno degli aspetti più affascinanti di Nine Sols è senza dubbio la qualità del suo world building. L’universo creato da Red Candle Games riesce infatti a distinguersi immediatamente grazie a una fusione raramente vista tra spiritualità orientale, fantascienza e malinconia esistenziale. Il giocatore veste i panni di Yi, antico eroe risvegliato dopo secoli di silenzio con l’obiettivo di affrontare i misteriosi Nine Sols, figure semidivine che dominano il mondo attraverso potere, tecnologia e controllo assoluto. L’ambientazione mescola costantemente elementi tradizionali della cultura asiatica con strutture cyberpunk, macchinari avanzati e riferimenti filosofici al taoismo, creando uno scenario estremamente evocativo e personale. Temi come immortalità, trascendenza, sacrificio e rapporto tra spiritualità e progresso tecnologico attraversano continuamente il racconto, donando all’avventura una profondità narrativa decisamente superiore alla media del genere. A differenza di molti metroidvania moderni, Nine Sols attribuisce inoltre grande importanza alla componente narrativa esplicita. Dialoghi, personaggi secondari e sequenze dedicate al passato di Yi contribuiscono infatti a costruire una trama articolata e sorprendentemente emotiva. Non manca naturalmente anche una forte componente di narrazione ambientale, con ambienti ricchi di dettagli, lore nascosta e piccoli frammenti di storia disseminati lungo l’esplorazione. L’atmosfera generale oscilla continuamente tra contemplazione e tragedia. Le città decadenti, i laboratori abbandonati e le rovine tecnologiche raccontano un mondo ormai spezzato, mentre i personaggi incontrati lungo il viaggio riescono spesso a lasciare il segno grazie a una scrittura misurata ma molto efficace. Red Candle Games dimostra così di saper trasportare la propria sensibilità narrativa anche all’interno di una struttura action molto più complessa rispetto ai precedenti lavori.
Sul piano ludico, Nine Sols costruisce la propria identità attorno a un combat system estremamente tecnico e rigoroso. Sebbene la struttura esplorativa rimanga quella tipica del metroidvania — con aree interconnesse, nuove abilità, backtracking e segreti — il vero cuore dell’esperienza è rappresentato dai combattimenti, chiaramente ispirati all’approccio di Sekiro: Shadows Die Twice. Il sistema di parry assume infatti un ruolo centrale. Tempismo, riflessi e lettura delle animazioni nemiche diventano fondamentali per sopravvivere, soprattutto nelle boss fight, che rappresentano alcuni dei momenti più riusciti dell’intera produzione. Gli scontri risultano impegnativi ma raramente frustranti, grazie a un equilibrio molto attento tra aggressività, mobilità e possibilità difensive. Quando il sistema entra davvero nelle mani del giocatore, Nine Sols riesce a offrire una sensazione di controllo e soddisfazione estremamente elevata. Accanto al combattimento troviamo naturalmente anche l’esplorazione. Nuove abilità e potenziamenti permettono progressivamente di accedere a zone prima irraggiungibili, incentivando costantemente curiosità e osservazione. Il level design appare molto solido, con scorciatoie intelligenti, segreti ben nascosti e una progressione generalmente molto gratificante. Particolarmente interessante è anche il sistema dei talismani e dei potenziamenti, che introduce una certa libertà nella personalizzazione dell’approccio offensivo e difensivo. Pur non trasformandosi mai in un vero RPG, il gioco lascia comunque spazio a build differenti e piccoli aggiustamenti tattici. I limiti emergono soprattutto sul piano dell’accessibilità. La difficoltà elevata potrebbe infatti scoraggiare parte del pubblico meno avvezzo agli action tecnici, mentre alcuni picchi improvvisi e la severità di certe boss fight richiedono inevitabilmente pazienza e apprendimento. Inoltre il ritmo narrativo, molto presente, tende talvolta a rallentare la tensione ludica tra una sezione action e l’altra. Tuttavia è proprio questa combinazione tra profondità narrativa e gameplay impegnativo a rendere Nine Sols un’esperienza così particolare e memorabile.

Dal punto di vista tecnico e artistico, Nine Sols conferma l’enorme talento visivo di Red Candle Games. Lo stile bidimensionale disegnato a mano colpisce immediatamente per qualità delle animazioni, pulizia delle linee e uso magistrale delle palette cromatiche, capaci di fondere atmosfere cyberpunk, suggestioni taoiste e malinconia fantascientifica in un colpo d’occhio estremamente personale. Ogni area del gioco riesce a costruire una forte identità visiva: città decadenti illuminate da neon, laboratori sospesi tra spiritualità e tecnologia, rovine monumentali e creature biomeccaniche contribuiscono a creare un mondo ricchissimo di atmosfera. Anche durante le fasi più caotiche, il gioco mantiene sempre un’eccellente leggibilità dell’azione, elemento fondamentale considerando la precisione richiesta dal combat system. Molto convincente anche il comparto sonoro. Le musiche alternano brani elettronici, orchestrazioni malinconiche e sonorità orientali con grande equilibrio, accompagnando perfettamente tanto l’esplorazione quanto le boss fight più spettacolari. Gli effetti sonori e il feedback dei colpi contribuiscono inoltre a rendere il sistema di combattimento estremamente soddisfacente sul piano sensoriale. Su Nintendo Switch il titolo si comporta generalmente molto bene. La fluidità resta stabile nella maggior parte delle situazioni, sia in modalità portatile sia docked, mentre i caricamenti risultano piuttosto contenuti. Qualche lieve incertezza può emergere nei momenti più ricchi di effetti visivi o durante alcune boss fight particolarmente elaborate, ma senza compromettere realmente la giocabilità. Va inoltre sottolineato come la direzione artistica riesca spesso a mascherare brillantemente eventuali limiti hardware della console. Nine Sols non punta infatti sulla complessità poligonale o sulla spettacolarità tecnica in senso tradizionale, ma su stile, coerenza visiva e qualità dell’animazione. Ed è proprio grazie a questa scelta che il gioco riesce a risultare così affascinante e memorabile anche sull’hardware ibrido Nintendo.

La recensione
Nine Sols è una delle opere indie più interessanti e personali degli ultimi anni. Red Candle Games dimostra di saper unire combat system tecnico, world building filosofico e direzione artistica straordinaria in un’esperienza intensa e profondamente identitaria. La difficoltà elevata e alcuni rallentamenti narrativi potrebbero non conquistare tutti, ma chi ama metroidvania impegnativi e action ragionati troverà un’avventura di enorme spessore. L’ottima conversione Switch ora disponibile anche in edizione fisica PAL contribuiscono ulteriormente a valorizzare un titolo destinato a lasciare il segno nel genere.








