Nintendo Switch 2: analizziamo l’offerta first party!

In poche parole...dov'è Mario!?

Appare palese come al lancio la casa di Kyoto abbia voluto affiancare alla nuova console un mostro commerciale come Mario Kart, capace con il suo profondo legame all’online e all’elemento multiplayer di perseguire due obiettivi: spingere sulle nuove funzionalità legate alla condivisione tramite GameChat e sottolineare l’importanza del gioco in compagnia, in entrambi i casi per sfruttare l’elemento “passaparola”, come chiave di marketing semi-gratuita. Accanto al titano, si possono notare diverse operazioni che potremmo definire secondarie, che nella mente dei piani alti probabilmente avevano il compito di dare lustro a personaggi importanti, ma spesso rimasti all’ombra dell’ingombrante idraulico baffuto (pensiamo a Donkey Kong), e sperimentali, per soddisfare partner importanti o sviluppatori simbolo nella loro ricerca di contenuti riconducibili al impronte stilistiche precise (pensiamo alla bizzarria di Kirby Air Ride di Sakamoto o alle luci della ribalta offerte a Koei-Tecmo con il Warriors in salsa Zelda). Ancora, ecco arrivare poi due titoli cross-gen ma di grande richiamo che, proprio grazie allo studio di versioni specifiche per il nuovo hardware, hanno saputo anticipare alcune capacità di calcolo nell’ottimizzare risoluzione, performance o mouse-control: parliamo ovviamente di Pokémon Legends Z-A e di Metroid Prime 4 Beyond. Curiosi e poco più si sono rivelati titoli minoritari come Drag x Drive e Welcome Tour, che alcuni avrebbero addirittura preferito vedere inclusi gratuitamente con la vendita di ogni console.

La seconda ondata di contenuti esclusivi, poi, evidenzia ulteriormente una strategia piuttosto chiara: richiamare l’attenzione di un pubblico quanto più allargato possibile sin dal principio, per espandere la base installata prima dell’inevitabile (e infatti annunciato) aumento di prezzo, dovuto alle condizioni problematiche della catena di approvvigionamenti di materiali e componenti (per via della bolla dell’AI e dei conflitti geopolitici che stanno caratterizzando gli ultimi anni del nostro povero pianeta…): ecco quindi Mario Tennis e Yoshi sulla scia anche del film, piuttosto che l’ambizioso e, infatti, ragguardevole progetto di Pokémon Pokopia (guarda caso sviluppato con Koei-Tecmo e proposto come prossimo titolo in bundle con l’hardware, visto il suo enorme successo). Il tutto senza dimenticare il vero e proprio rilancio di Star Fox, con il Direct dedicato e un ciclo di promozione fortemente imperniato attorno all’inaspettato ruolo cinematografico ricoperto dal peloso McCloud! Piuttosto che l’avventura fuori dai consueti binari di una IP forte come Splatoon. E con questo arriviamo ai giorni nostri…

Con l’approssimarsi del periodo a cavallo del primo anno di vita commerciale della console, infatti, vediamo che Nintendo sta continuando ad impegnarsi per pubblicare un gioco al mese, fornendo una varietà più che discreta di generi e tenori, ma appare evidente la ferrea volontà di rassicurare tutte le diverse branche del suo ampio stuolo di affezionati fan: complice l’aumento di prezzo, che potrebbe rallentare le vendite del mercato di massa, ecco arrivare alcuni tra i brand più amati dai veri amanti della casa di Kyoto, quelli che anche nei tempi più bui l’hanno accompagnata per poter fruire delle loro produzioni tipiche. Fire Emblem e Zelda (con un progetto che tutto appare, tranne che banale, andando a toccare le corde del cuore, con quelle note da ocarina nel primo teaser…), così come un nuovo Xenoblade e la nuova generazione di Pokémon, a promettere un supporto qualitativo pensate e continuo da settembre in avanti. Il tutto, ovviamente, senza dimenticare però anche quell’ampia fetta di videogiocatori che, sostanzialmente, è appannaggio esclusivo di Nintendo, con titoli più colorati e spensierati come Switch Sport Resort.

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In questo quadro è poi la stessa Nintendo a inserire anche The Duskbloods, titolo sviluppato da FromSoftware e non dalla casa di Kyoto, ma che oltre ad essere esclusiva pare veda il coinvolgimento del colosso giapponese per quel che concerne contributi economici quantomeno legati alla distribuzione dello stesso. Un titolo-anello, che fa da trait d’union tra il mondo first party e quello third party, in un contesto che sta assumendo sempre più rilevanza in casa Switch 2: da un lato, stringere forti legami di collaborazione può portare a riempire il portafoglio, ampliandone la varietà, dall’altro funge da catalizzatore. Pensiamo, per quel che concerne il primo caso, all’evidente soddisfazione commerciale di Koei-Tecmo nel poter mettere le mani su IP multimilionarie come Zelda (nel caso di Hyrule Warriors) o Pokémon (destinato a diventare il titolo di maggior successo di sempre, per il partner prescelto), non a caso fortemente coinvolta sulla console anche con opere proprie (Wo Long, Wo Long II, Fatal Frame II, Wild Hearts S, Dynasty Warriors Origins, Dynasty Warriors 3 Remake, A.O.T. 3, tutta la serie Atelier…); ma pensiamo anche a quanto si stia rivelando importante l’arrivo di Elden Ring e l’annuncio esclusivo del titolo FromSoftware improntato al multiplayer per trascinare con sé diversi esponenti del genere (“Souls-like” come LIes of P, Lords of the Fallen II, Relic, piuttosto che GaaS/MMORPG come Final Fantasy XIV, Warframe, Fortnite, Apex Legends e via discorrendo). In Nintendo lo hanno capito: pubblicando una pietra miliare, motli accoliti sono destinati a seguirla.

Il volume di produzioni è impressionante, la varietà anche e diverse opere hanno saputo offrire o promettono di portare su Nintendo Switch 2 il consueto carico di qualità made in Nintendo, ampliando persino la gamma di esperienze usuali, con alcune operazioni curiose, di recupero o parzialmente sperimentali, accanto a capisaldi della pubblicazione tipica della casa di Kyoto. Eppure, una fetta di consumatori potenziali è ancora non pienamente soddisfatta: certo, reggere il paragone con la combo ferale di The Legend of Zelda Breath of the Wild + Super Mario Odyssey era praticamente impossibile, così come crediamo che lamentare l’assenza di una serie piuttosto che di un’altra sia la legittima espressione di puri gusti soggettivi (uno Star Fox vale un F-Zero, così come uno Splatoon non ha molto da invidiare a Luigi’s Mansion, per dire), ma su un aspetto possiamo concordare, anche dopo l’approfondita analisi operata qui, sulle pagine di Switchitalia.

Il simbolo di Nintendo non si è ancora fatto vedere, mostrando solo barlumi di sé con spinoff più o meno importanti e riusciti: ovviamente, parliamo di un nuovo Super Mario platform in 3D, capace – ci scommettiamo – di convincere chiunque al passaggio alla next gen della casa di Kyoto. Ma se tutti noi giustamente ci auguriamo di poter presto mettere le mani sull’ennesimo capolavoro made in Nintendo allora dobbiamo anche accettare una condizione inequivocabile: le opere d’arte non nascono dall’oggi al domani e spesso ci vuole del tempo, per trovare la giusta ispirazione e tradurla poi nella declinazione più corretta, soprattutto oggi, con hardware più performanti, ma tempi di sviluppi più dilatati. Per cui, pazienza: godiamoci tutto quello che di unico e divertente le nostre Nintendo Switch 2 ci stanno offrendo, perché un nuovo Super Mario arriverà e ci auguriamo tutti che possa essere l’ennesima opera d’arte in movimento!

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