Monowave: la recensione

Tutto è cambiato quando i Frammenti delle Emozioni all'interno del Prisma sono improvvisamente svaniti, disperdendo le Emozioni in tutta la terra. Spetta a Mono, il Guardiano appena nato, riunire le Emozioni disperse e ripristinare l'armonia nella terra.

Se il gameplay rappresenta il cuore concettuale di MONOWAVE, è la direzione artistica a renderlo immediatamente riconoscibile. Studio BBB sceglie infatti una grafica 2D che richiama l’aspetto di illustrazioni realizzate a mano, con un tratto volutamente semplice e quasi infantile che accompagna perfettamente la natura fiabesca dell’avventura. I quattro mondi legati alle diverse emozioni possiedono una propria identità visiva, costruita attraverso ambientazioni, creature e variazioni cromatiche che contribuiscono a rendere immediatamente percepibile lo stato emotivo della sezione attraversata. Non si tratta quindi soltanto di una scelta estetica “carina”: l’assenza di un realismo ricercato permette al gioco di rappresentare le emozioni attraverso forme e situazioni facilmente leggibili, mantenendo quella dimensione quasi da libro illustrato che sembra essere parte integrante della filosofia del progetto. A sostenere questo impianto interviene anche una colonna sonora originale pensata per accompagnare le diverse atmosfere, contribuendo a dare maggiore caratterizzazione ai mondi senza sovraccaricarli. È una produzione visivamente semplice, ma proprio per questo dotata di una personalità più marcata rispetto a molti indie che cercano inutilmente di apparire più grandi di quanto siano.

La natura bidimensionale e relativamente contenuta del progetto rende MONOWAVE un candidato particolarmente adatto alla Nintendo Switch originale, e la conversione non deve infatti affrontare le difficoltà tipiche dei porting di produzioni tridimensionali più ambiziose. Il gioco mantiene una struttura leggera, con caricamenti contenuti e una resa complessivamente coerente con le possibilità dell’hardware, risultando particolarmente naturale in modalità portatile. Proprio lo schermo della console, tuttavia, porta in primo piano una questione importante per un titolo basato sulla lettura dello spazio: alcuni elementi ambientali, creature e pericoli possono risultare meno immediati da distinguere quando l’immagine viene ridotta alla diagonale del display. Non è un limite che comprometta l’esperienza, ma è probabilmente l’aspetto tecnico più interessante da considerare su Switch 1, perché qui la qualità della conversione non dipende tanto dalla complessità grafica quanto dalla capacità di conservare la leggibilità necessaria alla risoluzione degli enigmi. Per il resto, MONOWAVE conferma come una direzione artistica 2D ben progettata possa adattarsi alla console Nintendo senza richiedere compromessi particolarmente evidenti.

La campagna di MONOWAVE si sviluppa attraverso i quattro mondi principali e propone un’esperienza che si mantiene volutamente compatta, generalmente quantificabile nell’ordine delle sei-otto ore, a seconda del ritmo del giocatore e dell’attenzione dedicata all’esplorazione. Non è quindi un’avventura costruita per diluire artificialmente le proprie meccaniche, e questa scelta finisce per essere coerente con la natura del progetto: una volta introdotte e combinate le diverse emozioni, il gioco preferisce arrivare al termine piuttosto che continuare a proporre variazioni dello stesso concetto. La presenza di collezionabili, sezioni nascoste e contenuti opzionali offre comunque qualche incentivo a tornare sui livelli, mentre la maggiore difficoltà e il sistema di suggerimenti permettono di modulare l’esperienza in base alla propria familiarità con il genere. A completare il quadro c’è poi la cooperativa locale per due giocatori, con Prism ad affiancare Mono. L’idea è interessante e può rappresentare un valore aggiunto soprattutto per chi vuole condividere l’avventura con un giocatore più giovane, anche se il ruolo di Prism è volutamente asimmetrico e non trasforma MONOWAVE in un’esperienza cooperativa paragonabile a quelle costruite interamente attorno a due protagonisti. È più una modalità pensata per condividere la scoperta degli enigmi che un secondo gioco completo sovrapposto alla campagna principale.

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La recensione

7 Il voto

Alla fine, il valore di MONOWAVE risiede soprattutto nella coerenza con cui Studio BBB porta avanti la propria intuizione iniziale. Il gioco non reinventa il puzzle-platform e non dispone della complessità produttiva delle grandi produzioni del genere, ma riesce a costruire un'identità precisa mettendo le emozioni al centro di ogni livello dell'esperienza: sono tema narrativo, abilità di movimento, strumento per interagire con le creature e chiave per comprendere gli enigmi. È questa sovrapposizione tra contenuto e meccanica a rendere il progetto più interessante di quanto la sua struttura apparentemente semplice possa suggerire. I limiti emergono soprattutto nella durata contenuta, in qualche problema di leggibilità e in una cooperativa che rimane complementare anziché realmente paritaria. Su Nintendo Switch, però, il formato compatto e la leggerezza tecnica funzionano bene, soprattutto in portatile, mentre la direzione artistica riesce a dare al debutto di Studio BBB una personalità immediatamente riconoscibile. Un'avventura piccola, accessibile e imperfetta, ma capace di dimostrare che anche un concetto semplice può diventare un buon sistema di gioco quando viene sviluppato con sufficiente coerenza.

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