Switch 2: Xenoblade Chronicles: Definitive Edition Nintendo Switch 2 Edition: la recensione

Accompagna Shulk e i suoi alleati in questo enorme e classico RPG.

Fin dal lancio di Nintendo Switch 2, uno degli aspetti più interessanti della strategia adottata dalla casa di Kyoto è stato rappresentato dal programma “Nintendo Switch 2 Edition”. Una formula che, almeno nelle intenzioni, cerca di trovare un punto d’incontro tra la necessità di valorizzare il vastissimo catalogo della precedente generazione e la volontà di offrire miglioramenti concreti a chi decide di compiere il salto verso il nuovo hardware. L’idea alla base è piuttosto semplice: invece di riproporre nuovamente gli stessi titoli a prezzo pieno, come avvenuto spesso durante il passaggio da Wii U a Nintendo Switch, Nintendo offre ai possessori delle versioni originali la possibilità di acquistare un pacchetto di aggiornamento dedicato, ottenendo così miglioramenti tecnici e, in alcuni casi, contenuti aggiuntivi. Una soluzione che presenta indubbi vantaggi sia dal punto di vista economico sia da quello della preservazione del catalogo, consentendo ai giocatori di mantenere viva la propria libreria senza dover necessariamente ricomprare ogni singolo titolo. Naturalmente non mancano alcune criticità. La distinzione tra semplici aggiornamenti gratuiti e vere e proprie Switch 2 Edition non è sempre immediatamente chiara, mentre il valore percepito delle varie operazioni può variare sensibilmente da gioco a gioco. Alcuni progetti beneficiano infatti di trasformazioni profonde, altri propongono interventi più contenuti che rischiano di apparire meno incisivi agli occhi del pubblico. Nel caso di Xenoblade Chronicles: Definitive Edition, tuttavia, l’operazione appare generalmente sensata. Il titolo riceve una serie di affinamenti tecnici, nuovi contenuti collaterali e alcune comodità aggiuntive che contribuiscono a rendere ancora più piacevole un’avventura già eccellente nella sua incarnazione originale. Non si tratta di una rivoluzione paragonabile a quella vissuta dalla remaster pubblicata su Switch nel 2020 rispetto all’edizione Wii, ma di un perfezionamento mirato che consolida ulteriormente uno dei JRPG più importanti mai realizzati sotto l’egida Nintendo.

Oggi è quasi difficile immaginarlo, ma esisteva un periodo in cui Xenoblade Chronicles rappresentava una scommessa tutt’altro che scontata. Quando il progetto, allora noto come Monado: Beginning of the World, iniziò a mostrarsi al pubblico Wii, pochi avrebbero immaginato che sarebbe diventato uno dei pilastri dell’intera strategia Nintendo contemporanea. Si trattava di un JRPG ambizioso, sviluppato da uno studio relativamente piccolo come Monolith Soft e destinato a una console che, pur dominando il mercato, non era particolarmente associata alle produzioni ruolistiche giapponesi più tradizionali. La storia successiva è ormai ben nota. Grazie anche alla mobilitazione dei fan occidentali attraverso iniziative come Operation Rainfall, Xenoblade Chronicles riuscì a ottenere una distribuzione globale e a conquistare una base di appassionati sempre più ampia. Da quel momento il marchio non ha mai smesso di crescere. Prima arrivò l’esperimento di Xenoblade Chronicles X, poi il successo commerciale di Xenoblade Chronicles 2, quindi l’acclamato Xenoblade Chronicles 3 e le rispettive espansioni narrative. Parallelamente, Monolith Soft è diventata uno degli studi più importanti dell’universo Nintendo, contribuendo non soltanto alla propria saga principale ma anche allo sviluppo di produzioni di primo piano come The Legend of Zelda. Nintendo Switch ha rappresentato la generazione della consacrazione definitiva. Per la prima volta l’intera saga ha trovato una casa stabile e un pubblico disposto a seguirla con entusiasmo, permettendo alla serie di uscire definitivamente dalla nicchia che l’aveva caratterizzata agli esordi. Switch 2 non fa che confermare questa centralità. Dopo l’arrivo di Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition, la pubblicazione delle nuove versioni della trilogia principale nell’arco di pochi mesi testimonia una fiducia assoluta nel valore del marchio. Il tutto mentre all’orizzonte si intravede già il prossimo grande passo della serie, con Xenoblade Genesis destinato a raccogliere l’eredità di un universo narrativo e ludico che, nel corso degli anni, è diventato una delle proprietà intellettuali più riconoscibili dell’intero catalogo Nintendo. Un percorso impressionante per una saga che, ai tempi di Wii, sembrava destinata a restare un piccolo cult per appassionati.

Tra i molti meriti acquisiti da Xenoblade Chronicles nel corso della propria evoluzione, forse il più importante riguarda il ruolo che la serie ricopre oggi all’interno dell’offerta Nintendo. In un catalogo tradizionalmente dominato da platform, action adventure e produzioni pensate per un pubblico estremamente trasversale, il lavoro di Monolith Soft rappresenta infatti qualcosa di profondamente diverso, capace di ampliare l’identità stessa della casa di Kyoto senza snaturarla. Se Mario continua a incarnare l’accessibilità e la creatività ludica, se The Legend of Zelda rappresenta l’avventura e la scoperta, e se personaggi come Kirby o Yoshi presidiano da anni il versante più immediato e familiare dell’offerta Nintendo, Xenoblade occupa uno spazio completamente differente. È la saga che intercetta il pubblico degli appassionati di JRPG monumentali, delle narrazioni complesse e dei sistemi di gioco profondi. Una serie che non teme di affrontare temi come il libero arbitrio, la guerra, la religione, la natura dell’esistenza o il rapporto tra uomo e divinità, costruendo mondi vastissimi e straordinariamente articolati. Anche dal punto di vista ludico il contributo della saga è stato fondamentale. Il particolare sistema di combattimento sviluppato da Monolith Soft è riuscito nel tempo a costruirsi una propria identità, distinguendosi tanto dai JRPG a turni tradizionali quanto dagli action RPG più puri. Una formula che continua a rappresentare uno degli elementi maggiormente caratterizzanti dell’intero franchise e che contribuisce a differenziarlo nettamente rispetto al resto del catalogo Nintendo. Sotto questo aspetto, il percorso di Xenoblade ricorda per certi versi quello compiuto da Fire Emblem. Entrambe le serie sono nate come produzioni relativamente di nicchia, entrambe hanno rischiato in più occasioni di non trovare spazio al di fuori del Giappone e entrambe si sono progressivamente trasformate in asset strategici per Nintendo. Oggi sarebbe difficile immaginare una generazione della casa di Kyoto priva di un nuovo Xenoblade, così come sarebbe difficile immaginare l’offerta first party senza il contributo creativo di Monolith Soft. La pubblicazione dell’intera trilogia principale su Switch 2 nel giro di pochi mesi conferma ulteriormente questa centralità. Non si tratta semplicemente di riproporre grandi giochi del passato, ma di riaffermare il ruolo di una saga che è ormai diventata uno dei principali strumenti attraverso cui Nintendo dialoga con il pubblico degli appassionati di giochi di ruolo giapponesi. Una posizione conquistata nel tempo e oggi più solida che mai.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

ARTICOLI CORRELATI

Prossimo articolo

Lascia un commento

VIDEO

Ben tornato!

Effettua l'accesso

Crea un account!

Compila i seguenti campi per registrarti

Recupera password

Per favore, inserisci il tuo Username o la tua Email per recuperare la password.

Crea nuova Playlist