Switch 2: Hot Wheels Infinite Rush: la recensione

Vai oltre la pista arancione e tuffati in un universo a misura di Hot Wheels™ composto da quattro diverse isole, ognuna con il suo stile e le sue sfide. Guida liberamente in un mondo pieno di avventure, distruggi ostacoli, vai a caccia di segreti e affronta attività folli.

Tra i generi che più di altri hanno saputo attraversare indifferenti generazioni di hardware, mode e trasformazioni dell’industria, il racing arcade occupa un posto particolare: poche altre esperienze videoludiche sono infatti capaci di tradurre il concetto di competizione automobilistica in una formula tanto immediata, spettacolare e comprensibile anche a chi non abbia alcuna familiarità con il mondo dei videogiochi. Nintendo ne ha fatto per decenni una vera e propria specialità, da Diddy Kong Racing a Excite Truck, fino all’inevitabile Mario Kart, diventato a tutti gli effetti uno dei simboli più riconoscibili dell’intrattenimento intergenerazionale firmato dalla casa di Kyoto. Ma la storia del racing arcade è naturalmente molto più ampia: da OutRun e Daytona USA di Sega a Sonic & Sega All-Stars Racing, passando per l’irriverente Wacky Races, Crash Team Racing, Ridge Racer e Burnout, il genere ha costruito il proprio successo sulla capacità di sacrificare il realismo in favore della sensazione di velocità, dell’impatto visivo e soprattutto del divertimento immediato. Un approccio che permette alla corsa di diventare quasi un linguaggio universale, fondato su poche regole, controlli intuitivi e una componente competitiva sufficientemente elastica da funzionare tanto tra appassionati quanto davanti alla TV in compagnia di amici e familiari.

Proprio questa apparente semplicità ha però spinto il racing arcade a cercare continuamente nuove direzioni per evitare di trasformarsi in una formula puramente ripetitiva. Nel corso degli anni, la corsa è diventata soltanto uno degli elementi di un sistema più articolato: gli editor hanno permesso di costruire e condividere circuiti, la personalizzazione ha trasformato automobili e livree in vere estensioni dell’identità del giocatore, mentre classifiche, tornei e modalità online hanno spostato una parte della competizione oltre la singola partita. Parallelamente, il genere ha oscillato tra estremi molto diversi: da una parte la ricerca di un realismo sempre più aggressivo, fino al recupero di atmosfere arcade anni Novanta come nel nuovo Screamer di Milestone, dall’altra la contaminazione con immaginari e licenze capaci di rendere la vettura stessa protagonista dell’esperienza. È proprio in quest’ultima direzione che si colloca il fenomeno Hot Wheels: anziché cercare di simulare il comportamento di un’automobile reale, la serie trasforma direttamente il concetto di giocattolo in materia videoludica, facendo della pista impossibile, del salto, del loop e dell’auto sproporzionata rispetto all’ambiente gli strumenti attraverso cui rinnovare una grammatica del racing che, per quanto familiare, continua così a trovare nuove forme di espressione.

È in questo percorso che si inserisce Milestone, realtà italiana nata a Milano nel 1996 e diventata nel tempo uno dei nomi internazionalmente più riconoscibili del racing. La storia dello studio è curiosamente legata proprio all’arcade, con lo Screamer originale capace di imporsi negli anni Novanta, ma la sua crescita successiva si è sviluppata soprattutto attraverso produzioni ufficiali dedicate al motorsport, da WRC e SBK fino a MotoGP, passando per RIDE e le competizioni su sterrato: un percorso che ha progressivamente portato il team verso una sempre maggiore attenzione alla simulazione, alla fisica e alla riproduzione fedele delle discipline reali. L’arrivo di Hot Wheels Unleashed nel 2021 rappresenta quindi anche una sorta di ritorno alle radici arcade, ma attraverso una proprietà intellettuale capace di offrire a Milestone una libertà creativa molto diversa. Il primo capitolo costruisce una convincente fusione tra collezionismo, derapate, boost e circuiti spettacolari, affiancandovi editor delle piste e delle livree, gioco locale e multiplayer online fino a dodici partecipanti. Due anni più tardi, Hot Wheels Unleashed 2 – Turbocharged amplia ulteriormente la formula con oltre 130 veicoli, moto e ATV, nuovi ambienti, terreni capaci di influenzare la guida, scatti laterali e salti, una campagna narrativa, nuove modalità, classifiche online e un Track Editor rinnovato. Infinite Rush nasce dunque come il terzo e più radicale passaggio di questa evoluzione: non si limita ad aggiungere automobili o piste, ma mette in discussione il concetto stesso di circuito, trasformando l’universo Hot Wheels in un mondo esplorabile e facendo della libertà di movimento il nuovo terreno sul quale Milestone prova a ridefinire la propria interpretazione del racing arcade.

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