Rain World: Downpour: la recensione

Cinque lumagatti morbidi e carini devono affrontare terribili minacce in Downpour, DLC del platform adventure Rain World

Il platform indie Rain World torna a far parlare di sé grazie al suo nuovo DLC, Downpour. Il gioco originale, lanciato nel 2017, sorprese grazie ad una miscela di platform 2D con elementi di survival e puzzle, il tutto condito da un mood piuttosto cupo che per certi versi ricordava le atmosfere di Limbo, Inside o Badland. Videocult e Akupara Games misero in piedi un ecosistema immaginario popolato dai bizzarri Lumagatti (esattamente un mix tra lumache e gatti, esseri con la testa ed il pelo di un gatto, ma il corpo e l’elasticità di una lumaca), creature misteriose e tutto sommato carine, in grado di usare i detriti trovati in giro (pietre e aculei soprattutto) come armi per sfuggire ai nemici e costrette a vivere sul sottile confine tra prede e predatori. Il gioco era volutamente criptico, non fornendo al giocatore grandi spiegazioni né spunti chiarificatori, demandando tutto all’esperienza ed al trial&error. Il mondo di gioco è tutt’altro che ospitale, non solo a causa dei nemici pronti a mangiarsi i nostri lumagatti, ma anche a causa di un ciclo notte/giorno che si conclude con piogge torrenziali che, qualora non dovessimo trovarci al sicuro, finirebbero con l’affogarci senza pietà. I lumagatti possono saltare, nuotare e arrampicarsi su pali e corde per evitare i nemici, possono scoccargli pietre per ucciderli ed usare lance acuminate per procacciarsi cibo, utile quest’ultimo ad attivare il processo di ibernazione (salvataggio) in stanze sicure ed a prova di alluvione.

Il DLC Downpour condivide con il gioco originale buona parte delle dinamiche, del gameplay e del mood generale, introducendo cinque nuove campagne, ambientate in diversi punti del continuum temporale conosciuto, nonché una modalità multiplayer locale per la story mode. Story mode del quale, come intuibile, anche qui non abbiamo grandi spiegazioni in anteprima, se non quelle che raccoglieremo rinvenendo artefatti ed attraverso brevi segmenti narrativi. Ciò che sappiamo è che ancora una volta una devastante alluvione ci ha allontanato dai nostri cari, lasciandoci a vagare soli in un mondo ostile. Dovremo contare solo sulle nostre forze, e soprattutto sulla nostra furbizia, per affrontare il pericoloso viaggio verso la nostra famiglia. I nuovi cinque lumagatti forniscono a dire il vero interessanti spunti aggiuntivi rispetto alla campagna base del gioco, che è bene ripeterlo, è necessario avere installato al fine di poter avviare il DLC. Rigagnolo è un lumagatto acquatico, a suo agio nel nuoto e nelle immersioni; Buongustaio mangia tutto quello che gli capita a tiro, trasformando il cibo in oggetti utili; Artificiere è esperto in esplosivi e fuochi d’artificio; Lanciere estrae dal suo corpo degli aculei che usa per combattere o cacciare; l’ultimo, il Santo, come suggerisce il nome non possiede armi ma con il potere della concentrazione riesce ad arrivare più in alto e più lontano di tutti. A livello contenutistico il DLC è davvero ricco andando a completarsi con ulteriori dieci regioni da esplorare, risultanti in diverse centinaia di mappe, ambienti e biomi tutti da scoprire. Vengono inoltre aggiunte nuove modalità di gioco che consentono, oltre a godere l’avventura in cooperativa locale con nostri amici, ad affrontare l’esplorazione con un ritmo più rilassato ed indirizzato alla raccolta di collezionabili.

Come anticipato Downpour condivide con il precedente capitolo una certa ermeticità nei contenuti ed una certa riluttanza nello spiegare al giocatore dove si trova e quali sono gli obiettivi da perseguire. Ne consegue che per le prime ore di gioco vagheremo per i livelli in modo pressoché inconsapevole, cercando di digerire le dinamiche di gioco, le peculiarità di ogni personaggio ed i pattern di attacco dei vari nemici pronti a farci la pelle. Questa sorta di barriera all’ingresso è un po’ lo scotto da pagare per poter accedere ad un adventure platform altrimenti piuttosto intrigante, oscuro dal punto di vista grafico e piuttosto cattivo, sia per le brutali morti che spesso subiremo, sia per il livello di difficoltà settato alquanto in alto. Downpour propone, oltre alle dinamiche platform ed adventure già affrontate, anche degli enigmi ambientali piuttosto stimolanti, se non addirittura arcigni. Un fitto ed intricato sistema di tubature, infatti, collega i vari schemi e dovremo provare diverse volte per azzeccare la giusta sequenza di tubi in grado di condurci esattamente dove vogliamo. Dal punto di vista grafico e audio il lavoro svolto è davvero pregevole. Graficamente la resa della grafica pixel art, chiaramente un omaggio all’epoca dei 16 bit, è ottima, ed è in grado di rendere alla perfezione l’attitudine disturbante dei molti mostri pronti a sbranarci, nonché la claustrofobia di alcuni ambienti. Allo stesso modo l’accompagnamento musicale dinamico si adatta alla perfezione a quanto avviene a schermo, diventando più sincopata e ritmata nei momenti di inseguimento e combattimento, più rilassata (per quanto possibile) nelle fasi più puramente esplorative.

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La recensione

6.5 Il voto

Downpour è un DLC che a livello contenutistico può definirsi piuttosto ricco, aggiungendo parecchio materiale all'avventura di Rain World. Sicuramente cerca di allargarne gli orizzonti, utilizzando nuovi personaggi con nuove abilità, in grado di aggiungere nuova profondità al gameplay. D'altra parte permane una certa osticità di base, soprattutto nelle fasi iniziali, che potrebbe far desistere i giocatori meno pazienti.

Valutazione

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